giovedì,Ottobre 29 2020

Elezioni Reggio Calabria, il confronto finale tra i candidati a sindaco. Ecco cosa hanno risposto

Sette domande per coloro che si candidano a guidare Reggio Calabria. Dalla città metropolitana al problema rifiuti, sino alla giunta ideale. Hanno risposto in cinque

Elezioni Reggio Calabria, il confronto finale tra i candidati a sindaco. Ecco cosa hanno risposto

A conclusione della campagna elettorale, IlReggino.it ha rivolto a tutti i candidati a sindaco sette domande, con l’intento di creare un confronto fra candidati “a distanza”. Pubblichiamo le risposte dei cinque candidati che hanno ritenuto di voler aderire alla nostra richiesta. Non hanno inviato alcuna risposta: Giuseppe Falcomatà, Antonino Minicuci, Angela Marcianò e Klaus Davi.

1. La Città Metropolitana è stata fin qui un contenitore vuoto e privo di deleghe. Come potrà diventare davvero il motore di uno sviluppo reale per la nostra comunità?

Fabio Foti (M5S): Il contenitore si può e si deve riempire al più presto attraverso passaggi istituzionali nazionali (modifica Legge Del Rio) oppure regionali (accordo con la governatrice Santelli), in particolare nei settori turismo, cultura, agricoltura, pubblica istruzione e formazione professionale. Questo è certamente uno dei principali ingranaggi da oliare per far ripartire il motore dell’innovazione e dello sviluppo della città metropolitana.

Saverio Pazzano (La Strada): Finora Reggio si è vissuta, indebitamente, come una città separata non solo dal proprio territorio metropolitano, ma finanche dai propri borghi e quartieri. Bisogna superare l’immagine di una città ricompresa tra Annunziata e Calopinace, e capire che Reggio si salva solo insieme all’intera area metropolitana, riattivando reti e relazioni vitali che possano fare di questo territorio un autentico attrattore turistico e culturale, mettendo in moto quel capitale e umano e quelle energie da sempre presenti e che attendono solo di essere messe a sistema. La Locride, la Piana, l’Area grecanica, vanno integrate in un sistema metropolitano che valorizzi l’interscambio e la ricchezza inestimabile di un territorio culturalmente e naturalisticamente straordinaro.

Fabio Putortì (Miti): Fin oggi purtroppo, a causa dell’assoggettamento del sindaco agli indirizzi politici non si sono rivendicate le deleghe che spettano di diritto alla Città Metropolitana, in linea con il principio di sussidiarietà europeo e costituzionale. Oltre ciò, nonostante all’articolo 15 dello Statuto della Città Metropolitana di Reggio Calabria prevede che l’Ente debba provvedere “a rafforzare i collegamenti viari, ferroviari, portuali ed aeroportuali, tenendo anche conto di una visione integrata dell’intera Area dello Stretto. A tal fine, in armonia con la legislazione vigente, valorizza l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, realizzando – in accordo con l’Ente gestore e le autorità competenti – interventi volti a garantire all’infrastruttura un ruolo centrale nell’area mediterranea attraverso la promozione di collegamenti nazionali ed internazionali”,purtroppo il primo cittadino e la nostra classe politica locale, da destra a sinistra, si sono limitati solo a inoltrare comunicati sui quotidiani senza adempiere ai propri doveri istituzionali o porre in essere azioni concrete. Pertanto se i cittadini vogliono veramente che Reggio Calabria benefici delle prerogative di una Città Metropolitana oggi hanno la possibilità di sostenere persone libere di agire, come gli attivisti del MITI Unione del Sud e della sezione specializzata del Comitato pro aeroporto dello Stretto, in quanto abbiamo dimostrato negli ultimi anni che con competenza, studio ed impegno si possono ottenere più risultati dei candidati posizionati come delle pedine dai vertici delle segreterie di partito.

Pino Siclari (Partito comunista dei lavoratori): Le città metropolitane sono nate come un espediente che consentisse la possibilità di percepire fondi sostanzialmente europei dopo il ridimensionamento delle province; sono enti i cui organi non scaturiscono da un’elezione popolare e il cui centro di gravità è costituito dal comune capoluogo che svuota quelli periferici. Essa dunque venne soppressa, e in generale si deve tornare a un ente intermedio eletto dai cittadini e ridefinire le competenze e i campi di intervento, ciò vale non solo per Reggio ma in generale.

