sabato,Novembre 28 2020

Elezioni Reggio Calabria, ad Ecolandia il confronto fra candidati con due assenze

Spunti interessanti dalla discussione organizzata dal istituto di formazione politico sociale "Lanza" che ha visto protagonisti sette candidati su nove

Elezioni Reggio Calabria, ad Ecolandia il confronto fra candidati con due assenze

A Reggio Calabria la campagna elettorale è in continuo fermento e ad offrire la prima occasione di confronto tra i tanti candidati è stato l’Istituto diocesano di Formazione Politico-Sociale che ha raccolto al Parco ecolandia 7 dei 9 protagonisti di questa sfida. Assenti per il centrodestra Antonino Minicuci e Klaus Davi. Pronto invece a dire la sua il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà che vede una sua ex alleata, Angela Marcianò, pronta a sfidarlo proponendosi come alternativa.

«Gli ingredienti di questo secondo tempo – spiega Falcomatà – sono continuità, certezza e solidità economica grazie al risanamento del bilancio, esperienza e programmazione di quelle che saranno le risorse che verranno e il completamento di tutti quei progetti già avviati in questi sei anni». Punta tutto sul bis Falcomatà ma gli avversari non lasciano scampo demolendo, invece, quanto fatto dalla sua amministrazione.

In primis a proporsi come alternativa ai partiti, chiarendo di essere libera sotto il profilo politico, è stata proprio Angela Marcianò:«Noi ci proponiamo come alternativa rispetto all’alternanza politica del centrodestra e del centrosinistra. Un’alternativa vera perchè fatta da persone che non si sono mai candidate e che sono realmente libere e che hanno sposato il mio progetto. Un’idea di città nuova che guarda in grande ma bisogna partire dall’eccezionalità della normalità perchè tale è diventata».

A prendere le distanze dall’attuale Governo della città è il movimento 5 stelle che ha chiuso le porte anche a possibili alleanze con La strada e il Patto Civico. E se il candidato pentastello Fabio Foti boccia in toto la gestione Falcomatà «pur avendone inizialmente apprezzato le intenzioni» spiega anche perchè ha scelto di correre da solo: «Non siamo in questo momento alleati del Pd perchè il nostro giudizio per quanto riguarda la gestione di questi 6 anni è estremamente severo. Pur riconoscendo una condizione di partenza problematica, la svolta promessa non c’è stata. Manca il cambio di rotta».

Dal canto loro le realtà civiche hanno molto da dire e hanno sfruttato l’occasione per spiegare come anche partendo dal basso si possa contribuire al risvegli civile della città. «Per la prima volta in campagna elettorale si utilizza un linguaggio diverso che introduce il concetto di comunità – ha spiegato Saverio Pazzano – parliamo di contenuti e questo credo sia già un ottimo risultato ottenuto con la nostra campagna elettorale che fatta per strada e che intende portare i cittadini dentro il Consiglio Comunale».

A farsi forte del sostegno che arriva dai cittadini anche Maria Laura Tortorella del Patto Civico che sogna di dare un volto nuovo alla città: «Con i cittadini vogliamo ricostruire Reggio ed è per questo che alla base del nostro programma esiste la partecipazione, non formale ma sostanziale perchè solo insieme le cose possono realmente cambiare».

Anche gli outsider sono pronti a dire la loro e non intendono mollare fino alla fine. Per questo Fabio Putorti per Miti guarda al futuro e rimarca la centralità del sistema aeroportuale: «Lo sviluppo dell’area integrata dello stretto può fornire un punto di svolta reale se al centro vi è l’aeroporto. Siamo riusciti ad ottenere un risultato importante grazie al gemellaggio con la città della Polonia che consentirà a Reggio di entrare in un circuito di città virtuose».

Pensa alla rivoluzione sociale come unica arma di riscatto il comunista Pino Siclari che racconta una verità scomoda quella che vede Reggio «degradata, ma nessuno dice di chi sono le reali responsabilità. Sono sia interne che esterne. Reggio da decenni è stretta in una tenaglia, dissanguata dal suo interno da un blocco di potere che ha utilizzato in maniera trasversale l’uno e l’altro schieramento politico. Prima con il modello Reggio e ora con le ultime amministrazioni. Bisogna finire con questa farsa».