mercoledì,Novembre 25 2020

Occhipinti:«Città in ginocchio non per il maltempo ma per il fallimento della classe dirigente»

Il delegato per l’Udc della Provincia di Reggio Calabria insiste sulla necessità che l’Amministrazione della Città Metropolitana renda conto alla cittadinanza di come abbia speso i fondi destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico

Occhipinti:«Città in ginocchio non per il maltempo ma per il  fallimento della classe dirigente»

«Siamo alle solite: basta una giornata di precipitazione intense per mandare in tilt una Città intera e il suo hinterland. A Reggio Calabria la storia si ripete con la piazza antistante lo stadio che diventa una piscina e il sottopasso di Porto Bolaro a Pellaro subito impraticabile. In tutti questi anni quali interventi sono stati posti in essere dal sindaco Giuseppe Falcomatà e dalla sua giunta per prevenire e mettere in sicurezza il territorio?».

A chiederlo è il delegato per l’Udc della Provincia di Reggio Calabria Riccardo Occhipinti che insiste sulla necessità che l’Amministrazione della Città Metropolitana renda conto alla cittadinanza di come abbia speso i fondi destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico.

«Come se non bastasse – dice ancora Occhipinti – il maltempo ha flagellato anche la Provincia di Reggio Calabria provocando ingenti danni sempre a causa della mancata manutenzione stradale e dell’assenza di adeguate vie di deflusso per l’acqua. E così è stata chiusa la strada provinciale Pazzano-Serra San Bruno, si è completamente allagato il bivio di Casignana, mentre la Locride ha subito un ulteriore e ferale colpo». 

«All’inadeguatezza dell’Amministrazione Comunale – prosegue Riccardo Occhipinti – si aggiunge quella del governo regionale e di quello nazionale che non sono mai stati in grado di intervenire in alcun modo sui territori, neanche quando è stato dichiarato lo stato di calamità. Anche adesso, mentre vediamo in tutta la sua gravità la fragilità del territorio della nostra Provincia, a livello nazionale si continua a prestare attenzione soltanto a quanto accade a Venezia. Ulteriore conferma di come esista un’Italia di serie a e una di serie b. I reggini, stavolta, abbiano buona memoria e sappiano scegliere quando, molto presto, saranno chiamati alle urne, dando spazio ad un radicale rinnovamento».