sabato,Novembre 28 2020

Coronavirus a Reggio Calabria, Lucia Nucera: «Con l’assistenza domiciliare abbiamo abbattuto la dispersione scolastica»

L’assessore comunale alle politiche sociali racconta come si porta avanti la missione che riguarda i minori a rischio sociale. Sul campo impegnate 5 cooperative accreditate

Coronavirus a Reggio Calabria, Lucia Nucera: «Con l’assistenza domiciliare abbiamo abbattuto la dispersione scolastica»

Coronavirus e dispersione scolastica, come si è attrezzato il Comune di Reggio Calabria per far fronte ad un’emergenza nell’emergenza? In realtà come spiega l’assessore alle politiche sociali, Lucia Anita Nucera, la risposta del Comune è salda e presente.

«Un’assistenza che non abbiamo interrotto. Anzi l’abbiamo potenziata. Per intenderci continuano ad essere operative sul territorio cittadino cinque cooperative accreditate dall’amministrazione. Gli operatori continuano a seguire i bambini a casa per attività didattiche e di sostegno, nelle medesime condizioni antecedenti all’emergenza sanitari».

Le zone dell’assistenza domiciliare per minori

Si tratta di una tipo di assistenza domiciliare che riguarda minori a rischio sociale, minori a rischio dispersione scolastica sul territorio. Che si sommano alle altre attività di assistenza domiciliare per disabili minori e adulti e per anziani.

Le cooperative possono operare attraverso due canali – chiarisce l’assessore: «Come città di Reggio siamo riservatari della legge n. 285 del 28 agosto 1997 (“Disposizione per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza” è il principale strumento di attuazione in Italia della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia stipulata a New York)» a cui si aggiunge «il pon inclusione».

I dati parlano di un centinaio di bambini, assistiti in varie zone della città. Ci sono gli operatori che vanno a casa giornalmente e li seguono per due o tre ore. Il servizio riguarda tutta la città dello Stretto, ma in modo massivo le zone di Arghillà e di Ciccarello Modena.

A Reggio ci sono quattro poli attivi, in modo da abbracciare tutte le zone della città: Ravagnese per la parte Sud, Modena che prende la parte alta, poi Santa Caterina comprensiva di Arghillà e Catona- Gallico e Reggio Campi che riprende la parte centrale e in più c’è l’assessorato. «In ogni caso – specifica Nucera – per i minori stiamo interagendo oltre che con gli operatori presenti sul territorio anche con la scuola, per far sì che ci sia la didattica a distanza. Lo abbiamo sempre fatto. Grazie all’assistenza domiciliare abbiamo abbattuto la dispersione scolastica».

Quanto alla tipologia dei bambini beneficiari del servizio «Si tratta di minori di famiglie rom, famiglie bisognose e tutto ciò che rientra nel circuito delle politiche sociali, ma anche di casi segnalati dalle scuole, ad esempio quando le assenze aumentano, quando ci sono problematiche all’interno delle famiglie, in questi casi noi assegniamo l’assistenza domiciliare».

Contrasto alla dispersione scolastica

«Reggio è una di quelle città in cui la dispersione scolastica è stata abbattuta, c’è pochissimo. Sia a Modena che ad Arghillà, attraverso i centri diurni che abbiamo e quelli che apriremo tra poco. A tal proposito grazie ai fondi ne apriremo due a Modena e Ciccarello.

Adesso stiamo cercando di individuare i locali. Le assistenti sociali verificano, in linea di massima le problematiche esistenti sul territorio. Fermo restando – afferma Nucera – che della didattica a distanza se ne deve occupare la scuola, ovvero l’istituto comprensivo di cui fanno parte i ragazzi che sono in giro. L’attenzione particolare deve esserci anche da parte dei genitori. Nel caso di operatrici e insegnanti che hanno difficoltà ad interagire col minore che ce devono comunicare perché tutti i ragazzi hanno il diritto di continuare la didattica».