Strada provinciale Lazzaro – Motta S.G., Mallamaci: «Dopo la frana del febbraio 2018 nessun intervento riparatore»

Per il consigliere comunale, nonostante siano passati due anni, la strada risulta essere ancora nelle identiche condizioni in cui versava due anni fa
Per il consigliere comunale, nonostante siano passati due anni, la strada risulta essere ancora nelle identiche condizioni in cui versava due anni fa

È solo nel mese di febbraio 2018 che le piogge abbondanti provocarono smottamenti e frane lungo la strada provinciale Lazzaro-Motta San Giovanni-Sant’Antonio (l’unica via di accesso al centro abitato di Motta San Giovanni) con il cedimento, in un tratto del viale della Libertà, di parte della carreggiata. Oggi? La strada risulta essere ancora nelle identiche condizioni in cui versava due anni fa». Lo afferma il consigliere comunale Mimmo Mallamaci.

«Diverse sono state le interpellanze presentate dal sottoscritto su questo tema (in data 22.03.2018, 14.06.2018, 13.05.2019, 22.08.2019) e gli articoli sulla stampa,l’ultimo risale al 05.10.2019, con cui ho tentato di sollecitare l’Amministrazione Comunale affinché vigilasse sull’avvio e sullo svolgimento di tali lavori, ma ad oggi, nonostante le rassicurazioni verbali, i lavori per la messa a norma dell’unica arteria che consente di raggiungere il centro abitato di Motta non sono stati avviati e probabilmente non lo saranno ancora per molto tempo.

A questo punto, cerchiamo, ancora una volta, di fare chiarezza. È si vero che i lavori per la messa in sicurezza della strada provinciale Lazzaro-Motta San Giovanni Sant’Antonio sono di competenza della Città Metropolitana, ma solo dopo 19 mesi dall’evento di cui sopra il nostro Sindaco ha richiesto, da quanto si evince da un comunicato stampa, un tavolo istituzionale alla Città Metropolitana. Dal tavolo, riunitosi il 2.10.2019, è emerso che la pratica per la messa a norma della strada provinciale è stata presentata dalla Città Metropolitana al Genio Civile (su Sismica) il 28.05.2019 e cinque mesi dopo, in data 26.09.2019, lo stesso Genio Civile, ha richiesto delle integrazioni alla documentazione.

Quindi, a parole, come sempre, c’è la volontà politica di intervenire, ma, messa per un attimo da parte la necessità dell’integrazione documentale di cui sopra e detto con non poco cinismo e in poche parole senza denari non si cantano messe e solo a febbraio 2020 che la Cassa Depositi e Prestiti autorizza la devoluzione del mutuo alla Città Metropolitana che aveva chiesto di utilizzare risorse precedentemente destinate per altri interventi. Quindi, nonostante le roboanti dichiarazioni del Sindaco a valle del tavolo istituzionale, in realtà non vi era ancora alcuna certezza della disponibilità economica per l’effettuazione dell’intervento.

La gara per l’affidamento dei lavori dovrebbe essere pubblicata entro la prima settimana di giugno, pertanto il successivo avvio dei lavori non può essere ipotizzato prima di ottobre (ovviamente porremo massima attenzione su questo).

In sintesi: dopo oltre 3 anni forse, e dico forse, l’opera sarà realizzata. Non so se le lungaggini burocratiche, che spesso mettono in ginocchio l’economia del sistema Italia, potevano essere ridotte ma so per certo che l’Amministrazione, oltre a non aver mai risposto alle numerose interrogazioni che il sottoscritto ha presentato su questa problematica, non ha mai dato la corretta informazione ai cittadini.

Su temi che investono la sicurezza non si può stare con le mani in mano ed attendere il corso degli eventi. Troppo tempo è trascorso inutilmente e la pazienza è finita . Qualora nelle prossime settimane non venga pubblicato il bando di gara è necessario valutare l’opportunità di organizzare vibranti proteste presso le sedi competenti. Siamo stati fortunati che fino ad oggi non si sia registrato alcun incidente o che addirittura non si sia verificato un ulteriore cedimento della carreggiata ma quanto ancora dobbiamo contare sulla dea della fortuna e del caso? I problemi del territorio – chiude Mallamaci – meritano la giusta attenzione caro Signor Sindaco e, a mio avviso, non ci siamo proprio».