sabato,Ottobre 24 2020

Comunali Reggio, l’ingresso di Davi fa arretrare ancora i partiti. E Minicuci è pronto all’alleanza

Il massmediologo mette sull'uscio Nino Mileto e Irene Calabrò e può essere il jolly decisivo nella corsa verso il ballottaggio

Comunali Reggio, l’ingresso di Davi fa arretrare ancora i partiti. E Minicuci è pronto all’alleanza

Il dato elettorale adesso è ufficiale e regala una sorpresa di non poco conto. L’ingresso di Klaus Davi in Consiglio pare in grado di scompaginare lo scenario che si stava delineando alla chiusura dei seggi. Intanto il suo ingresso riduce la platea degli scranni per i consiglieri e regalerà un civico consesso frastagliato come non mai.

Tra gli inediti di questa campagna elettorale c’è sicuramente quello di avere in Assemblea ben 5 candidati sindaco. Oltre Giuseppe Falcomatà e Antonino Minicuci che si sfideranno al ballottaggio ci sono anche Angela Marcianò, Saverio Pazzano e adesso Klaus Davi. Il che vuol dire meno posti al sole per i partiti che confermano la loro crisi profonda in riva allo Stretto.

Chi rischia con l’ingresso di Davi

L’ingresso di Davi infatti provoca la momentanea espulsione di Nino Mileto della lista “Ogni giorno Reggio Calabria” di Mimmo Giannetta per il centrodestra e di Irene Calabrò, ex assessore al Bilancio, della lista Psi-A Testa Alta. Mileto entrerebbe solo in caso di vittoria di Minicuci al ballottaggio, mentre Calabrò (al netto dei riconteggi e delle polemiche con Zimbalatti) entrerebbe soltanto in caso di vittoria di Falcomatà.

Klaus Davi, e non poteva essere altrimenti considerando la sua campagna fuori dagli schemi e contro le logiche partitiche, segna il fallimento della gestione politica degli ultimi anni. Insieme a Marcianò e Pazzano ha piazzato colpi durissimi ai partiti tradizionali. Quasi mortale quello subito dal Pd (9,5%) che dimezza i consensi delle scorse comunali (oltre il 16%) e va ancora peggio rispetto alle regionali dove sul territorio comunale aveva raccolto il 22%. Un dato che chiama alle responsabilità la gestione delle liste, comprese le civiche organizzate da Falcomatà, che hanno disperso il voto in maniera evidente. Soltanto in 3 sono gli eletti democrat al momento in confronto ai sette delle ultime comunali.

Anche da Forza Italia ci si aspettava di più e i 4 seggi assegnati al momento, in caso di sconfitta di Minicuci, potrebbero scendere a tre per fare spazio proprio al candidato sindaco da perdente e quindi consigliere.

La corsa verso il ballottaggio

L’ingresso di Davi, tuttavia, rischia di scompaginare anche la corsa verso il ballottaggio. La candidatura del massmediologo è sicuramente alternativa e critica rispetto a Giuseppe Falcomatà e, non a caso, è stata immediatamente salutata con entusiasmo da Nino Minicuci che, con il suo messaggio ufficiale di auguri, di fatto apre a futuri accordi.

Mentre Angela Marcianò da una parte e Saverio Pazzano dall’altra continuano a riflettere sul da farsi, seppure il loro elettorato si determinerà comunque per il ballottaggio, adesso si aspetta di capire la posizione di Davi che, dall’alto dei suoi 4.500 voti raccolti, vuole dare il suo contributo al cambiamento dall’interno del palazzo e non è tipo da farsi condizionare da sofismi ideologici che poco hanno a che fare con la gestione amministrativa di un Comune. Davi per il momento ha escluso l’appoggio verso qualcuno dei candidati, ma non fa mistero sui suoi buoni rapporti personali con Nino Minicuci relativa alla comune vicinanza alla comunità ebraica ed allo stato d’Israele.