Maria Laura Tortorella (Patto civico): La legge Del Rio costitutiva della città metropolitana presenta molte lacune che bisognerà cercare di colmare con interventi legislativi di completamento, ma soprattutto attraverso un dialogo serrato con l’amministrazione Regionale per l’ottenimento delle deleghe e per concordare strategie comuni. Ritengo fondamentale anche un’interlocuzione determinata e continua con il Governo, nonchè il pieno coinvolgimento di tutti i Sindaci della Città Metropolitana che devono diventare protagonisti di un nuovo percorso di valorizzazione dell’intera area. La Città Metropolitana, con l’Area dello Stretto ed il Parco dell’Aspromonte, i borghi tipici e le cittadine di pregio, le ricchezze archeologiche ed artistiche e tanto altro, attraverso un accurato percorso di valorizzazione e di messa in rete, può far ripartire l’economia dell’intera area a partire dal turismo, ma anche dalla riscoperta del settore primario. Indispensabile a tal fine lavorare sulla mobilità e su un serio progetto di rilancio dell’aeroporto, previa verifica del lavoro dell’attuale società di gestione. Riscommettere sull’imprenditoria e sostenerla, per consentirne la ripartenza preservando attività ed economia dalle infiltrazioni della ‘ndrangheta. Attrarre, anche con incentivi fiscali, imprese di altri territori che possono favorire investimenti sostenibili nell’area metropolitana

2. Il bilancio del Comune è in sofferenza continua. Come si garantiranno i servizi essenziali ai reggini? 

Fabio Foti (M5S): La prossima immissione di liquidità (con ripartizione tra i comuni che potrebbe portare fino a 140 milioni di euro in riva allo stretto) da parte del governo a trazione M5S-PD attraverso il decreto-agosto sarà fondamentale in ottica riduzione del debito. Tuttavia da solo non basterà ad innalzare il livello qualitativo (fino alla normalità) dei servizi essenziali (rifiuti, crisi idrica e fognaria) se non si procederà all’attuazione della delibera rifiuti zero che punti allo sviluppo della filiera circolare in grado di trasformare quello che produciamo nelle nostre case in risorsa economica ed alla ingegnerizzazione ed informatizzazione della rete delle acque bianche e nere.

Saverio Pazzano (La Strada): Come si governa una città sull’orlo del dissesto? Noi ci impegniamo nei primi cento giorni a un audit pubblico sul debito e al bilancio partecipato. Bisogna ribadire che la gestione economica è un fatto politico, non una questione di mera contabilità. Le scelte vanno operata con la massima trasparenza e coinvolgendo la popolazione. Audit pubblico vuol dire fare chiarezza sulla natura del debito, capire chi sono i creditori e quali debiti sono legittimi. È stato fatto in altre città italiane, come consentito dalla Costituzione, andava fatto anche a Reggio Calabria, per questo, se saremo alla guida della Città, lo faremo. È su questo principio di trasparenza e coinvolgimento della popolazione che si baserà la nostra azione amministrativa, che non lascerà nessuno escluso, a livello di servizi e di vicinanza delle istituzioni. Il grado di benessere di una città si misura a partire dalla qualità della vita delle fasce più deboli della popolazione. Le persone svantaggiate, con disabilità o malattie croniche, le persone che vivono in stato di indigenza o che necessitano di un alloggio popolare sono quelle che maggiormente soffrono gli effetti negativi di una cattiva gestione. È necessario ricostruire il welfare di comunità e di prossimità.

Fabio Putortì (Miti): La prossima Amministrazione dovrà muoversi su due livelli, ossia la riorganizzazione dei settori per rendere efficiente l’erogazione dei servizi pubblici locali affinché non continuino a concorre all’aumento del debito senza tra l’altro portare benefici alla collettività, sulla quale grava la pressione tributaria più alta d’Italia.  L’altro livello su cui si deve intervenire è la costituzione di un centro di europorgettazione pubblico-privato in grado di attrarre i finanziamenti necessari per realizzare gli interventi territoriali per le opere, le infrastrutture e per rispondere alle comuni esigenze dei cittadini.

