sabato,Novembre 28 2020

Locri, campi estivi in beni confiscati. Il ministro Lucia Azzolina: «Lo Stato c’è»

Firmato il protocollo d'intesa con la Commissione parlamentare Antimafia. Presente anche il procuratore Gratteri

Locri, campi estivi in beni confiscati. Il ministro Lucia Azzolina: «Lo Stato c’è»

Un Protocollo d’Intesa tra il ministero dell’Istruzione e la Presidenza della Commissione Antimafia che prevede campi estivi gratuiti per mille fra studentesse e studenti organizzati all’interno dei beni confiscati alla mafia in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. La firma oggi. Oltre al presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra e al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, c’era anche anche il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri.

«Per cominciare a contrastare e lanciare forti e diretti segnali di attenzione contro il crimine organizzato – ha detto Morra ai giornalisti presenti – abbiamo deciso in questa prima fase di compiere iniziative concrete partendo da 4 regioni dove la presenza criminale non è mai, purtroppo, mancata: Calabria, Sicilia, Puglia e Campania. Qui faremo di tutto per cambiare e rovesciare la situazione rendendo tutti i beni immobili confiscati da beni dei mafiosi a beni della collettività. Ipotizziamo anche, come Governo – ha aggiunto il senatore cinquestelle -, che con l’arrivo del prossimo anno scolastico molte attività didattiche possano essere allocate all’interno dei beni confiscati.

Per fare scuola e lezioni servono spazi e quindi noi sottraiamo beni e spazi alla criminalità organizzata per metterli a disposizione delle comunità scolastiche».
«Sul piano dell’immagine in tema di presenza e di ingerenze della criminalità organizzata – ha sostenuto Morra – la Locride e un parte consistente della Calabria, vanno riabilitate. Quindi come Governo faremo di tutto per trasformare il negativo in positivo. A Locri, quindi, dopo avere sottratto un bene immobile ad un noto boss locale, trasformeremo l’ostello della gioventù gestito da una cooperativa sociale in una esperienza altamente positiva visto che all’iniziativa prenderanno parte ben 1000 ragazzi scelti dalle consulte provinciali degli studenti. Ciò ci consentirà di responsabilizzare gli stessi studenti. Un primo tassello, questo, di una strategia che porterà sempre più la scuola italiana a migliorarsi ancora di più e a contribuire sul territorio a contrastare e a combattere una mentalità criminale e mafiosa che ancora è in circolo. Dobbiamo, insomma, fare capire che la democrazia è messa a rischio da organizzazioni criminali che ledono i diritti di tutti».

«Se sono qui a Locri è perché sono fortemente convinto dell’utilità e dell’importanza di questo progetto – sono state le parole del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri – Quanto fatto dalla coop Goel è eccezionale e superlativo. La cooperativa, a cui voglio davvero bene e con cui spesso mi sono confrontato ricevendo anche utili consigli e riflessioni, è riuscita a fare rete in Calabria e a dare lavoro a decine di persone in modo onesto, regolare e, quindi, senza sfruttare nessuno. Mi auguro che il governo investa tanto sulla scuola, aumentando, anche di pomeriggio, tutte le attività curriculari ed extracurriculari togliendo così i giovani dalle strade. E poi mi aspetto più progetti diretti all’insegnamento della lingua italiana visto che tanti giovani, tantissimi, non sanno scrivere in italiano».

«Da decenni – ha aggiunto il magistrato – i giovani dell’Emilia Romagna, del Trentino e di altre regioni del centro nord che vengono per studi e stage in Calabria e in altre regioni del sud dove è alta la presenza mafiosa, tornano nelle proprie regioni arricchiti e, soprattutto, consapevoli di cosa significa e di come si combatte e si contrasta la criminalità organizzata. Quando, infatti, incontro a distanza di qualche anno questi giovani al nord nei miei viaggi, li vedo cambiati, più adulti e in grado, soprattutto, di impegnarsi contro la mafia sul proprio territorio. Qui in Calabria i giovani sono facilmente vulnerabili e manipolati da chi ha tutto l’interesse di sminuire e demolire la cultura, la scuola e le persone perbene e abbattere tutto quello che è da considerarsi buono e, soprattutto, legale. La scuola, se fatta per come deve essere fatta, può fare tanto per migliorare la situazione».

«L’obiettivo in tema di scuola è di tornare piano piano alla normalità. In questo percorso è giusto evidenziare che lo Stato c’è. Combattere la dispersione scolastica e togliere più ragazzi dalla strada significa anche non consentire alla criminalità organizzata di attecchire e crescere». Sono le parole del ministro Lucia Azzolina, che già questa mattina ha fatto tappa all’Ufficio scolastico regionale a Catanzaro per incontrare dirigenti scolastici e rappresentanti sindacali e discutere insieme a loro sullo stato di salute degli istituti e sulla ripartenza.

«Come governo – ha spiegato – faremo di tutto per migliorare ancora di più la scuola e consentire ai giovani di studiare in sicurezza, di migliorarsi ancora di più e di conseguire lauree con voti altissimi. Il nostro Paese ha bisogno di giovani preparati e in grado di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale. Noi non lasceremo solo nessuno».