mercoledì,Novembre 25 2020

Aeroporto, la riflessione di Bombino: «Vicenda paradossale»

L'ex presidente del'Ente Parco d'Aspromonte sulla crisi dello scalo reggino: «Subito una governance degli interessi delle città dello Stretto»

Aeroporto, la riflessione di Bombino: «Vicenda paradossale»

«La paradossale vicenda dell’Aeroporto dello Stretto ben si presta ad una lettura politica “stratificata”». Ad affermarlo dalla sua pagina Facebook è Giuseppe Bombino, docente universitario e papabile candidato alle prossime elezioni comunali reggine. Tre le considerazioni che si sovraimpongono secondo l’ex presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte. La prima: «la crisi dell’Aeroporto dello Stretto è una formidabile sintesi per comprendere il rapporto tra Reggio e la Calabria e tra Reggio e l’asse Catanzaro/Cosenza. Per sottrarre il nostro scalo dal gioco e dal giogo di una politica “nemica” di Reggio, occorre valorizzare la natura interregionale dell’Aeroporto dello Stretto e, quindi, creare le condizioni per la costituzione di una governance espressiva degli interessi delle due Città dello Stretto».

La seconda riguarda le dichiarazioni rilasciate in queste ore sia dal sindaco, sia dal Presidente di Sacal, che evidenziano secondo Bombino «Come intorno alla questione Aeroporto vi sia assenza di responsabilità e di capacità politica, inadeguatezza amministrativa e gestionale e omissione di verità».

Secondo il docente universitario reggino «Nasce il sospetto che l’emissione di Notam da parte di Enac, attraverso cui vengono elencate al personale navigantee che vola su Reggio una serie di limitazioni, altro non sia se non un tentativo di evitare gli effetti delle nuove procedure tipo Rnav (metodo di navigazione che permette di volare su qualsiasi traiettoria con assistenza al suolo o nello spazio), che porterebbero all’annullamento delle limitazioni sugli equipaggi. Alcune delle limitazioni riportate in Notam – sostiene Bombino – sono, peraltro, irrilevanti, risolvibili in 24 ore, non sostanziali; altre, invece, sono note da circa 50 anni, eppure, fino ad oggi, ENAC ha autorizzato e collaudato le attività. Perché, dunque, tali limitazioni vengono elevate proprio adesso? E ancora, come mai nessun rilievo viene posto per gli Aeroporti di Genova e Firenze, i cui coefficienti di difficoltà sono pari, se non superiori, a quello dell’Aeroporto dello Stretto».