mercoledì,Dicembre 2 2020

Calabria zona rossa, l’ira di Falcomatà col Governo: «Ora mandate subito qui i soldi»

Il sindaco di Reggio Calabria furioso: «Certificato il fallimento di una intera classe politica regionale». E attacca pure i commissari Asp

Calabria zona rossa, l’ira di Falcomatà col Governo: «Ora mandate subito qui i soldi»

«Siamo zona rossa? Date i soldi a noi e dateli ai sindaci». È un Falcomatà furibondo quello che si presenta in diretta Facebook, dopo l’annuncio della Calabria zona rossa. Dopo aver fatto un confronto con i numeri della Campania, decisamente maggiori (ma quella regione è zona gialla), Falcomatà attacca: «Per numero di contagi, la Calabria non dovrebbe essere neanche fra le zone gialle. La Calabria è zona rossa perché, nel caso in cui il virus dovesse diffondersi, non ci sono le capacità per doverlo affrontare. Noi calabresi stiamo pagando anni e anni di inefficienza politica, istituzionale e amministrativa rispetto al settore della sanità ed al modo di fronteggiare l’emergenza coronavirus».

«Tutto vorrei fare tranne che polemiche, in una fase in cui va tenuto insieme il Paese – rimarca il primo cittadino – però davvero si fa fatica a capire perché siamo chiusi, perché dovevano essere fatte delle cose e non sono state fatte negli anni e negli ultimi mesi. Noi siamo stati graziati perché ognuno di noi si è comportato bene ed ha rispettato le regole, così come grazie alla professionalità del personale medico e paramedico e la diffusione del virus è stata minore. Il virus ci ha lanciato un segnale chiaro: “ritorno, adeguatevi”. Queste misure sono state previste nei vari decreti e ordinanze regionali e nazionali e non sono mai state attuate». Per Falcomatà, «se oggi fosse stato realizzato il centro covid regionale, la Calabria non sarebbe stata zona rossa. Le 500 assunzioni di personale medico e paramedico non sono state attuate. Anzi, il piano di assunzioni del Gom è stato bocciato. Non sono aumentati i posti di terapia intensiva, previsti nei decreti Conte e nelle ordinanze regionali».

L’attenzione del primo cittadino si sposta su un altro argomento: «Oggi, ironia della sorte, è stato discusso nel CdM il decreto Calabria, che ha confermato il commissariamento dell’Asp, la grande assente di questa partita sanitaria. E parlo dei commissari dell’Asp assenti ai tavoli istituzionali, così come alla task force messa in piedi dal Comune. Siamo ancora in questo commissariamento e non conosciamo se e come se ne potrà uscire. Fatto sta che l’assenza dai tavoli decisionali dei commissari dell’Asp, nominati dal Governo senza nessun confronto di percorsi con sindaci e amministratori locali calabresi, fa sì che oggi sia anche annientata la medicina territoriale. Non si può pensare che tutto si possa demandare ai nostri ospedali. Quindi il governo chiude la Calabria che non ha ospedali, ma mantiene i commissari che non danno una mano per la medicina di base».

Il sindaco è molto arrabbiato: «Ulteriore presa in giro: queste misure durano quindici giorni. Dunque, se in 15 giorni realizziamo un centro Covid, aumentiamo i posti di terapia intensiva, assumiamo medici e paramedici, implementiamo la medicina territoriale, diventiamo zona gialla. Ma di che cosa stiamo parlando? Questa è la situazione. I calabresi ed i reggini sono chiusi in casa non tanto perché il virus bussa prepotentemente alle nostre porte, ma non è il motivo principale per cui la regione Calabria viene chiusa. Oggi si cristallizza e cementa come “il re è nudo”. Si dichiara l’inefficienza e l’incapacità di una intera classe politica regionale e l’inefficienza di tutte le misure nazionali. Col governo bisogna dialogare. Ma ora stiamo pagando solo noi». Poi rintuzza: «Non voglio fare l’incendiario e teniamo un comportamento istituzionale. Ma oggi c’è una regione e una città in ginocchio. Andate a dirlo ai gestori dei locali, ai fotografi».

L’affondo finale è anche il manifesto della battaglia: «Siamo regione rossa? I soldi li dovete dare a noi. Siamo quelli che stanno pagando di più? Noi dobbiamo avere la priorità. E datele ai sindaci queste risorse, vogliamo essere protagonisti, avere diritto di parola e gestire risorse economiche che il presidente ha detto di voler dare al Paese.  Ci avete chiuso? Dateci il ruolo e la possibilità di capirne come venirne fuori e affrontare questo periodo. Risorse economiche che devono arrivare in maniera immediata. Questo lo pretendiamo e sarà la battaglia che ci vedrà impegnati fin da questa sera. Spero che questa sia la posizione della Regione Calabria e i rappresentanti istituzionali abbiano un atteggiamento di difesa dei cittadini calabresi».