Pino Siclari (Partito comunica dei lavoratori): Dalla legge Bassanini , dalle aziendalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici, ai tagli alle finanze locali varate dai governi di centro-sinistra e/o di centro destra, si è aperto per le comunità locali un baratro senza fine. A Reggio Calabria dal modello Reggio di Scopelliti, dal commissariamento alla giunta Falcomatà lo sconquasso finanziario ha portato alla combinazione di tariffe al massimo livello con servizi di fatto inesistenti. Il decreto agosto con i 200 milioni di contributi al Comune di Reggio Calabria (coperti da debito pubblico) ha soltanto rinviato lo stringersi definitivo dei nodi. Non è vero che il mancato dissesto abbia salvato la città; se esso, da un lato, consente il pagamento di debiti dovuti a soggetti in regola e in situazioni limpide, dall’altro, legittima le posizioni creditizie di chi ha lucrato sugli interessi della comunità. Occorre fare chiarezza, la massima chiarezza su questo terreno per consentire che il Comune faccia fronte al debito e che in ogni caso blocchi il salasso tributario per i reggini meno abbienti. 

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Con la lotta all’evasione che è quasi il 50% ma la faremo con e non contro i cittadini salvaguardando le situazioni di reale bisogno e chiedendo la collaborazione di tutti. Faremo poi un lavoro di reperimento risorse che ci sono e che bisogna saper spendere interamente per l’interesse di tutti.

3. Come si risolve il problema di rifiuti? Il sistema di raccolta fin qui è usato è quello giusto?

Fabio Foti (M5S): Come detto, solo la strategia rifiuti zero con i suoi dieci passi da compiere (raccolta differenziata, porta a porta integrato e sartorializzato, compostaggio, riciclo, riparo e riuso, tariffazione puntuale, politiche preventive per ridurre la produzione del rifiuto, trattazione e studio del rifiuto urbano residuo «grigio» indifferenziato, riprogettazione dello stoccaggio della quota indifferenziata, valorizzazione delle discariche transitorie di Sambatello e Melicuccà attraverso una strategia «ponte») può innescare una netta inversione di tendenza. Quanto al sistema di raccolta deve essere assolutamente di tipo misto su 4 livelli:utilizzo dei mastelli, cassonetti condominiali di prossimità con tecnologie smart adeguati ad uso esclusivo dei soli condomini residenti, ampi contenitori interrati, seminterrati e fuori terra con tessera assistiti da risorse umane negli isolati ed infine isole ecologiche intelligenti di quartiere a disposizione di chi occasionalmente produce più rifiuti oppure si dimentica (o ne è impossibilitato) di esporre i mastelli nelle giornate di prelievo previste.

Saverio Pazzano (La Strada): Da mesi ci interroghiamo, anche attraverso la consulenza dei maggiori esperti italiani ed europei, che hanno ben operato in città come Napoli o Parma, su una strategia per il ciclo dei rifiuti che non solo renda le nostre strade pulite e decorose, ma, ancora una volta, trasformi il problema in risorsa, considerando il ciclo dei rifiuti come una potenzialità economica. Il nostro programma prevede una strategia “Rifiuti Zero”, secondo le linee guida europee e in perfetta sintonia con gli obiettivi green dei copiosi fondi europei in arrivo nei prossimi anni. Pensiamo a una raccolta differenziata più agevole e flessibile, incentrata su un porta a porta più razionale ed efficiente, integrato da ecostation per il conferimento H24 e da almeno 4 isole ecologiche con punti di riuso e baratto. Pensiamo inoltre all’implementazione di impianti per il riciclo di carta, plastica e vetro, e alla riduzione progressiva del rifiuto indifferenziato. Applicare una differenziata intelligente comporta vantaggi sia ambientali sia economici. Completando la filiera del riciclo sul territorio comunale e metropolitano, si possono creare opportunità di lavoro e di ricchezza per tutta la comunità. Ancora, puntiamo alla riduzione della TARI attraverso strategie di premialità per chi differenzia correttamente e di lotta all’evasione, secondo un semplice principio di equità, “pagare tutti per pagare meno”.

