giovedì,Novembre 26 2020

Coronavirus a Bovalino, Polimeno: «Aumentare la capacità diagnostica e quindi il testing»

Per la capogruppo “Nuova Calabria”: «È necessario accelerare le diagnosi nei sospetti casi di contagio da Covid-19, è un punto che deve essere posto come obiettivo primario»

Coronavirus a Bovalino, Polimeno: «Aumentare la capacità diagnostica e quindi il testing»

Riceviamo e pubblichiamo

In questi giorni abbiamo espresso, e più volte sollecitato,  il nostro punto di vista sulle azioni che potevano essere messe in campo per interrompere la catena dei contagi da virus Covid-19 a Bovalino.

I casi sospetti vanno immediatamente isolati eliminando quei 3-4 giorni in cui le persone potenzialmente positive girano liberamente, diventando pericolose. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia con questo virus che si diffonde a una velocità incredibile. Basta un attimo e ti ritrovi con decine di casi.

Non c’è altro modo che “aumentare la capacità diagnostica e quindi il testing”, dice il Consigliere del Ministro della Salute, Walter Ricciardi. Gli fa eco lo stesso ministro Roberto Speranza, “siamo sulla lama di un rasoio. Se non rinforziamo l’attività di testing con uomini e tamponi, se non attrezziamo i servizi sanitari in vista dell’influenza siamo nei guai”.

Per questo esprimiamo la nostra preoccupazione sui ritardi che si accumulano nel processare i tamponi nella nostra ASP. È necessario accelerare le diagnosi nei sospetti casi di contagio da Covid-19, è un punto che deve essere posto come obiettivo primario soprattutto con la ripresa della diffusione del virus sui nostri territori.

È evidente la difficoltà dell’unico laboratorio dell’ASP di RC di evadere in tempi brevi  l’enorme richiesta del territorio di tamponi da processare, perché la domanda si moltiplica in maniera esponenziale giorno dopo giorno, gravata anche dai frequenti sbarchi di migranti che devono essere sottoposti obbligatoriamente al tampone.  Questo il dato che rende chiarissima la necessità di velocizzare i responsi, con analisi veloci soprattutto per circoscrivere e isolare i focolai sul territorio.

Ci uniamo alla richiesta che da più parti viene rivolta ai vertici aziendali e regionali della Sanità per delocalizzare, con una sede presso l’ Ospedale di Locri , il punto di analisi dei tamponi che oggi vengono processati per tutto il territorio provinciale nel solo Laboratorio di Reggio Calabria che, come detto, risulta congestionato per l’enorme richiesta giornaliera.

Abbiamo voluto approfondire la notizia che dava come immediatamente realizzabile l’apertura del punto per processare i tamponi presso il laboratorio analisi di Locri, ma da quanto emerso dalle informazioni assunte dal Direttore dell’ U.O.C. Gestione Tecnico Patrimoniale dell’ ASP di RC, Arch. Galletta, il laboratorio Analisi di Locri non ha le condizioni logistiche, strutturali ed organizzative per processare tamponi. È stato però realizzato un progetto, individuando la sede idonea per l’ allestimento del laboratorio e quantificando i relativi costi di adeguamento normativo dei locali. La proposta è stata già trasmessa alla Regione Calabria ed alla Struttura commissariale ma è ancora in attesa della necessaria approvazione. Dal vertice che si è svolto il 20 ottobre scorso nella Prefettura di Reggio Calabria tra il Prefetto Dott. Massimo Mariani e i Presidenti dell’Assemblea e del Comitato dei Sindaci della Locride Caterina Belcastro e Giuseppe Campisi abbiamo appreso che, a fronte della reiterata richiesta dei Sindaci relativa alla urgenza e alla necessità di processare i tamponi presso l’Ospedale di Locri, l’Asp ha sostenuto di aver avanzato la richiesta al Ministero della Salute che ad oggi non ha dato alcuna risposta. A tal riguardo il Prefetto si è impegnato a verificare la problematica presso il Ministero della Salute.

La sede del Laboratorio Covid è stata individuata nel piano seminterrato della palazzina ex scuola infermieri del PO di Locri. La collocazione risulta idonea in quanto garantisce la non interferenza con unità operative Ospedaliere, avendo anche accesso separato. Il personale che dovrebbe operare presso il laboratorio Covid deve essere ovviamente dedicato, diverso da quello, comunque non sufficiente, operante presso il laboratorio analisi, che è invece dotato di attrezzatura adeguata per l’effettuazione dei test sierologici (pare sia anche dotato dei kit necessari) che però ad oggi non vengono effettuati a causa di carenza di personale sanitario.  Il costo di adeguamento dei locali, tra lavori edili ed impiantistici (elettrici, idrici, gas medicinali, unità di trattamento aria) è di circa 50.000,00 euro, mentre la fornitura delle macchine per processare i tamponi dovrebbe essere garantita in comodato d’uso gratuito dalla Protezione Civile. È di fondamentale importanza sostenere la realizzazione di questo importante progetto i cui costi, compreso il personale, possono essere coperti con i fondi per l’emergenza Covid.

I fondi necessari per attrezzare il sistema sanitario delle Regioni da parte del governo dovrebbero essere stati stanziati nei mesi scorsi, ciò significa poter procedere con immediatezza ad assunzioni, stabilizzazioni, contrattualizzazioni.

Maria Alessandra Polimeno Capogruppo Gruppo consiliare “Nuova Calabria”