giovedì,Ottobre 29 2020

Elezioni a Reggio Calabria, Arminio: «La politica abbia una visione per il bene comune»

Il candidato al consiglio comunale nella lista Ama Reggio: «Raccolgo l'appello del vescovo. Mi candido per coniugare l'impegno politico coerente con la mia fede cattolica»

Elezioni a Reggio Calabria, Arminio: «La politica abbia una visione per il bene comune»

«Da cattolica e come candidata al prossimo Consiglio comunale della nostra città, raccolgo l’invito che monsignor Morosini rivolge ai competitori di questa campagna elettorale affinché ciascuno di noi si interroghi su ciò che lo ha spinto a proporsi come possibile consigliere». Così in una nota Giovanna Arminio, candidata al consiglio comunale di Reggio Calabria per la lista AmaReggio.

«Chiede il nostro vescovo: “Perché ti sei candidato? La tua è una vera passione per la città e per la res pubblica o sei sceso in campo solo per riempire una lista, soddisfare un impegno che avevi preso, fare un favore a qualche amico o sdebitarti per un favore ricevuto?; e poi “Per chi ti sei candidato? Quale idea, quale progetto, cosa c’è alla base della tua scelta? Quale contributo puoi dare alla città e al suo sviluppo? Verso quale fascia della popolazione pensi di poter indirizzare il tuo contributo amministrativo?».

«Una bella sollecitazione quella del nostro vescovo alla quale rispondo innanzitutto che la mia candidatura nasce all’interno di #AmaReggio, un laboratorio politico vivace, libero, identitario, radicato sul territorio. Non, quindi, un cartello elettorale creato per l’occasione ma una comunità di persone che hanno una precisa visione politica e valoriale della società».

«Mi candido perché #AmaReggio ha una visione della città che si sintetizza in tre punti precisi: municipalità, ambiente, opere pubbliche. Il nostro impegno intende riportare al centro dell’azione politica cittadina le periferie attraverso la creazione di Sei Municipalità dotate di deleghe e rappresentanza; vuole costruire una città “verde e gentile” grazie ad una visione non ideologia delle tematiche ambientali, particolarmente necessaria in una città in cui si è fatto scempio del territorio; si pone come obiettivo completare le opere pubbliche abbandonate e non finite, oltre al potenziamento delle infrastrutture, a partire dall’aeroporto quale mezzo strategico per attrarre le rotte turistiche».

«Mi candido perché #AmaReggio sostiene la candidatura a sindaco di Antonino Minicuci, l’uomo giusto al momento giusto, unica alternativa possibile avendo già dato prova altrove delle sue competenze. Di fronte allo scempio degli ultimi anni, le competenze e le esperienze di Minicuci saranno fondamentali per “aggredire” subito la macchina amministrativa per farla ripartire col piede giusto».

«Mi candido perché in #AmaReggio posso coniugare l’impegno politico in modo coerente con la mia fede cattolica. Il cammino che in questi anni ho svolto soprattutto nell’associazionismo a favore della famiglia e della vita, si completa con l’efficace azione di cura della città, nelle sue necessità materiali, attraverso il costante riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa».

«Mi candido perché la comunità di #AmaReggio conquisti uno spazio rubato a chi intende la politica come strumento di personalismi, interessi lobbistici, proposte ideologiche contrarie alla vita e alla famiglia».

«In queste settimana ho incontrato tanti miei concittadini e posso solo prendere atto del diffuso malessere che si respira per strada. Pochi credono ancora che le cose possano cambiare. Molti sono sfiduciati e alcuni incattiviti nei confronti della politica, da cui si sentono (a ragione) traditi. Troppi però ancora scelgono chi votare basandosi su rapporto amorali, attendendo il fantomatico “favore” sul piano strettamente personale. Ecco, mi sento di dire, per prima a me stessa e con fatica, che non dobbiamo farci fregare dall’individualismo. È il momento di scegliere chi ha gli strumenti culturali e tecnici per agire con competenza, non a favore di pochi, ma per il Bene Comune. L’unico vero cambiamento pacifico è a portata di mano e parte dal basso semplicemente segnando una croce, attraverso una scelta libera, possibile solo con la conoscenza dei programmi e delle persone, perché dietro di loro c’è un progetto concreto per la città».

«Il nostro vescovo ci invita ad interrogarci: “Per chi andiamo a votare? Pensiamo al compare o all’amico che domani potrà farci un favore, affidandoci un incarico o un appalto? Scegliamo la competenza o piuttosto lo scambio di favori, magari maturato all’interno di contesti di dubbia o sporca appartenenza? Scegliamo chi riteniamo migliore o chi ci ha promesso un tornaconto personale?” Raccogliamo il suo invito a non sprecare questa occasione: “Ci sono rimasti i giorni giusti per capire, discernere e poi scegliere. Individuiamo, tra i candidati, le competenze giuste da premiare con la nostra preferenza. Dalle scelte delle persone che eleggeremo dipenderà il futuro della nostra Reggio e noi, in qualche modo, ne saremo corresponsabili».