Fabio Putortì (Miti): Sulla questione rifiuti non ci siamo limitati ad un’idea ma abbiamo elaborato, depositato e discusso nel 2016, con la Commissione consiliare competente del Comune di Reggio Calabria, un piano di gestione integrata in grado di abbattere l’emergenza ambientale e la pressione tributaria. Sospeso l’iter di deliberazione, nel 2019 si è effettuato un sollecito richiedendo la riattivazione del procedimento ma nonostante le garanzie date dall’Ufficio di presidenza del Consiglio Comunale ancora si attende una delibera finale ed è anche per questo motivo che abbiamo deciso di impegnarci in prima persona in queste amministrative senza delegare più alcun politico di turno. I punti principali del Piano di gestione integrata dei rifiuti per ridurre il conferimento in discarica e trasformare il rifiuto in economia circolare consistono in: La concreta applicazione di sgravi fiscali per i nuclei familiari con redditi svantaggiati. La predisposizione di incentivi o detrazioni fiscali sulla tariffa TARI. La creazione di centri di riutilizzo spinto del rifiuto (consorzi o filiere produttive). Infine, attraverso la progettazione ed il recupero di fondi europei si può effettuare la costruzione di un termovalorizzatore di ultima generazione per il conferimento del materiale che non può essere riutilizzato sul mercato, trasformandolo in fonte di energia rinnovabile per il fabbisogno locale.

Pino Siclari (Partito comunista dei lavoratori): La privatizzazione dei servizi ha fatto lievitare il loro costo, ha consentito l’intromissione di speculatori nella loro gestione, ha sollecitato appetiti mafiosi. Tutti i servizi pubblici devono avere una gestione pubblica e controllata socialmente. Per i rifiuti si deve migliorare la raccolta differenziata, rendere pubbliche le discariche, avviare una politica di riciclo. Ciò va fatto in fretta per superare una situazione di vera e propria emergenza ambientale. Le tariffe devono essere proporzionate al reddito degli utenti e devono essere versate solo sulla base di un reale espletamento dei servizi. Ciò vale non solo per i rifiuti, ma in linea generale per tutti gli altri servizi a cominciare dall’acqua.

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Va interamente riscostruita la filiera dei rifiuti. L’obiettivo è ridurne al massimo la produzione ab origine, per tutelare ambiente e salute, ma nel contempo va migliorata la qualità della raccolta differenziata che risulta male eseguita. Al momento non esistono né impianti di riciclo né di riuso, così come non sono diffusi gli impianti di compostaggio di quartiere o i centri di raccolta zonali. Occasioni che, peraltro, potrebbero offrire lavoro ai nostri cittadini. Vanno programmati e realizzati al più presto. Sarebbe interessante, inoltre, sapere qual è il ritorno economico della vendita di carta e plastica. Sono tutti strumenti che possono concorrere a minimizzare la produzione di rifiuti. Infine, credo che si tratti di un settore in continua evoluzione, dove nuove intuizioni innovative possono di giorno in giorno migliorare il risultato, magari grazie al concorso dei nostri giovani talenti. Comunque la problematica va affrontata in stretta collaborazione istituzionale con la Regione per individuare un serio percorso condiviso. Siamo contrari sia alle discariche che ai termovalorizzatori, tuttavia in una situazione di emergenza quale quella attuale, piuttosto che sopportare incendi notturni e rischi infezioni, vi opterei temporaneamente. Mi chiedo al riguardo perché il termovalorizzatore di Gioia Tauro non sia regolarmente manutenuto e verificato, in particolare con riferimento alla seconda via (ne funziona solo una).

4. Che tipo di giunta costruirà? Politica o tecnica?

Fabio Foti (M5S): L’indirizzo tecnico sarà prevalente e comprenderà persona che prima d’ora non hanno mai fatto parte di giunte comunali a qualsiasi titolo.

Saverio Pazzano (La Strada): Sarà una giunta dalla forte coloritura politica ma con una grande attenzione al patrimonio di competenze e di saperi espresso dalle nostre liste e dalle reti di relazioni costruite in questi anni. La nostra lista è estremamente variegata, formata, tra gli altri, da operai, docenti, professionisti e professioniste, operatori e operatrici del Terzo settore, ed esprime un ventaglio di competenze da mettere al servizio della città, sia a livello di singoli che di squadra. La competenza è indubbiamente al centro di un’azione amministrativa che voglia puntare sulla programmazione e sulla progettazione, per non rischiare di cadere nell’improvvisazione o di ricadere nell’emergenza. Nel contempo va costruito un percorso di accompagnamento della popolazione che, specie in quartieri più difficili e con la presenza di grossi condomini popolari, va responsabilizzata ma al tempo stesso sostenuta nelle situazioni di incapacità contributiva. Per i casi, invece, di vera e propria evasione, va perseguita con l’incrocio delle banche dati.La previsione di premialità può supportare l’incremento della raccolta differenziata.

Fabio Putortì (Miti): La nostra possibile futura giunta dovrà rispondere alle esigenze dei cittadini pertanto gli unici criteri di selezione saranno le specifiche competenze e le attitudini caratteriali.

Pino Siclari (Partito comunista dei lavoratori): L’attuale legge elettorale rende il sindaco un dominus e gli consente di varare esecutivi che rispondono in primo luogo a lui. Questa legge deve essere superata consentendo ai cittadini di non affidare senza alcun controllo la loro comunità a un patriarca eletto ogni cinque anni e che condiziona anche i consiglieri di minoranza. Tutti gli organi del comune devono avere pari dignità, devono essere soggetti a una reale azione di controllo con possibilità di revoca da parte degli elettori. Si rende necessaria l’elezione popolare di organi di decentramento (consigli di quartiere e non di consulta) dotati di risorse adeguate e competenze reali. 

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Penso ad una composizione mista di tecnici e politici, ma vi sono candidati che possiedono entrambe le caratteristiche. Sceglierei anche in base alla serietà ed alla coerenza dimostrata. Penso che vada considerata anche l’attitudine per l’innovazione.

5. Dopo il commissariamento e lo scioglimento del Comune le indagini si sono susseguite e non hanno risparmiato nessuno schieramento. Come si blinda palazzo San Giorgio dalle infiltrazioni?

Fabio Foti (M5S): La totale permeabilità potrà essere ottenuta attraverso la sottoscrizione dei 23 articoli della carta di avviso pubblico da parte della giunta, del consiglio comunale, dei dirigenti e funzionari delle partecipate, magari attraverso un organo comunale di controllo gestito dalle associazioni territoriali antimafia. E poi open data delle gare d’appalto ed assegnazione dei beni confiscati, oltre ad un nuovo piano triennale per la prevenzione della corruzione.

Saverio Pazzano (La Strada): Si tratta di essere liberi, di non dover rendere conto a nessuno, di non avere dietro gruppi di interesse che andranno a “battere cassa” all’indomani della battaglia elettorale. Ci impegniamo all’adozione di tutti i criteri di massima evidenza pubblica per l’adozione di qualsiasi decisione, nel rispetto della normativa vigente. Vogliamo che la macchina amministrativa risponda all’interesse collettivo, per questo ci impegniamo ad adottare un sistema di rotazione dei dirigenti e dei funzionari negli uffici comunali e all’adozione di sistemi di monitoraggio che abbiano come obiettivo il controllo e la verifica delle procedura amministrative e la valorizzazione degli uffici virtuosi. La lotta alle infiltrazioni di poteri oscuri, purtroppo fortissimi in questa città, parte a monte, costruendo un gruppo libero da qualsiasi apparato di potere e da qualsiasi forma di connivenza con logiche spartitorie, a volte decisamente criminali, responsabili dei numerosi “sacchi” subiti da questa città. 

