Regione, nuova figuraccia del centrodestra. Sainato (Fdi) perde l’Antimafia, si “sacrifica” Fi

Dopo l'articolo di LaC News24, la maggioranza è entrata nel caos. I fratellisti lasciano l'Antimafia e la cedono agli azzurri. I leghisti Raso e Molinaro prendono Affari istituzionali e Agricoltura. Al "santellista" Caputo l'Ambiente. Il centrosinistra resta a bocca asciutta e abbandona l'Aula
Dopo l'articolo di LaC News24, la maggioranza è entrata nel caos. I fratellisti lasciano l'Antimafia e la cedono agli azzurri. I leghisti Raso e Molinaro prendono Affari istituzionali e Agricoltura. Al "santellista" Caputo l'Ambiente. Il centrosinistra resta a bocca asciutta e abbandona l'Aula

Un inizio peggiore per la legislatura non poteva immaginarsi. Dopo l’emergenza Covid e il bilancio approvato alla scadenza della legislatura, il Consiglio è balzato agli onori delle cronache nazionali con la figuraccia rimediata con la legge sui vitalizi per poi naufragare ancora una volta al momento dell’istituzione delle Commissioni consiliari.

La maggioranza, dopo 4 mesi dalle elezioni regionali e con un ritardo incomprensibile, si è presentata all’appuntamento per l’elezione degli Uffici di presidenza impreparata e senza accordo. Neanche la nuova postazione ottenuta con la nuova Commissione istituita ad hoc, con una spesa annua ulteriore da 100mila euro, è servita a far trovare la quadra ai partiti del centrodestra. L’Udc rimasto escluso è praticamente imploso e rischia adesso di perdere Nicola Parispronto a passare al Gruppo Misto.

All’ultimo sangue anche il duello tra Domenico Giannetta di Fi e Baldo Espositodella Casa delle Libertà per la presidenza della Commissione “Sanità”, risolto poi per volere di Jole Santelli a vantaggio di Esposito per non creare una spaccatura definitiva con gli uomini di Tonino Gentile, già risentiti per lo smacco subito al momento dell’elezione del presidente del Consiglio regionale.

Lo scontro sull’antindrangheta

Ma il pomo della discordia è stato rappresentato dalla presidenza della Commissione antindrangheta che non voleva essere assunta da nessun partito. Dopo la relazione fiume della vigilia a Catanzaro l’indicazione era ricaduta su Raffaele Sainato (Fdi). Ma dopo l’articolo di Lacnews24 e le indiscrezioni riportate sulla stampa in ordine alle attenzione che gli aveva riservato la Dda in una indagine di diverso tempo fa. Giorgia Meloni in persona ha dunque bloccato l’iniziativa e ritirato il nome di Sainatotrasferendolo alla Commissione “Riforme”.

Il centrosinistra abbandona l’Aula

Per uscire dall’impasse la minoranza ha provato ad offrire la Commissione antindrangheta al centrosinistra che ha rifiutato e ha deciso di abbandonare i lavori affidando la propria posizione politica ad una dura nota stampa. «È una vergogna che, convocato il Consiglio regionale, la maggioranza sia ancora segregata in una stanza le cui pareti grondano sangue per i litigi che si stanno consumando – scrivono i consiglieri del centrosinistra – Non sono stati sufficienti i tanti scivoloni e le tante pessime figure che si sono già consumate nel corso di questi primi 5 mesi che avrebbero, invece, richiesto un radicale cambiamento senza il quale è difficile poter andare avanti in queste condizioni e realizzare un’efficace azione legislativa e di indirizzo da parte del Consiglio e di governo  da parte della Giunta. Tutto questo, non è concepibile! Non è comprensibile! Non è giustificabile! Soprattutto è inaccettabile che questo infarto del funzionamento dell’Istituzione si realizzi proprio sulla scelta riguardante la guida della commissione anti ‘ndrangheta che, in una regione come la Calabria sfigurata dalla presenza di questo fenomeno degenerativo, avrebbe dovuto essere una priorità e un’occasione per impegnare le risorse umane migliori e dare così un segnale che è atteso dalla Calabria  e dai calabresi».

Il centrodestra ha deciso comunque di andare dritto per la sua strada e occupare tutte le Commissioni permanenti. Su espresso volere dei vertici azzurri a presiedere l’antindrangheta sarà il consigliere di Fi Antonio De Caprio.

Lo scivolone sulla Commissione antindrangheta, dunque, passa di diritto negli annali della storia del Consiglio, così come la maggioranza bulgara che decide di assumere tutte le postazione in Commissione. Unico riguardo quello di concedere un voto alla minoranza assente per concedere il vicepresidente.

I nuovi uffici di presidenza delle Commissioni

I Commissione “Affari Istituzionali”. Presidente Pietro Raso (Lega) con 19 voti e Vicepresidente Domenico Bevacqua (Pd) con un voto. Segretario Giacomo Crinòdella Cdl.


II Commissione “Bilancio”.
 Presidente Giuseppe Neri (Fdi) con 19 voti e Vicepresidente Flora Sculco (Dp) con 1 voto. Segretario Nicola Paris dell’Udc.

III Commissione “Sanità”. Presidente Baldo Esposito (Cdl) con 19 voti e vicepresidente Libero Notarangelo (Pd) con un voto. Segretario Raffaele Sainato (Fdi).


IV Commissione “Ambiente e Assetto del territorio”. 
Presidente Pierluigi Caputo (Lista Santelli Presidente) con 19 voti e vicepresidente Carlo Guccione (Pd) con un voto. Segretario Pietro Raso (Lega).

V Commissione “Riforme”. Presidente Raffaele Sainato (Fdi) con 18 voti e vicepresidente Francesco Pitaro (Iric) con un voto. Segretario Giovanni Arruzzolo (Fi).


VI Commissione “Agricoltura, Turismo, Sport”. 
Presidente Pietro Molinaro (Lega)con 19 voti e vicepresidente Luigi Tassone (Pd) con un voto. Segretario: Domenico Giannetta (Fi).


Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta. 
Presidente Antonio De Caprio (Fi) con 19 voti e vicepresidente Giuseppe Aieta con 1 voto. Segretario: Tilde Minasi (Lega).

Commissione Speciale di vigilanza. Presidente Domenico Giannetta (Fi) con 19 voti e vicepresidente Pippo Callipo (Iric) con un voto. Segretario Luigi Caputo.

Dopo la votazione, il resto dei punti all’ordine del giorno è stato rinviato, anche per l’assenza dell’opposizione.