martedì,Novembre 24 2020

Eyphemos, Siclari: «Sono innocente. Non morirò con un’accusa così infamante»

Il senatore di Forza Italia rimasto coinvolto nell'ultima indagine della Dda di Reggio Calabria si dichiara estranero alle accuse mosse e ripercorre le tappe della propria vita e della propria carriera politica. «Nessuna prova contro di me»

Eyphemos, Siclari: «Sono innocente. Non morirò con un’accusa così infamante»

«Dopo le notizie uscite sulla stampa nazionale sento il dovere e la responsabilità morale di fare chiarezza nel rispetto di chi mi conosce, di chi mi ama, di chi ha votato, dei miei colleghi, di chi crede nella mia persona, nella Giustizia e nei giovani che non si piegano. Pensavo fosse uno scherzo. Non avrei mai e poi mai e poi mai e poi mai potuto pensare fosse vero. Quando sei certo di aver rispettato e onorato in ogni momento della tua vita la Legge, lo Stato, la famiglia, i cittadini, i tuoi amici, i tuoi pazienti, i bisognosi, la Magistratura, le Forze dell’Ordine e dormi così sereno che non sentì il campanello alle 6.00 del mattino che suona per quasi 30 minuti (così ha detto il portiere), e poi ti svegli trovando un messaggio in segreteria che ti riporta nel buio della notte, ti crolla il mondo addosso».

Siclari ripercorre le tappe della sua vita

Lo ha scritto il senatore forzista Marco Siclari sulla sua pagina Facebook chiarendo che «Vivo Roma dall’età di 20 anni, qui ho terminato i miei studi in Medicina e Chirurgia, mi sono specializzato, ho conseguito Master e Corsi di Alta Formazione fino a diventare da subito Direttore Sanitario a Roma. Mi sono sposato ed ho un figlio che oggi compie 5 anni e che rappresenta la mia più grande ricchezza ed il mio più importante traguardo. Faccio politica a Roma sin dai tempi dell’università. Sono stato Senatore Accademico per ben 3 volte a Tor Vergata, Coordinatore Comune di Roma e Regione Lazio dei giovani di Forza Italia. A 29 anni vengo eletto Consigliere Comunale a Roma e lavoro per ben 5 anni a favore dei giovani e delle università come delegato del Sindaco ai rapporti con Università ed Enti di Ricerca. A 40 anni vengo chiamato dal partito per aiutare la Calabria come candidato al Senato della Repubblica e per la prima volta dopo 20 anni trascorro 28 giorni consecutivi in Calabria nelle segreterie politiche di partito e nella mia segreteria politica pubblica aperta in campagna elettorale a tutti i cittadini e situata nel pieno corso di Reggio Calabria, a spiegare il mio programma elettorale a tutti coloro che venivano spontaneamente ad incontrarmi. Vinco il collegio uninominale e vengo nominato capogruppo Commissione Salute del Senato».

Le contestazioni senza prova

«Mi viene contestato di aver avuto un incontro nella mia segreteria politica (non casa o a cena o altro), che come tutte le segreterie politiche di Italia è aperta a tutti i cittadini in campagna elettorale, con un signore ritenuto vicino a delle famiglie mafiose. Questo signore, ho letto dalle carte dell’inchiesta, all’epoca risultava persino innocente perché assolto in un processo di primo grado ma con un processo in appello pendente ancora senza giudizio, quindi per lo Stato incensurato. Questo signore sarebbe stato accompagnato nella mia segreteria (aperta a tutti e davanti a tutti i collaboratori), per 30 minuti di incontro, dal medico curante del figlio. Questo medico curante è il Presidente della più importante Cooperativa dei Medici di Famiglia di Reggio Calabria dove bensì 84 medici di famiglia fanno capo a lui, nonché attuale Responsabile dei Medici di Famiglia nella Task Force istituita dall’Asl per l’emergenza Coronavirus a Reggio Calabria. La nomina è stata data dal Commissario della Salute della ASP e dal direttore (nominati su indicazione del Governo Nazionale). Il Presidente della Cooperativa dei Medici di Famiglia di Reggio Calabria, era considerato, fino ad ieri (sono certo che dimostrerà la sua estraneità), uno tra i professionisti più in vista di Reggio Calabria. Un politico, come il sottoscritto, tutto può pensare tranne che una persona così seria, un professionista spendibile e preparato possa presentarsi ad un appuntamento con un “mafioso”. Nelle indagini non vi è ne intercettazione ne prova documentale di un mio “accordo” con il tizio (che risulterebbe venuto in segreteria una sola volta con il Presidente della Coop dei Medici di Famiglia) o con il medico.  Non vi è alcuna intercettazione o prova del presunto colloquio avvenuto tra me, il signore ed il medico nella mia segreteria davanti a tutti i collaboratori. Nelle indagini, infatti, non vi è traccia, prova o intercettazione del colloquio (oltretutto non conoscendolo non ricordo nemmeno di averlo incontrato) ma presumono che ci sia stato perché il tizio entro nella segreteria politica pubblica aperta a tutti e alla luce de sole».

Tutto alla luce del sole

«Nella mia segreteria ho incontrato nei 28 giorni di campagna elettorale centinaia e centinaia di cittadini così come fanno tutti i candidati nel periodo elettorale e non posso ricordare di aver incontrato quel signore accompagnato dal Presidente per una normale presentazione (non può essere per ragioni diverse). Infatti, non vi è ne prova ne intercettazione della conversazione avvenuta ne del contenuto. Secondo l’accusa il signore aveva il telefono fuori uso per giorni). Il totale dei consensi dati al centrodestra sono 86.440 voti complessivi in tutto il collegio. I voti, invece, che avrebbe dovuto portare al centrodestra il signore, secondo le indagini, riguardano i comuni di:  Sinopoli 435 pari a 63,41% dei votanti di quel comune, Sant’Eufemia 782 pari a 46,11% dei votanti di quel comune. In quegli stessi comuni, però prendo meno voti del candidato del centrodestra alla Camera dei Deputati che ottiene a Sinopoli il 65.15% e a Sant’Eufemia il 48.08%. Quindi non capisco nemmeno l’eventuale vantaggio che avrebbe vantato o potuto vantare quel signore alla lista del Centrodestra al Senato. In tutti i comuni della provincia le percentuali della Camera assomigliano a quelli del Senato. Quindi i cittadini hanno votato secondo volontà. Vorrei chiarire, inoltre, che non esiste la preferenza!» 

La solidarietà dei parlamentari

«Abbraccio i miei colleghi parlamentari e tutti i vertici di partito che hanno subito telefonato per farmi sentire la loro vicinanza, il loro sostegno e mi hanno esplicitamente chiesto di continuare a lavorare nelle sedi istituzionali così come sempre fatto. Ringrazio tutti, politici, amici, miei elettori, miei concittadini, parlamentari di tutti i partiti che hanno espresso vicinanza, uomini dello Stato e delle Istituzioni per tutti i messaggi e gli attestati di stima che continuano ad arrivare. Non morirò mai con accuse così infamanti. Il mio binario è quello della Legge ed è a senso unico. Sono sempre stato profondamente credente e continuo a guardare avanti con fiducia verso lo Stato e, soprattutto, con grande fede.

«Mi aggrappo alla fede»

Si, perché quando sai di non aver commesso quanto ti viene contestato, documentato persino dall’assenza delle prove, pensi soltanto alla fine, alla fine della vita. Per questo mi aggrappo alla fede e continuo a coltivare il sogno di costruire con enormi sacrifici, in modo sano e migliore il futuro di mio figlio e della mia famiglia».