Fabio Putortì (Miti): Il nostro piano d’intervento sul territorio di Reggio Calabria è interamente strutturato, direttamente ed indirettamente, per togliere spazio alla criminalità organizzata (e non solo) tanto negli uffici comunali quanto nell’economia locale. Misure quali il bilancio partecipativo, l’applicazione di strumenti di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, la misurazione della perfomance  orizzontale, la previsione di sanzioni progressive, sono tra i punti con cui verranno coinvolti i cittadini ed i comitati civici di quartiere nella gestione del servizio e delle risorse pubbliche, affinché venga garantita l’efficienza e l’integritàdegli uffici pubblici dall’ingerenza dei fenomeni criminali e corruttivi. In ambito economico invece miriamo a rendere il tessuto imprenditoriale solido ed indipendente attraverso misure quali l’attuazione della ZFU per abbattere i carichi tributari e contributivi, l’inserimento delle imprese in un circuito pubblico-privato certificato per raggiungere degli standard competitivi di qualità e ridurre i costi di esercizio (o le cd economie di scala), fino all’applicazione del Registro Comunale Antiracket con un Fondo di Solidarietà. Quest’ultima  misura prevede la creazione di un Registro condiviso con Comune, Questura e Prefettura, sul quale si dovranno iscrivere i titolari di Partita IVA e professionisti per far parte di una rete istituzionale protetta. Inoltre, dietro il versamento di una quota annuale si provvederà alla costituzione di un Fondo che possa garantire anche l’immediata copertura economica al commerciante o professionista che ha subito una ritorsione e che ha provveduto a denunciarne l’autore.

Pino Siclari (Partito Comunista dei lavoratori): Il PCL in passato denunciò il clima di forte condizionamento mafioso che portò poi al commissariamento del Comune. Ma ne i commissariamenti e la pur dovuta azione giudiziaria possono stroncare le radici della mafia. Essa prospera nell’humus costituito da una società basata su sfruttamento e sopraffazione, essa è dunque intimamente connessa alla sua struttura capitalistica. Solo se nella società i soggetti oppressi avranno il coraggio di ribellarsi lucidamente, produrranno livelli di coscienza e di coesione più alti, si potrà sperare di vincere. Dalle lotte contadine alla figura di Peppino Impastato la storia parla in maniera chiarissima.

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Innanzitutto coinvolgendo la cittadinanza attraverso l’applicazione di tutti gli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto Comunale per assicurare la massima trasparenza (dalle assemblee al bilancio partecipato, ecc) e tutte le realtà presenti nel territorio, associazioni di categoria, ordini professionali, Università, Terzo Settore, ecc. Servirà poi un controllo accurato delle procedure e di affidamento degli appalti e dell’esecuzione dei lavori e dei servizi appaltati per garantire il rispetto della normativa, migliorando l’utilizzo degli strumenti previsti dal Codice antimafia e dai Protocollo già esistenti.

6. Quali saranno le prime tre cose che farà, se dovesse diventare sindaco di Reggio Calabria?

Fabio Foti (M5S): Delibere sul decentramento amministrativo, sulla strategia rifiuti zero e sull’adozione della moneta complementare Rhegion.

Saverio Pazzano (La Strada): Come detto, ci impegniamo nei primi cento giorni a un audit pubblico sul debito e al bilancio partecipato. Successivamente, l’insediamento di una task force di competenti che si occupino di programmazione nazionale ed europea. Infine, l’apertura del dossier per candidare Reggio a Capitale italiana della cultura.

Fabio Putortì (Miti): Applicare le attività per cui abbiamo già posto le basi in questi anni di attivismo, ossia: promuovere la deliberazione del nostro Piano di gestione integrata sui rifiuti, promuovere l’approvazione in Consiglio delle modifiche e integrazioni contenute nella petizione popolare da noi promossa, al fine di annullare le limitazioni del Regolamento comunale sui comitati territoriali emanato in sordina il 13 agosto scorso. In tal modo tutti i cittadini potranno partecipare alla gestione delle risorse pubbliche, pretendere degli interventi corrispondenti alle proprie esigenze, controllare lo stato di avanzamento dei lavori o servizi. Applicare tutte le misure frutto di anni di lavoro come Comitato pro aeroporto dello Stretto, fino ai punti del dossier depositato presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, così come verrà dato seguito all’accordo raggiunto il 25 agosto scorso con i rappresentanti istituzionali ed il presidente della società di gestione dell’aeroporto internazionale di Rzeszow (Polonia) per l’avvio di una tratta aerea e l’importazione dei modelli economici d’impresa che hanno classificato la città in questione come “Capitale dell’innovazione”.

