martedì,Ottobre 27 2020

Elezioni comunali a Reggio Calabria, Reggio Civica: «Falcomatà uomo di popolo»

Il coordinatore del movimento politico Ielo: «Minicuci non è un reggino, ma espressione di palazzo»

Elezioni comunali a Reggio Calabria, Reggio Civica: «Falcomatà uomo di popolo»

Il movimento politico “Reggio Civica” ritiene che il sindaco di Reggio debba essere un uomo di popolo, non il frutto di un accodo tra apparati o di palazzo. «Un reggino vero, non posticcio – sostiene in una nota il coordinatore Giuseppe Ielo –  Un politico, non un burocrate che non ha la  piuùpallida idea di cosa sia la vita democratica. Il senso del ballottaggio dei prossimi 4 e 5 ottobre è tutto qui, nella contrapposizione tra chi, come Giuseppe Falcomatà, ha dedicato tutto se stesso fin dalla più giovane età a difendere Reggio, forte dell’esempio luminoso del padre Italo, e chi come Minicuci è stato imposto con supponenza e arroganza dalla politica sovranista, capeggiata da Salvini ed espressiva, secondo quanto emergerebbe da indagini giornalistiche e della magistratura, di una gestione cupa e disinvolta dei fondi pubblici».

«Minicuci non è un reggino. Ma il problema non è una questione di anagrafe. E’ una questione di vita vissuta. Reggio è di chi la ama davvero, non per recitazione di un copione scritto da altri nelle segretrie di partito. Reggio è di chi avrebbe avuto opportunità per andarsene, magari ottenendo ampie gratificazioni lavorative e politiche, e invece ha deciso di restare qui, in trincea, a combattere ogni giorno per rendere la nostra una città migliore. E quindi, per “Reggio Civica” la scelta da fare non è difficile. La scelta giusta è quella di Giuseppe Falcomatà. Perchè il voto per il sindaco non si basa su una presunta ‘competenza’ tecnica che non ha nulla a che vedere con il governo democratico di una comunità. La sfera tecnica e quella politica sono distinte e separate. E anzi, molto spesso, proprio un approccio burocratico finisce per impedire alla politica di dare al territorio le risposte che chiede e di cui ha bisogno. Il periodo dei burocrati “Commissari Prefettizzi”, successivi allo scioglimento per infiltrazione mafiosa del consiglio Comunale guidato dall’Amministrazione Arena/Scopelliti, è stato uno dei momenti più duri della storia recente di Reggio Calabria. E tutti noi ne abbiamo memoria, e non vogliamo rivivere mai più quel periodo! Noi siamo convinti che i reggini non vogliano affidarsi alle mani di chi non ha mai fatto politica sul territorio e soltanto ora, in una vera e propria sceneggiata a favore di telecamere, si presenta a stringere le mani delle persone nei quartieri periferici, di cui non conosce neanche il nome e nei quali non aveva mai messo piede prima d’ora».

«Quei quartieri a cui Giuseppe Falcomatà ha dedicato attenzione e cura, aprendo asili, luoghi di aggregazione, piazze, impianti di illuminazione e portando autobus mai arrivati prima d’ora. Questa è la vera politica, la politica che si contrappone alla demagogia del sovranismo che sta perdendo terreno in tutta Italia e in tutta Europa, la politica vicina alle persone che c’è oggi e ci sarà sempre, perchè questa politica, che ha la P maiuscola, è operata da chi ha scelto Reggio come propria casa e residenza di vita, non come luogo nel quale svernare o passare giusto qualche giorno. Perciò sosteniamo Giuseppe Falcomatà come sindaco, al ballottaggio dei prossimi 4 e 5 ottobre, per farlo scendere in campo nel secondo tempo che l’amministrazione comunale merita, al fine di raccogliere i frutti del duro lavoro condotto in questi anni, senza lasciare il futuro di Reggio e del suo Comune ormai risanato nelle mani di chi ha cuore, cervello, interessi e portafogli lontano da questa città».