mercoledì,Dicembre 2 2020

Coronavirus, Falcomatà critica il nuovo Dpcm di Conte: «Errore scaricare responsabilità sui sindaci»

Controversa la norma che impone ai sindaci di decidere una eventuale chiusura di vie e piazze dove si possono creare assembramenti

Coronavirus, Falcomatà critica il nuovo Dpcm di Conte: «Errore scaricare responsabilità sui sindaci»

È una norma contenuta nel nuovo dpcm del 18 ottobre a fare infuriare i sindaci italiani, per una volta senza distinzione tra centrosinistra e centrodestra. La “mela della discordia”, in particolare, è la parte in cui il provvedimento il presidente del Consiglio ha previsto che siano i sindaci a decidere una eventuale chiusura di vie e piazze dove si possano creare assembramenti.

Un malcontento senza colore politico, espresso anche da Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria che su Twitter spiega: «È un errore scaricare sui sindaci la responsabilità sulle zone in cui applicare il coprifuoco. In un momento difficile come questo le istituzioni dovrebbero collaborare, lo scaricabarile non risolve nulla. Il governo si ravveda e modifichi la norma».

In sostanza, cadrebbe sui sindaci l’onere di chiudere, dalle ore 21, vie e piazze dove si ritiene che possano crearsi assembramenti, imponendo quindi di fatto un “coprifuoco” a determinate zone cittadine.

Oltre alle forti polemiche da parte dell’opposizione che chiarisce di non essere stata coinvolta nella scelta, a fare la voce grossa è l’Anci: «Il governo inserisce in un dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo» spiega presidente dell’Anci, Antonio Decaro aggiungendo che «nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare».