Mare inquinato a Gioia Tauro, Cangemi: «Ho chiesto un incontro all’assessore De Caprio»

Il responsabile di FdI: «In prossimità della foce del fiume Petrace, ha riscontrato esito sfavorevole per il parametro “Escherichia coli”, il cui valore è risultato notevolmente superiore a quello stabilito dalla legge»
Il responsabile di FdI: «In prossimità della foce del fiume Petrace, ha riscontrato esito sfavorevole per il parametro “Escherichia coli”, il cui valore è risultato notevolmente superiore a quello stabilito dalla legge»

«Le criticità del mare di Gioia Tauro, purtroppo, non costituiscono una novità, anzi, ogni anno, all’inizio dell’estate, si ripropone puntualmente il problema dell’acqua sporca e inquinata e scattano i divieti di balneazione. Il 7 luglio ho appreso che l’Arpacal, in occasione di un controllo di routine per il monitoraggio delle acque di balneazione, su un campione prelevato in un tratto di mare ricadente nel Comune di Gioia Tauro, in prossimità della foce del fiume Petrace, ha riscontrato esito sfavorevole per il parametro “Escherichia coli”, il cui valore è risultato notevolmente superiore a quello stabilito dalla legge».

Lo scrive in una nota Natale Cangemi, responsabile dipartimento turismo Fdi provinciale e chiarisce «Come è evidente, la situazione del nostro mare è fortemente condizionata dalla presenza dei due fiumi, Budello e Petrace, tra i quali si trova racchiusa la costa, che rappresentano due elementi inquinanti di non poco rilievo.
Ciò dipende da più fattori: infrastruttura fognaria vetusta e deteriorata, copertura depurativa non sempre efficiente, presenza di scarichi non autorizzati, non potrebbe spiegarsi altrimenti una situazione così complessa. Inutile sottolineare la necessità di controlli, costanti e approfonditi, sia per garantire la salute pubblica che per le ricadute di carattere economico.

Difatti, negli anni, i lungomare di Gioia Tauro è divenuto punto di ritrovo estivo per centinaia di persone e si sono moltiplicate le attività commerciali sulla spiaggia, con la creazione di diversi lidi/ristorante, e in prossimità della stessa, la cui sorte è, chiaramente, influenzata e dipendente dalla presenza dei bagnanti.

Inoltre, l’inquinamento si allarga anche alla Costa Viola, minando le fortissime potenzialità turistiche della zona. Ho già provveduto a richiedere un incontro con l’Assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio (Capitano Ultimo), con il quale mi auguro di poter iniziare un percorso risolutivo, che possa sia garantire la salute dei cittadini che sviluppare e valorizzare la naturale vocazione turistica della nostra meravigliosa regione».