domenica,Ottobre 25 2020

Jole Santelli, 8 mesi di governo della Calabria tra supermanager e lockdown

La gestione coronavirus ha impegnato la presidente che ha provato a giocare sempre d'anticipo come nel caso dell'ordinanza sui bar poi impugnata dal governo nazionale. Per avviare le riforme, però, non c'è stato il tempo

Jole Santelli, 8 mesi di governo della Calabria tra supermanager e lockdown

Otto mesi intensi e difficili. Inediti come la tarantella con la quale ha festeggiato la vittoria alle elezioni lo scorso 26 gennaio. Jole Santelli fin da subito ha provato a dare una sua impronta alla nuova stagione di governo con una giunta nella quale ha voluto contaminare la politica con esponenti esterni dal curriculum stellato come nel caso dell’assessore all’Ambiente, il Capitano Ultimo, o dell’assessore all’Istruzione con Sandra Savaglio.

L’emergenza coronavirus 

Una voglia di avere il meglio per progettare il futuro della Calabria che è proseguita con la scelta di super manager ministeriali in settori chiave della gestione burocratica e amministrativa. Basti pensare al segretario generale della giunta Maurizio Borgo, al direttore generale della Sanità Francesco Bevere e al giornalisti Giovanni Minoli come commissario della Calabria Film Commission.

Neanche il tempo di prendere le misure che la Calabria, così come l’Italia e il resto del mondo, si è trovata davanti all’emergenza Coronavirus e al lockdown.Preoccupata per le condizioni disastrose della sanità calabresi, e soprattutto dall’esiguità delle postazioni di terapia intensiva, è stata tra i primi governatori a chiudere i confini regionali durante il terribile mese di marzo. Obiettivo: preservare la Calabria dal peggio.

I provvedimenti della Santelli

La voglia di bruciare le tappe ha condizionato la sua gestione dell’emergenza. Dopo essere stata tra i primi a chiudere, una volta passata la buriana, Jole Santelli alle porte dell’estate ha riaperto bar e ristoranti con tavolini all’aperto. Un provvedimento balzato agli onori della cronaca nazionale e impugnato dal governo davanti al Tar che ha dato torto alla Regione. Anche sulla gestione delle discoteche la governatrice ha giocato d’anticipo e le ha chiuse prima del provvedimento nazionale leggendo con preoccupazione l’incremento dei contagi.

L’emergenza Coronavirus ha condizionato e paralizzato ogni altra attività e, ad eccezione di provvedimenti di sostegno al settore produttivo calabrese, la stagione di leggi e riforme di fatto non si è mai avviata. Così come era ancora in corso, con pesanti ritardi dovuti anche alla gestione commissariale, la realizzazione dei nuovi posti di terapia intensiva e l’adeguamento delle strutture ospedaliere per gestire la seconda ondata dei contagi.

Il rapporto con il Consiglio regionale

Freddo il rapporto con il Consiglio regionale che ha registrato pochissime sue presenze. Sia perchè Santelli preferiva agire più che discutere, così come ha fatto anche con la sua Forza Italia che ha gestito con pugno fermo da coordinatrice regionale. Lascia un testimone scomodo al suo vice Nino Spirlì che dovrà traghettarela Regione verso le elezioni nel pieno di un’emergenza sanitaria che si è già trasformata in economica e ha elementi in grado di stravolgere la società in cui abbiamo vissuto fin qui.