giovedì,Dicembre 3 2020

Scavi interrotti, Bombino punge Falcomatà: «Ordinanza tardiva»

L'ex presidente dell'Ente Parco sulle disposizioni inviate alla Telecom: «La città è caduta in trappola e quella trappola è il vuoto»

Scavi interrotti, Bombino punge Falcomatà: «Ordinanza tardiva»

«La città è caduta in trappola e quella trappola è il vuoto». Ad affermarlo in un post su Facebook è l’ex presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte Giuseppe Bombino, in riferimento alla disposizione del sindaco Falcomatà indirizzata alla Telecom per il blocco totale degli scavi sul territorio comunale. Secondo Bombino la nota è tardiva per almeno due ordini di motivi: «prima di Falcomatà, nel novembre 2019, l’avvocato Aurelio Chizzoniti depositava presso la Procura di Reggio Calabria un poderoso, dettagliato e documentato esposto con il quale denuncia sia il mancato controllo da parte degli uffici e degli organi preposti, sia la inadeguatezza con cui vengono eseguiti, in diverse zone della Città, gli interventi di scavo e di ripristino del manto stradale». In secondo luogo «solo adesso, e dopo 5 anni di “far west”, disagi e ripetuti sventramenti, Falcomatà si accorge che i lavori (in molti casi incompiuti) sono eseguiti in maniera approssimativa, irregolare e, quindi (aggiungiamo noi), in sistematica violazione del disciplinare per gli interventi sulle strade comunali».

Per Bombino, invece di ricorrere al blocco delle operazioni, si sarebbero dovute adottare alcune semplici iniziative: «realizzare un software in house per l’archiviazione e il monitoraggio di tutte le autorizzazioni rilasciate a compagnie telefoniche, gestori di reti internet e del gas, ecc.; pianificare i lavori nel tempo e nello spazio per evitare lo scasso della sede stradale nello stesso punto e più volte;
3. stabilire il periodo di tempo (es. 3 anni) entro il quale non è consentito eseguire interventi sul manto appena rifatto; formare un nucleo di sorveglianza e controllo composto da personale della Polizia Municipale e dell’Ufficio Tecnico comunale preposto».