venerdì,Novembre 27 2020

Mimmo Lucano: «Per amministrare Riace non basta l’ordinarietà»

Così l’ex primo cittadino commenta la sentenza del Tribunale di Locri che ha dichiarato ineleggibile l'attuale sindaco di Riace, Antonio Trifoli

Mimmo Lucano: «Per amministrare Riace non basta l’ordinarietà»

«Probabilmente si sapeva fin dall’inizio che era ineleggibile, aveva promesso legalità, ma per amministrare un borgo come Riace non basta l’ordinarietà, bisogna entrare nell’anima della comunità. Rigenerarla». Così Mimmo Lucano commenta la sentenza del Tribunale di Locri che ha accolto il ricorso proposto dalla consigliera comunale di minoranza Caterina Spanò insieme ad altri, ed ha dichiarato ineleggibile l’attuale sindaco di Riace, Antonio Trifoli.

«Ho accettato la sconfitta politica, senza rancori – aggiunge Lucano e poi spiega – se si va di nuovo ad elezioni? Non lo so… in quel caso cercherei solo di sentire che atmosfera c’è nella comunità. Ho fatto il sindaco per tre legislature, credo di aver dato un contributo non solo per Riace ma anche per la Calabria». A proposito di Riace, l’ex sindaco chiarisce la nostra «non è stata solo storia di accoglienza ma un’esperienza politica e istituzionale in cui si è costruito, passo dopo passo, il senso di comunità, di bene collettivo del territorio contro ogni illegalità». ‘Riace paese dell’accoglienza’, spiegava un cartello stradale posto all’ingresso della cittadina e anche se adesso non c’è più, non basta questo “per cancellare”. «Sembra una fiaba ma è realtà: è stato come realizzare una piccola opera d’arte che non conoscerà mai rovina – afferma ancora – l’opera è l’accoglienza che è stata offerta a persone in fuga da guerre, da povertà, dai drammi dell’umanità. È così che è stato trasmesso un messaggio di umanità che è salvezza. Altro che odio, razzismo, discriminazione – e conclude – Quindi possono anche togliere un cartello ma Riace sarà sempre, nel mondo, paese dell’accoglienza».