sabato,Novembre 28 2020

Coronavirus Reggio Calabria, esodo verso la Sicilia. Ieri code chilometriche a Villa San Giovanni

In barba a restrizioni e decreti, in migliaia si sono messi in viaggio verso la Sicilia nonostante il taglio delle corse. Musumeci e De Luca insorgono e chiedono più controlli

Coronavirus Reggio Calabria, esodo verso la Sicilia. Ieri code chilometriche a Villa San Giovanni

In tempi di coronavirus, quando l’imperativo assoluto è “Restate a casa”, le code chilometriche agli imbarchi di Villa San Giovanni verso la Sicilia fanno capire quanto poco alcune persone sembrano aver recepito le normative in vigore per contrastare il contagio. Succede dunque, come è accaduto ieri sera, che si riversano al porto pronti ad attraversare lo stretto e il risultato sono lunghissime file che, se non stessimo vivendo in questo nefando contesto, farebbero pensare ad un esodo da ferie agosto.

Un esodo da ferie d’agosto

Macchine piene di bagagli e di persone, in barba alle norme più elementari che provano a sconfiggere il contagio evitando assembramenti. Da una lato Caronte & Tourist che ha ridotto, da una settima a questa parte, al minimo le corse, che restano le seguenti: dalla Rada di San Francesco a Messina: 5.40; 7.20; 17.20; 21.20. Da Villa San Giovanni: 6.20; 8.00; 18.00; 22.00.

Una stretta in ottemperanza al decreto dei Ministri delle Infrastrutture e Trasporti e della Salute del 18/03. L’obiettivo della Regione Sicilia è blindare l’isola e consentire l’accesso solo ai pendolari dello Stretto, alle Forze dell’Ordine, agli operatori sanitari e ai soggetti in situazione di grave necessità, nonché alle merci (che continueranno a essere destinate a Tremestieri).

Dall’altro c’è il senso civico di queste persone, in movimento come se nel resto del Paese non stesse accadendo nulla, un senso civico completamente azzerato. Ma, cosa ben più grave ci sono norme dello Stato ben precise che sono violate in continuazione, norme per le quali sono previste severe sanzioni.

Il sindaco De Luca: «Sicilia ancora pattumiera d’Italia»

E il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha esternato la sua ira sui social. «I ministri che non riesco a far rispettare le proprie ordinanze non dovrebbero dimettersi? Si continua con la logica della Sicilia pattumiera d’Italia! Ecco come si presentava qualche ora lo stretto di Messina. Mi auguro che sia gente autorizzata in base alle nuove disposizione».

L’ira di Nello Musumeci

E al notizia della folle agli imbarcaderi di ieri sera arriva al governatore della Sicilia Nello Musumeci che si sfoga sulla pagina Facebook e chiede l’intervento immediato del prefetto e controlli più severi. «Mi segnalano appena adesso che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate – racconta – non è possibile e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente.

C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello!». E non è bastata la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva in Sicilia dalle zone del contagio.

Giro di vite ulteriore sui controlli

A fine serata evidentemente l’appello del governatore viene raccolto e lo stesso tranquillizza i suoi concittadini «Ho appena avuto conferma dalla Prefettura di Messina che saranno ulteriormente intensificati i controlli sullo Stretto. Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, solo i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. Basta».