L’effetto Callipo su Reggio. Falcomatà sposa il rinnovamento nonostante gli oliveriani in giunta

Il messaggio fatto filtrare da Nicola Zingaretti e Stefano Graziano è chiaro: chi non è con Callipo è fuori dal Pd. Il primo cittadino si adegua ma in città sono a rischio gli equilibri del partito commissariato e ancora retto da Giovanni Puccio
Il messaggio fatto filtrare da Nicola Zingaretti e Stefano Graziano è chiaro: chi non è con Callipo è fuori dal Pd. Il primo cittadino si adegua ma in città sono a rischio gli equilibri del partito commissariato e ancora retto da Giovanni Puccio

L’effetto  Pippo Callipo pare destinato a farsi sentire anche su Reggio Calabria che, seppure qualche mese dopo rispetto alla Regione, sarà chiamata alle urne per il rinnovo dell’Amministrazione comunale.

Lo ha capito anche il sindaco Giuseppe Falcomatà che, almeno fino a qualche giorno fa, aveva provato a rimanere il più neutrale possibile sui giochi del partito. Eppure non appena il “re del tonno” ha reso nota la sua rinnovata disponibilità a correre con candidato governatore del Pd, ha preso carta e penna e vergato una dichiarazione pubblica.

«Pippo Callipo è un nome che convince, soprattutto perché è garanzia di una prospettiva riformista improntata al pragmatismo e al rinnovamento – ha dichiarato il primo cittadino – Callipo  è un simbolo di una Calabria sana e vincente, una candidatura che parte dal civismo e che spero potrà attrarre le forze politiche democratiche nella nostra Regione. In questo senso accolgo l’invito giunto dal segretario Zingaretti affinché attorno alla figura di Callipo si aggreghi il sostegno di tutto il Partito Democratico calabrese e di tutte le forze civiche che lavorano nella direzione del cambiamento».

Più che un invito quello raccolto dal primo cittadino è stato un messaggio chiaro e perentorio che è stato veicolato informalmente dal commissario regionale del Pd Stefano Graziano e cioè: «chi non sosterrà Callipo è da considerarsi fuori dal Pd». Un messaggio che è poi stato ribadito ufficialmente, in conferenza stampa a Lamezia, insieme all’annuncio di una visita del segretario nazionale Nicola Zingaretti per l’avvio della campagna elettorale.

Stavolta, insomma, è necessario schierarsi e il primo cittadino ne ha dovuto prendere atto, anche a costo di mettere in discussione i faticosi equilibri raggiunti anche nella composizione della giunta, all’epoca del rimpasto costruita anche con il determinante apporto della componente legata a Mario Oliverio e rappresentata attualmente da Lucia Nucera, nominata in quota Sebi Romeo, e da Anna Nucera, nominata in quota Giovanni Nucera.

La scelta del civismo e del rinnovamento a livello regionale riguarderà inevitabilmente anche Reggio, come ha sottolineato il coordinatore regionale di Energia Democratica Antonino Castorina. «La candidatura dell’imprenditore Callipo il Partito Democratico mette in campo è una proposta comunque credibile e forte che si apre alla Società civile e che il

Movimento Cinque stelle non può guardare con indifferenza.  Si deve lavorare sulle liste da subito, sul tema della discontinuità con chi oggi ci sta governando e il Pd della Calabria anche in base a quelle che è la sua linea politica deve fare chiarezza su chi sta o meno a questa proposta di rottura. Non si può stare nel Pd e sostenere una proposta alternativa al Pd. Se non viene messo un punto su questo il Pd non può avere un futuro in Calabria».

Un tema che riguarda anche il Consiglio comunale di Reggio Calabria dove nel centrosinistra in tanti, forse in troppi, continuano a mantenere deleghe di governo mentre trattano la propria candidatura con partiti di centrodestra e il Pd provinciale che, ancora retto dal commissario Giovanni Puccio, mai si è occupato della questione.

Il sindaco prova, stavolta, a giocare di anticipo ed eventualmente a sfruttare anche i buoni rapporti personali con esponenti dei Cinque Stelle, a partire dalla deputata Federica Dieni, per blindare la propria ricandidatura prima che il mantra del rinnovamento e della rottura con le precedenti esperienze di governo possa soffiare anche in riva allo Stretto.

Riccardo Tripepi