Pino Siclari (Partito comunista dei lavoratori): Tre cose tra le tantissime urgenze. La chiarezza sui conti del comune, la riforma dei servizi per come sopra detto, il varo dei consigli di quartiere e la richiesta di una legge democratica per le elezioni comunali. 

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Un’operazione trasparenza sul bilancio per conoscere la qualità e la tipologia dei debiti (chi sono i nostri creditori?), da rendere pubblica ai cittadini e porre alla base delle scelte di fondo dell’amministrazione. Una completa ricognizione degli uffici e del personale per rimodulare l’organizzazione dei servizi offerti dall’amministrazione, con un coinvolgimento diretto dei dipendenti ed una maggiore responsabilizzazione dei dirigenti. Mi attiverei per risolvere il problema dei rifiuti e della manutenzione delle aree e degli spazi pubblici.

7. In poche battute: perché gli elettori dovrebbero scegliere lei come prossimo sindaco?

Fabio Foti (M5S): Perché ha un programma politico di visione di città innovativo, originale ed olistico con il focus su come incrementare significativamente il prodotto interno lordo dell’area metropolitana, ridurre la quantità di denaro che esce dalla tasca dei cittadini premiando fortemente il merito comportamentale e penalizzando in modo concreto il demerito, rivoluzionando il sistema dei trasporti aereo (aeroporto del mediterraneo come hub internazionale non calabrese) e marittimo (attraverso la creazione di una società comunale dei trasporti dello stretto in grado di competere sulle tariffe e la qualità del trasporto con il monopolista privato).

Saverio Pazzano (La Strada): Perché il voto per la Strada e Riabitare Reggio, le liste a supporto della mia candidatura, sono espressione di un progetto rivoluzionario. Pretendiamo per Reggio una rivoluzione gentile. Faccio appello a un voto libero, coraggioso, lontano da ogni apparato e logica conservatrice. Se si vuole cambiare Reggio, bisogna scegliere il vero cambiamento, non il “meno peggio”, ma “il maggior bene possibile”. 

Fabio Putortì (Miti): Perché il nostro gruppo non teme di far partecipare i concittadini alla gestione delle risorse pubbliche, come stiamo dimostrando da più di due anni con la promozione dei Comitati civici di quartiere, previsti all’articolo 8 del TUEL. Perché quando era necessario difendere l’aeroporto dello Stretto ed il nostro territorio nelle proteste in Piazza Italia, a ridosso del portone della Prefettura, presso la Cittadella regionale a Catanzaro, presso il Ministero delle Infrastrutture e trasporti, presso le Procure competenti, non abbiamo visto nessuno degli attuali candidati. Il sindaco uscente si è persino tirato indietro dopo aver sottoscritto un protocollo d’intesa, da noi elaborato, per ottenere dalla Sacal la pubblicazione del Piano industriale sulla gestione del sistema aeroportuale calabrese. Per questi ed altri motivi, oggi vi è quindi per tutti la possibilità di scegliere se continuare ad andare dietro le parole oppure far tesoro della storia per non ripetere gli stessi errori.

Pino Siclari (Partito Comunista dei lavoratori): perché il PCL; contro centro-destra e centro-sinistra, contro il civismo, la demagogia e il populismo, contro il carrierismo e l’affarismo politico. Per fare invece sventolare la sola bandiera rossa che sventola non solo il giorno delle elezioni a dare speranza.

Maria Laura Tortorella (Patto Civico): Chiedo agli elettori di guardare alla mia storia, fatta di impegno civico e di un curriculum forte di una significativa esperienza amministrativa nella gestione degli Enti Locali. Una candidatura libera, costruita dal basso. Dietro di me non ci sono poteri forti che possano limitarne ed indirizzarne l’azione, ma solo i cittadini che porterò dentro Palazzo San Giorgio per partecipare attivamente alle scelte politiche dell’Ente. Saranno loro il mio sostegno.