domenica,Aprile 21 2024

Sorgonà caustico sulla classifica del Sole 24 Ore: «I reggini sono stanchi di credere alle favole»

L'imprenditore reggino invita i Comitati del Sindaco Falcomatà a scendere con i piedi per terra e a considerare i reali parametri per valutare la qualità della vita in una città. A partire dal livello dei servizi essenziali

Sorgonà caustico sulla classifica   del Sole 24 Ore: «I reggini sono stanchi di credere alle favole»

L’imprenditore Sasha Sorgonà critica duramente il coro di giubilo dei Comitati del Sindaco Falcomatà levatosi a commento della classifica stilata dal Sole 24 Ore che riporta numeri incoraggianti. Il delegato Fipe per il sud invita ad analizzare la situazione con freddezza.

«Le spiagge di Reggio Calabria vengono citate da Vanity Fair non tra le più belle ma tra quelle dove “non andare”. Ed invero mentre il 90% dei siti balneabili della penisola italiana è di qualità “eccellente” (e 5% buona e 2,1% sufficiente), una minoranza, l’1,6% del totale, è da evitare. Tra queste (purtroppo) gran parte della costa reggina. A monitorare la qualità dell’acqua è stato il Ministero della Salute. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile – prosegue Sorgonà – è ai massimi storici e non si vedono all’orizzonte politiche strutturali per disincentivare il fenomeno. D’altro canto ancora più drammatici sono i dati sulle nascite che secondo l’ultimo rapporto Svimez hanno subito un calo nella sola Reggio Calabria di -2.649. I commercianti sono vessati dalle tasse tra le più alte d’Italia e vivono di disservizi quotidiani. Raccolta dei rifiuti, acqua dai rubinetti, strade dissestate sono l’evidenza che neanche i minimi servizi riescono ad essere garantiti.  Le periferie, salvo sporadici casi, sono completamente abbandonate a se stesse con una manutenzione ordinaria inesistente».

«Per le ragioni appena elencate – prosegue Sorgonà – non posso nascondere stupore e meraviglia per la soddisfazione manifestata dai Comitati del sindaco Falcomatà. Le considerazioni espresse dai supporter del sindaco  per qualche minuto mi hanno fatto balenare il dubbio di vivere in una realtà parallela, in una Reggio Calabria soltanto omonima della città posta di fronte a Messina. Premesso che le responsabilità per le innegabili e numerose difficoltà che i reggini vivono da anni non sono ovviamente tutte da imputare all’attuale amministrazione, festeggiare per la qualità della mi appare quantomeno fuorviante, se non palesemente fazioso».

«Dispiace che tra gli indicatori scelti dal quotidiano per stilare la classifica, non ce ne sia uno che preveda di interrogare i cittadini stessi riguardo la ‘qualità della vita percepita’, il loro gradimento rispetto ai servizi essenziali ricevuti – conclude Sorgonà – Reggio Calabria merita uno sguardo approfondito, attento ed intellettualmente onesto della sua ‘esteriorità’ per poi giudicare lo stato d’animo dei suoi cittadini.  Stanchi, forse persino di credere alle favole. Come di una ‘Reggio bella e virtuosa’.  O dell’esistenza di Babbo Natale, il cui arrivo è previsto a giorni per la felicità di tutti i bambini».

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