lunedì,Novembre 23 2020

Il Coronavirus riscrive l’agenda politica. Falcomatà sindaco fino all’autunno?

Rinviati il primo Consiglio regionale della legislatura e il referendum sul taglio dei parlamentari, adesso di profila l'ipotesi di un rinvio per la tornata amministrativa di maggio che comprende la Città Metropolitana

Il Coronavirus riscrive l’agenda politica. Falcomatà sindaco fino all’autunno?

L’emergenza legata al Coronavirus sta riscrivendo l’agenda della politica italiana a di quella calabrese. Dopo il rinvio della prima seduta di Consiglio regionale prevista per lunedì 9 marzo, è possibile che ci siano ulteriori rinvii anche per i successivi obblighi contabili, a partire da quello fissato al 30 aprile per l’approvazione della manovra finanziaria calabrese, essendo la Regione ancora in esercizio provvisorio.

Ma gli effetti del Coronavirus sulla vita politica non si fermano qui. Dopo il rinvio del referendum sulla riduzione dei parlamentari che era stato fissato per il 29 marzo, potrebbero essere rinviate anche le elezioni regionali e amministrative del prossimo mese di maggio. Nel calderone dei rinvii finirebbe, dunque, anche la Città Metropolitana di Reggio Calabria che dopo la prima proroga di sei mesi della gestione  Giuseppe Falcomatà il cui mandato era in scadenza lo scorso mese di novembre, potrebbe procedere sotto in prorogatio fino al prossimo autunno.

L’ipotesi che si fa sempre più strada, anche se c’è tempo fino al 23 marzo per indicare una nuova data, è di un unico election day che comprenda referendum, regionali e comunali. Circolano le date di domenica 17 maggio, assieme a un eventuale primo turno, o domenica 31 maggio, quando si dovrebbero svolgere i ballottaggi.

In tanti tra i big della politica osservano che con le scuole chiuse sarebbe impossibile fare le regionali. Sono sette le Regioni attese alle urne in primavera: Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche, Puglia e Valle D’Aosta , mentre sono oltre mille i comuni che torneranno al voto, tra cui quindici capoluoghi di provincia e quattro di regione. Votare in un’unica tornata servirebbe oltretutto a risparmiare qualcosa come 300 milioni di euro. La prima regione ad affrontare il test elettorale è la Valle D’Aosta. Ma il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, sta già valutando se rinviare con un decreto le elezioni regionali a causa dell’emergenza Coronavirus. L’ipotesi è di far slittare le consultazioni, fissate per il 19 aprile, al prossimo 10 maggio.

Reggio Calabria, alle prese con il lavoro per evitare il dissesto economico dopo l’ultima delibera della Corte dei Conti, potrebbe dunque non votare in primavera. E consentire a Giuseppe Falcomatà di arrivare al periodo record di un anno oltre i 5 previsti per una consiliatura cominciata sul finire del 2014.