martedì,Luglio 27 2021

Pentimele, l’ex fiera campionaria marcisce fra vandali e degrado

Quella che fu anche la sede dell'aula bunker è ora completamente abbandonata e ospita alloggi di fortuna senza alcun controllo

Pentimele, l’ex fiera campionaria marcisce fra vandali e degrado

I padiglioni erano immensi. Quando si entrava si respirava l’odore delle meraviglie, chissà quali sorprese ci sarebbero state ad attendere. Grandi e piccini erano incantati dal mondo che si spalancava loro davanti. Sì, succedeva periodicamente, qualche volta l’anno, ma era uno degli appuntamenti istituzionalizzati, come le bancarelle di settembre. Una volta era la fiera di Pentimele, un momento atteso che, in alcuni anni, aveva persino tentato di fare a concorrenza alla corrispondente fiera di Messina, dall’altra parte dello Stretto.

I padiglioni diventano aule bunker

Quando i locali erano in disuso l’ancora di salvezza era stata la decisione di utilizzare i padiglioni come filiali dell’aula bunker. E allora c’erano i militari fuori, con i mitra imbracciati, a ricordare che quello non era più un posto di svago, di acquisti e di divertimento. Un tentativo di salvezza durato solo qualche tempo. Poi davanti si era spalancato il limbo. Il peggio doveva ancora avvenire.

La decadenza

E cosa resta di tutto questo adesso? Nulla solo un rifugio di animali e di disgraziati. Inquietante e pericoloso. A partire dal recinto esterno che cade in frantumi, come è già successo in alcuni tratti ben visibili, rischiando di travolgere chi passa correndo poiché la zona è molto frequentata da podisti e amanti del running. Nelle parti in cui la recinsione di cemento è crollata i soliti incivili hanno pensato di riempire i vuoti con l’immancabile spazzatura. Entrando sembra di trovarsi di fronte ad un teatrino dell’orrore, con pezzi di tende che penzolano impiccate dal soffitto, in terra rifiuti ed erbacce che crescono dove possono, sui pavimenti, intorno ai muri. Gli immensi padiglioni sono ridotti a puzzolenti accozzaglie di muri, sporchi, anneriti o spruzzati di vernice, con le porte divelte e i pochi mobili che restano sono stati vomitati a terra. E poi c’è una malinconica macchia da scrivere abbandonata. Qua e la qualche giaciglio, testimonianza che, almeno per qualche tempo, il luogo, come accede sovente, è stato rifugio per senzatetto. Pneumatici, water solitari e quello che resta di sedie di plastica e neon costituiscono il resto dell’arredo. Triste e solitario il cartello che indica un prezzo: 3.000 lire, il biglietto d’ingresso della fiera. Fuori, dove i sentieri di cemento affiorano, un altro cartello ci ricorda una primitiva presenza istituzionale “Consorzio bonifica integrale Area dello stretto” Reggio Calabria – opera finanziata dalla Regione Calabria”. E, infine, c’è il nostalgico cartellone del 1995, quando la fiera internazionale era patrocinata dall’ex ministero dell’agricoltura e delle foreste.
La “chicca” della pericolosità però è rappresentata da tante tegole di amianto spezzate. L’amministrazione comunale è a conoscenza della situazione. L’intera zona doveva fare parte di un progetto di modernizzazione, per la costituzione di un polo sportivo che avrebbe ricompreso anche il PalaCalafiore. Qualche anno fa, come si evince dalla foto di repertorio, lo stesso sindaco Giuseppe Falcomatà era stato sul posto a fare un sopralluogo. Ma da allora ad oggi, tutto tace. A parlare ci pensano sfascio e declino, di cui gli alberi secchi, ridotti fantasmi di legno, restano muti testimoni.

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