lunedì,Ottobre 25 2021

Saracinò, 30mila metri cubi di rifiuti sepolti nella Vallata del Gallico

Reggio Calabria, i comitati del posto sono pronti a denunciare in procura il danno ambientale che sta per consumarsi con l’arrivo delle ecoballe

Saracinò, 30mila metri cubi di rifiuti sepolti nella Vallata del Gallico

Sono pronti ad andare in Procura i cittadini del Comitato della Vallata del Gallico e del Comitato di Sambatello a denunciare il danno ambientale che sta per consumarsi con l’arrivo delle ecoballe, tonnellate di rifiuti nell’impianto di stoccaggio individuato a Sambatello dall’ordinanza del comune di Reggio Calabria del 9 giugno scorso. Ma prima dell’impianto l’amministrazione aveva pensato ad un altro luogo per lo stoccaggio: Saracinò, ad un centinaio di metri di distanza dall’impianto di Sambatello. Lì erano stati individuati i tecnici del comune impegnati in un sopralluogo.

Ma non è certo la prima volta che la scelta di Sambatello viene accostata ai rifiuti. I cittadini hanno ancora ben presente la lotta per la Cartiera. Ma storia che si ripete negli anni, ancora prima, come raccontano gli abitanti del posto mostrandoci Saracinò, una discarica sotterrata oltre 25 anni fa. All’epoca il sindaco era Italo Falcomatà padre dell’attuale primo cittadino. A dimostrazione del fatto che la battaglia per la corretta gestione dei rifiuti non riguarda solo gli ultimi anni, ieri come oggi, era stato necessario far fronte ad una situazione d’emergenza. E fu così che, sindaco Falcomatà, venne scelta proprio località Saracinò per un deposito di rifiuti.

Un posto incantevole, perso nel verde, adagiato tra le colline della Vallata del  Gallico un posto che oggi già solo a guardarlo fa rabbrividire. Resta un casolare disabitato, quelli che una volta erano degli uffici, ma accanto ancora più inquietanti degli enormi serbatoi con percolato stantio. A fare da cornice tantissimi rifiuti, questi all’aria aperta, frutto dello scempio e dell’inciviltà di chi pensa a peggiorare la natura già malata del posto, aggiungendo rifiuti a rifiuti sotterrati.

A pochi metri infatti che un’enorme distesa. Sembra un prato innocente e, invece, sono ci sono 30mila metri cubi di rifiuti sotterrati in una grande vasca naturale che fu ricoperta da una guaina di contenimento. Tutto lecito s’intende. Era stato sempre il sindaco Italo Falcomatà a pensare successivamente ad una bonifica del luogo ricoprendolo con una colata di cemento. Durante i lavori qualcosa andò storto perché la guaina di contenimento si ruppe e così il percolato si insinuò nel terreno e per sopperire all’emergenza fu fatto gocciolare negli enormi serbatoi mai svuotati. Un’enorme bomba ecologica insinuatasi tra le colline della vallata del gallico che ancora oggi grida giustizia.

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