sabato,Ottobre 31 2020

Malacrino “esonera” il suo portavoce e si difende: «Scelta fatta in buona fede»

Il direttore del museo reggino respinge le accuse: «Pronto ad assumermi le responsabilità, gratificato dai risultati raggiunti»

Malacrino “esonera” il suo portavoce e si difende: «Scelta fatta in buona fede»

«Una scelta compiuta in assoluta buona fede». Si difende così il direttore del museo di Reggio Calabria Carmelo Malacrino a pochi giorni dall’annullamento dell’incarico conferito al suo portavoce, finito al centro di un’interrogazione parlamentare. «Ho pensato – afferma il direttore del Museo reggino – di nominare un portavoce che potesse rappresentarmi in momenti istituzionali ai quali non potevo partecipare e calendarizzati in orari in cui personale idoneo del Museo non era in servizio. Si è trattato di un investimento di soli 5.000 euro lordi per 12 mesi di attività, inferiore di sei volte rispetto a quanto stabilito altrove. Qualche giorno fa ho dovuto annullare in autotutela l’incarico, decidendo in totale autonomia di compensare le casse del Museo di quanto dovuto per il lavoro svolto nelle poche settimane di attività del portavoce. Spiace ora immaginare che, per concomitanti impegni, l’istituzione Museo potrà essere assente in tante manifestazioni, pur avendo svolto un’attività così incisiva sul territorio».

Per Malacrino si è trattato «Di un “inciampo” fatto in buona fede sempre nell’interesse dell’Istituzione museale che può, anche se non deve, capitare. E se questo segnerà la fine della mia esperienza alla guida del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, me ne assumerò le responsabilità, comunque gratificato dai risultati raggiunti e dal continuo supporto della “squadra Museo”, sempre pronta ad affrontare tutte le difficoltà».