mercoledì,Ottobre 21 2020

Castorina, primo eletto a sinistra, analizza il voto. «Tutta colpa dei trasformisti»

L'ex capogruppo del Pd, referente di Anna Ascani in Calabria, ha raccolto oltre 1500 preferenze e spinge Falcomatà: «Fermiamo l'invasione padana»

Castorina, primo eletto a sinistra, analizza il voto. «Tutta colpa dei trasformisti»

Antonino Castorina, componente della Direzione nazionale del Pd e referente in Calabria di Energia Democratica di Anna Ascani, è il primo eletto di tutto il centro sinistra con oltre 1.500 preferenze. Dopo l’esperienza amministrativa trascorsa, durante la quale ha ricoperto il ruolo di capogruppo in Consiglio comunale e delegato metropolitano al Bilancio, Castorina analizza il voto di domenica scorsa.

Come valuta il risultato ottenuto dal centrosinistra? Il sindaco uscente lascia metà del consenso sul campo rispetto all’elezione precedente…

«Il quadro politico rispetto a sei anni fa è totalmente cambiato e nonostante ciò ed al netto dei trasformismi di chi, fino a ieri era nella squadra di governo con il centro-sinistra ed in modo ignobile si è candidato a destra la coalizione guidata da Giuseppe Falcomatà oggi, è quella che ha raccolto il maggior numero di preferenze con il Pd in prima linea per consensi e proposta politica. Falcomatà non solo è il candidato più votato ma è tra i candidati sindaco quello che raccoglie più voti di preferenza sulla sua candidatura, al netto delle preferenze collegate ai candidati consiglieri. Il risultato è importante, notevole e ribalta il dato delle ultime elezioni regionali, dove il centro destra in città aveva stravinto tanto da raggiungere il premio di maggioranza. Ricordo che il candidato originario di Melito ed imposto della Lega, Minicuci, perde parecchi consensi rispetto alle liste ed oggi rinnega perfino la sua investitura leghista salviniana.  Non è un caso infatti, che un pezzo importante di Forza Italia quando Minicuci fu imposto quale candidato a Reggio Calabria si era espresso in modo totalmente negativo rispetto a questa ipotesi, probabilmente non lo hanno già votato al primo turno figuriamoci se lo votano al secondo».

Rimane il fatto che il Pd arretra di brutto è aggrava la situazione venuta fuori dalle regionali alle quali nonostante la sconfitta di Callipo a Reggio c’era stato un buon risultato.

«Il dato del Pd non è per niente negativo. Il Pd è la prima forza del centrosinistra ed è la seconda in assoluto a Reggio Calabria dietro Forza Italia. Alle elezioni Regionali il dato era maggiore in relazione al fatto che c’erano meno liste civiche che in queste elezioni amministrative dentro il centro- sinistra, hanno certamente attinto nella composizione e nei numeri, dalla galassia del Pd. Per quanto riguarda la sconfitta di Callipo, l’unica nota positiva è stata l’ingresso di Antonio Billari in consiglio Regionale».

Lei invece ha tenuto botta. Come ha convinto gli elettori ? Ha sentito Anna Ascani dopo le elezioni?

«In questi anni insieme al gruppo di Energia Democratica abbiamo lavorato quotidianamente al servizio della città, con proposte concrete e con azioni tangibili. Siamo riusciti a creare uno spazio politico libero ed autonomo che a vario livello, ha avuto importanti riscontri e riconoscimenti. Ci siamo misurati alle elezioni primarie ed europee, siamo presenti in tanti consigli comunali della nostra città Metropolitana ed abbiamo deciso di fare politica da uomini liberi. Siamo una squadra di amici che al netto della politica si confronta ogni giorno su tutto. Mentre gli altri parlavano o straparlavano, noi eravamo a lavoro tra i quartieri, nelle periferie, tra la gente. Il dato è la dimostrazione di questo.  Anna Ascani è un punto di riferimento nel governo e nel Pd, con lei c’è un confronto quotidiano. Al netto del dato elettorale che ovviamente mi riempie di gioia, noi ora siamo ancora in campagna elettorale, perché la sfida più importante è quella di consegnare alla città un governo di centrosinistra con Falcomatà sindaco».

Le liste civiche hanno influito sul risultato del Pd con dirigenti democrat schierati al loro interno?

«Le liste civiche sono dei contenitori fondamentali nella composizione di una coalizione che è a guida Pd, ma che certamente guarda al civismo come un elemento di aggregazione e forza. Dentro le liste civiche sono stati schierati vari dirigenti Dem e simpatizzanti del Pd che hanno dato il loro contributo alla causa per difendere Reggio dall’invasione Padana».

Il partito sembra senza guida. Ancora oggi nessun commento dai vertici..

«Oggi ci dobbiamo concentrare sulla partita del ballottaggio questa è la priorità, e su questo c’è un’attenzione nazionale tanto che sia Zingaretti che Simiani e Guerini per il Pd e Bersani e Rosato per le altre forze politiche della coalizione sono venuti a Reggio Calabria per sostenere la candidatura di Giuseppe Falcomatà quale unica proposta concreta per Reggio Calabria. Per quanto riguarda gli assetti interni al Pd ne riparleremo dopo le elezioni anche alla luce dei risultati raggiunti».

Cosa succederà al ballottaggio? Prevede apparentamenti? È i corso qualche interlocuzione con Pazzano o i Cinque Stelle?

«Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha pieno mandato da parte di tutti gli eletti e da parte del Pd per avviare e concretizzare tutte le interlocuzioni necessarie per rafforzare la nostra proposta politica e consegnare alla città un governo che punti sulla identità reggina migliorando le cose che non sono andate bene nei precedenti sei anni. I termini e le condizioni dovranno essere determinate dal nostro vertice politico che è Giuseppe Falcomatà anche in base a chi è disponibile a creare un alternativa al governo delle destre, dei trasformisti e della Lega. In questi sei anni sono state fatte tante cose che devono essere portate a termine, sono stati fatti anche degli errori che vogliamo e dobbiamo correggere, la sfida è fondamentale per il futuro di Reggio Calabria e la prospettiva è quella di un rinnovamento autentico. L’alternativa è farsi commissariare dai Padani e Cosentini, da una coalizione di trasformisti con il primo partito che ha fatto ferro e fuoco per non fare candidare Minicuci per poi cambiare idea chissà per quale contropartita. Con la Lega la città torna indietro di 30 anni. Non lo possiamo consentire.

E il pd da cosa riparte? Come e quando la stagione dei congressi?

«Il Pd riparte dalla necessità di una riorganizzazione generale dove chi ci ha messo la faccia e si è speso è necessariamente il gruppo dirigente che dovrà guidare una fase di reale rinnovamento.

La fase del Commissariamento al termine delle elezioni va superata anche alla luce di una autodeterminazione della classe dirigente del posto.

Il principio è sempre uguale Reggio è dei Reggini. Un Pd forte rafforzerà l’azione di governo del sindaco Falcomatà».