venerdì,Novembre 27 2020

Nesci replica a Bombino: «Meloni non si è disimpegnata rispetto alle nostre dinamiche politiche»

Il commissario provinciale di Fratelli d'Italia tuona: «Non accetto considerazioni campate in aria, lontane dalla realtà»

Nesci replica a Bombino: «Meloni non si è disimpegnata rispetto alle nostre dinamiche politiche»

«Da commissario provinciale e cittadino di Fratelli d’Italia, non posso esimermi dal dibattere rispetto alle ‘richieste’ avanzate dal Prof. Bombino, alla leader nazionale On. Giorgia Meloni». Così Denis Nesci, commissario provinciale di Fratelli d’Italia in risposta alla nota di Giuseppe Bombino.

«Il Professore, pur sforzandosi con uno sproloquio fuori contesto, di rappresentare una fotografia sbiadita della ‘destra’ reggina, dimentica, o finge di farlo, (o peggio, dà voce strumentalmente al pensiero di terzi) che il Presidente di Fdi ha incaricato il sottoscritto di ‘disfare e ricomporre’ il partito. Con onestà intellettuale, disconosco il titolo con il quale si riferisce il Prof. Bombino, non avendo avuto contezza del suo background politico. A lui va dato certamente e legittimamente merito del suo percorso accademico e del suo ruolo già istituzionale alla guida dell’Ente Parco d’Aspromonte.

Disconosco con altrettanta onestà intellettuale, se rappresenta una parte di società civile, piuttosto che un gruppo politico o di luminari, e che se questi, abbiano capacità di generare consenso sui territori. Perché, oltra ad un contributo di idee – certamente utile, e di filosofia – un po’ meno utile – penso sia indispensabile essere radicati e connessi ad una data comunità per la quale si ha la pretesa di parlare, a più riprese, a mezzo stampa e a volte, con una spocchia dialettica che trascende un’auspicata superiorità.

Il mio impegno, insieme a quello di tanti altri dirigenti in realtà, è proprio quello di rigenerare la destra, e attraverso la forza concentrica di Fdi, si spera, di rigenerare l’intero centrodestra. Ma ricordo ad altri e ancor prima a me stesso, che la ‘destra’ in riva allo Stretto ha una storia recente, e non proprio recente, che non ha dato lustro a quei valori per cui lo stesso Bombino fa cenno. Giorgia Meloni non si è ‘disimpegnata’ o ‘distanziata’ rispetto alle dinamiche politiche di Reggio Calabria, lo dimostra l’attività di radicamento di FdI che, con rinnovato entusiasmo, sta facendo il suo corso su tutto il territorio provinciale.

Tanti giovani, molti volti nuovi e tanta società civile, stanno riempiendo degli spazi politici di ricucitura con le istituzioni. Perché attraverso uno sforzo di competenze e di militanza, si sta costruendo una nuova classe dirigente che non gode di nessuno strumento di indirizzo o di gestione, se non quello dell’aggregazione politica. Sono finiti i tempi della balcanizzazione delle postazioni della macchina di governo. Il nuovo corso di Fdi punta a creare dal basso i nuovi amministratori, misurandosi anche con il nostro simbolo con fierezza e identità, in competizioni elettorali non certo scontate, non certo favorevoli.

Eppure con coraggio e sul campo – ribadisco, sul campo – ci abbiamo messo la faccia e siamo andati in giro per i quartieri, per le piazze e siamo entrati dentro le case dei cittadini chiedendo fiducia e la possibilità di rappresentarli dentro le istituzioni. Non accetto dunque, considerazioni campate in aria, lontane dalla realtà e separate anni luce da quel coraggio. Non accetto dunque considerazioni che con buona probabilità sono state partorite dietro una comoda scrivania, senza la ben minima percezione di quanto duro lavoro ci sia dietro la riorganizzazione di un partito importante qual è Fratelli d’Italia. Sulla questione Reggio.

E’ superfluo sottolineare come sono andate le cose, già in oltre misura se n’è data parola. Solo chi è sbadato o punta ad alimentare polemiche sterili, non ha dedotto gli sviluppi di un accordo nato e consolidato sul piano nazionale. Non mi soffermo sul fatto che, rispetto alle comunali del 2014, Fdi è cresciuta di quasi 7 punti percentuali.

Mentre sulla composizione della lista, per la quale mi sono sentito responsabile, posso dire che il metro di valutazione è stato quello di comporre una squadra di donne e uomini anche alla prima esperienza elettorale e con profili di tutto rispetto. Non abbiamo cercato ‘numeri’ ma individuato persone con le quali intraprendere un percorso, credibile e rivolto al bene comune.

Ho evitato che qualcuno potesse sfruttare il partito come un taxi elettorale, e se mio malgrado dovesse accadere in futuro, non essendo infallibile – anzi – sarò pronto a riconoscere l’errore. In politica occorrono sacrificio, passione, idee e libertà di pensiero. Elementi per me indispensabili. Sulla scorta di questo bagaglio valoriale, le porte del nostro partito sono aperte anche al Prof. Bombino. Ma se quest’ultimo, è affannato dalla bramosa ricerca di coloro che hanno tradito la destra a Reggio Calabria, gli suggerisco di guardare altrove».