mercoledì,Novembre 25 2020

Elezioni Reggio Calabria, Chizzoniti: «Scenario politico squallido e sconcertante»

La disamina dell'avvocato reggino dopo la formazione della giunta: «Lamberti Castronuovo avrebbe certamente vinto al primo turno»

Elezioni Reggio Calabria, Chizzoniti: «Scenario politico squallido e sconcertante»

Riceviamo e pubblichiamo

«“Acta est fabula!”. La commedia è finita. La quanto mai caustica, ironica ed ancorché celebre espressione augustea appare perfettamente compatibile con il drammatico status in cui versa la città di Reggio, deludentemente anche dopo l’enigmatica formazione della squadra esecutiva reggina. Decisamente ben lontana dalla pluri-strombazzata svolta, nonostante l’insufficiente ed ultra-tardivo recupero alla gestione della res pubblica dell’esperto Rocco Albanese.

In questo contesto, scandito da torbidi inganni e sorrisi beffardi, c’è qualcuno, in seno alla giunta presieduta dal teatrante Falcomatà, che prospetta, con angosciante disinvoltura, il ricorso ad oboli cittadini per la soluzione di taluni problemi, mentre si continua ad ignorare che: l’aeroporto è ormai diventato una struttura stagionale, il Palazzo di Giustizia attende invano, assieme all’annesso parcheggio, il Lido Comunale, i Mercati Generali non c’è motivo di completarli, la Gallico-Gambarie non è il caso di prenderla in considerazione, i tapis roulant da tempo non funzionanti vanno benissimo, così come la fontana di Piazza Carmine che ormai non zampilla da almeno nove anni.

Sorvolando pietosamente sulla perenne emergenza idrica, montagne di rifiuti e strade urbane e periferiche sempre più impercorribili. Ma, se Sparta piange, Atene non ride. Non a caso, parlamentari e consiglieri regionali del centrodestra, in preda a pericolosissime derive cesaristiche, dopo aver ostentato ed enfatizzato urbi et orbi la “rottura” con chicchessia, rientrano poi desolatamente dalla pregressa contestazione, per sposare l’imposizione del leghista Minicuci, annientando qualsivoglia valida alternativa.

Obbedienza cieca, accostata all’assoluta carenza del benché minimo coraggio della ribellione, tant’è che non hanno esitato a rottamare cinicamente i vari Bombino, Zagami e Lamberti Castronuovo. Sebbene quest’ultimo avrebbe certamente vinto al primo turno. Il tenebroso e cupo proscenio è aggravato anche da un candidato sindaco che aveva suscitato attenzioni e simpatie, ma che, dopo i tantissimi, feroci attacchi all’avversato Falcomatà, il rivoluzionario ad intermittenza, al ballottaggio, non esita a salire “coraggiosamente” sul carro del sindaco uscente, pur dallo stesso ultra-combattuto.

Mentre, addirittura, non è mancato neanche chi, non riuscendo a conseguire un seggio, si è scagliato contro il Dott. Giuseppe Campagna, Presidente della Commissione Elettorale, Magistrato di altissimo profilo, reo di aver semplicemente applicato la normativa vigente. Ha resistito ad ogni tentazione soltanto Angela Marcianò, che ha respinto qualsivoglia proposta di coniugio elettorale prospettata da destra e da sinistra in vista del secondo turno.

Emerge uno squallido, sconcertante e quanto mai preoccupante scenario politico, aggravato da un evidente e quanto mai allarmante conformismo tranquillo, nella cui ottica affiora, per un verso, il torbido ed infido raggiro politico dell’indifferente Falcomatà, per altro, il triste, anarchico disordine dei potenti del centrodestra territoriale, timidi invertebrati ed umili sudditi dei vertici romani. Socrate, che preferì la morte alla fuga, si sarebbe sicuramente comportato in modo diverso…».

Avvocato Aurelio Chizzoniti