Elezioni, il manifesto di Mezzogiorno in movimento. Cuzzocrea: «Saremo forza sana»

Il responsabile del movimento: «Non abbiamo incarichi da offrire, ma solo un posto in una lotta difficile e rischiosa»
Il responsabile del movimento: «Non abbiamo incarichi da offrire, ma solo un posto in una lotta difficile e rischiosa»
Andrea Cuzzocrea

«Tra due mesi si voterà a Reggio e in alcuni Comuni della “Città Metropolitana”.

Ci saranno forse ottimi candidati sotto il profilo umano in tutti gli “schieramenti”, ma saranno le ennesime elezioni senza politica, prive della necessaria carica ideale e d’un qualsiasi progetto di ampio respiro che non può essere surrogato da qualche paginetta di programma buttato lì e che nessuno leggerà mai». È quanto afferma il responsabile di Mezzogiorno in movimento, Andrea Cuzzocrea, che è anche candidato a sindaco di Reggio Calabria.

«Non sono contro i partiti ma contro la loro devastante degenerazione che minaccia la democrazia. Dobbiamo prendere atto della progressiva lacerazione dei rapporti tra i gruppi di potere interni agli attuali partiti ed i cittadini. Infatti – prosegue – in questi giorni, i partiti tentano di moltiplicare il numero dei candidati e di farsi legittimare dall’esterno in modo da coprire il terribile vuoto progettuale, ideale e culturale che alberga al loro interno».

Per Cuzzocrea «dinanzi all’attuale situazione non è possibile piegare la testa e sarebbe disastroso lasciare, ancora una volta, tutto intentato. Offro la mia candidatura non perché interessato alla conquista del potere o a lotte personali, cerco “volontari” non per creare un “polo civico”, ma un’aggregazione politica meridionalista e garantista. Mezzogiorno in Movimento è nato per questo! La nostra stella polare è la Costituzione mai attuata in Calabria e che, all’art. 3, 2°c., pretende che ai cittadini della Lombardia o della Calabria siano offerte le stesse opportunità, nel lavoro come nella sanità, nella scuola o nei trasporti. E prevede che vengano rimossi tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il reale diritto di cittadinanza.

Siamo contro tutte le mafie e riteniamo che uno Stato autorevole abbia tutte le armi per sradicarle, isolarle e sconfiggerle. Certo non si debella la ‘ndrangheta spettacolarizzando la “giustizia” ed abolendo lo Stato di diritto così come avviene ormai da decenni. La ‘ndrangheta nasce da questo stato di cose ed è diventata l’alibi per criminalizzare la Calabria ed i calabresi».

«Crediamo fermamente nella “sovranità popolare” – rimarca Cuzzocrea – e pretendiamo che Reggio e la sua città metropolitana non siano più governate da viceré, burocrati, “consulenti”, pubblici ministeri, commissari e generali in pensione.

Siamo convinti che la nostra gente, se realmente libera, sia perfettamente in grado di esprimere una autentica ed adeguata classe dirigente.

Quindi, siamo contro gli attuali poteri attribuiti a funzionari prefettizi di comprimere diritti fondamentali come quelli politici attraverso lo scioglimento dei consigli comunali o di proprietà e di iniziativa economica attraverso le interdittive sulla base di una mera valutazione probabilistica. Cose che non avvengono in nessuna parte del mondo democratico. Metodi che sommano degrado a degrado, disoccupazione a disoccupazione. Ci battiamo da anni affinché la giustizia sommaria che non sconfigge la ‘ndrangheta non serva piuttosto a scolpire a livello nazionale l’immagine d’una Calabria criminale e senza speranza.

Qualcuno si potrebbe domandare: che c’entrano questi temi con le elezioni amministrative? Non solo c’entrano ma ne sono il cuore. Non riscatteremo Reggio ed i paesi della provincia appiattendoci sull’ordinaria amministrazione e non ci sarà salvezza per la Calabria fintanto che il ruolo dei pubblici amministratori sarà funzionale e subalterno ai poteri che comandano in Italia. Ed in questo contesto dobbiamo rompere il tradizionale provincialismo e la consueta subalternità che chiudono la Calabria in un ristretto recinto senza via d’uscita». 

Cuzzocrea è netto: «Non abbiamo incarichi da offrire, ma solo un posto in una lotta difficile e rischiosa perché i poteri che sfidiamo sono forti ed agguerriti.

A coloro che hanno intenzione di impegnarsi insieme a noi non chiederemo da quale partito provengono né sottoporremo i loro nomi al vaglio delle autorità di PS. Saremo una forza sana, vivace creativa che lotterà con la stessa forza con cui gli “straccioni di Valmy combatterono contro gli eserciti stranieri.”

Siamo orgogliosamente Meridionali e non criminali ed Il solo premio che ci aspettiamo è quello di aver fatto il nostro dovere dinanzi alla nostra gente e verso la nostra terra. Quindi a Reggio come Bruzzano, a Platì come Siderno, ed ovunque registreremo anche una sola presenza con la voglia di battersi noi presenteremo il nostro simbolo e la nostra storia in difesa della nostra Libertà e della nostra Dignità», conclude.