martedì,Dicembre 1 2020

Caso FdI, Bombino a Nesci: «Non era necessaria una difesa perché non ho offeso Meloni»

Il professore al commissario provinciale: «Mi sarei aspettato una replica strutturata, politicamente centrata intorno al merito delle questioni che ho posto»

Caso FdI, Bombino a Nesci: «Non era necessaria una difesa perché non ho offeso Meloni»

É ancora botta e risposta tra Giuseppe Bombino e Fratelli d’Italia. Il professore aveva scritto una lettera indirizzata alla leader del partito, Giorgia Meloni. Un’intrusione senza titolo secondo il commissario provinciale di FdI Denis Nesci. É ancora Bombino a chiarire con un altro post dedicato sulla sua pagina Facebook.

«Nella lettera che ho inviato a Giorgia Meloni – afferma il professore – ho inteso ribadire le gravi ambasce in cui si trova la “Destra” a Reggio. Vi è stata la replica di Denis Nesci (che ringrazio), responsabile provinciale di Fratelli d’Italia. Egli muove la penna con l’animo di dover “difendere” la sua leader nazionale. E ciò è lodevole. Ma io non ho mai offeso Giorgia Meloni! Pertanto, da un Dirigente di Partito, mi sarei atteso una replica più pertinente, strutturata, politicamente centrata intorno al merito delle questioni che ho posto.

Io ho scritto da Uomo di “Destra”. E, scrivendo, ho voluto dar valore al Titolo più alto che posseggo: quello di Elettore culturalmente ed intellettualmente vicino alla “Destra”. Io ho scritto perché abito una Città, Reggio, dove la “Destra” è divenuta Storia, nelle piazze e nei quartieri, anticipando di molti anni le istanze ancora incomprese dell’intero Paese. Ho scritto perché ritengo d’esser stato “tradito”, e non sono il solo a pensarlo. Pertanto, con quelle parole, io ho espresso lo stesso sentimento che attraversa una più ampia comunità. Ma Nesci non se ne ravvede. E, invece di affrontare il tema, di entrare nella vera questione, si impegna a replicare a me, come fossi io la causa del disastro della “Destra”.

Nesci, poi, procede come se a Reggio nulla fosse accaduto: parla di “accordi nazionali”, già pianifica “strategie” regionali, propina incrementi percentuali e tassi di crescita del Partito. Ma nulla dice sulla scellerata manovra con cui si è “consegnata” la Città alla sinistra, e chissà per quanti anni ancora. Vorrei ricordare a Nesci che la “Destra”, a Reggio, non si è mai “piegata” agli “accordi nazionali”, come lui li chiama. La “Destra”, come dico nella mia lettera, ha difeso e sostenuto la Città. Sempre. Anche contro gli interessi di Partito. Vorrei precisargli, inoltre, che il “disimpegno” dell’Onorevole Meloni non è una mia deduzione.

Il fatto che “Giorgia non ne volesse sapere di Reggio” è la motivazione che ha circolato in Città, e per lungo tempo, presso gli ambienti di Fratelli d’Italia, e proprio per bocca dei diversi dirigenti locali che si sono avvicendati. Prova ne sia che il Partito, per rispettare quegli accordi nazionali, pur toccandogli, abbia rinunciato ad esprimere il Candidato a Sindaco, passando la mano alla Lega, coi risultati che tutti conosciamo. La mia lettera è un po’ lunga; richiede tre minuti del Vostro tempo … Non è un tempo lungo, se ci pensate, ma è una giusta pausa dal “silenzio”».