venerdì,Ottobre 23 2020

Elezioni comunali Reggio Calabria, il tracollo del Pd: passa da sette seggi del 2014 a soli tre

Pesante batosta per i democrat penalizzati anche dalla gestione delle civiche. E Romeo spinge Albanese davanti a Marino

Elezioni comunali Reggio Calabria, il tracollo del Pd: passa da sette seggi del 2014 a soli tre

Ha dell’incredibile quanto sta avvenendo nel Pd calabrese in questo ultimo anno. Il partito commissariato dopo la gestione di Ernesto Magorno passato a Italia Viva è stato affidato a Stefano Graziano che ha provato una ricostruzione che può considerarsi fallita da ogni punto di vista. La scelta di non confermare Mario Oliverio, da governatore uscente, alle ultime regionali in favore di Pippo Callipo, ha regalato una sconfitta clamorosa e lacerazioni ancora aperte. Aggravate dal fatto che Callipo dopo avere perso le elezioni si è pure dimesso dal Consiglio regionale prendendo le distanze dalla classe politica tutta intera.

Amministrative da incubo

La tornata delle amministrative ha segnato poi il colpo del definitivo ko. Non ci sono tracce di Pd a San Giovanni in Fiore, comune di Mario Oliverio, né ne sono state rinvenute a Crotone. Prima il partito è andato in pezzi sulla scelta del candidato sindaco e non ha presentato il simbolo preparando così il terreno per l’esclusione dal ballottaggio del candidato del centrosinistra Danilo Arcuri.

Il caos delle civiche

A Reggio, seppure Giuseppe Falcomatà, ha ottenuto il ballottaggio i numeri sono da incubo. Il Pd prende il 9,5% e dimezza i consensi delle scorse comunali, quando aveva ottenuto oltre il 16%, e va ancora peggio rispetto alle regionali dove sul territorio comunale aveva raccolto il 22%. Un dato che mette sotto accusa la gestione delle liste, comprese le civiche organizzate da Falcomatà, che hanno disperso il voto in maniera evidente, anche inserendo al loro interno dirigenti del Pd, come il caso di Malara con i suoi mille voti raccolti in S’Intesi. Soltanto in 3 sono gli eletti democrat in Consiglio comunale al momento in confronto ai sette delle ultime elezioni. Aumenterebbero, ovviamente, in caso di elezione di Falcomatà al ballottaggio.

Si muovono le correnti

Il primo degli eletti poi è Antonino Castorina, legato ad Anna Ascani e da considerarsi autonomo, mentre la sorpresa Rocco Albanese, appoggiato dal ritrovato Sebi Romeo e in quota Zingaretti, si piazza al secondo posto prima dei candidati dell’area Irto-Battaglia, e quindi di quella Lotti-Guerini che deve accontentarsi di un solo seggio con l’assessore uscente Giuseppe Marino. Devono augurarsi la vittoria al ballottagio Peppe Sera e Enzo Marra, rimasti fuori. E’ chiaro, però, che il clima da resa dei conti, insomma, si respira a pieni polmoni. E una sconfitta al ballottaggio farebbe davvero partire il redde rationem.

Dove sono i commissari?

Davanti a quadro del genere e, quando sono passati tre giorni dallo scrutinio delle amministrative, stupisce il silenzio di tomba dei vari commissari. Tace Stefano Graziano, ma tace anche il commissario provinciale di Reggio Giovanni Puccio. Un silenzio che esprime in maniera chiara come sia stato annullato completamente il gruppo dirigente di un partito che in Calabria non è mai nato.