mercoledì,Novembre 25 2020

Scuola, Fragomeni scrive a Spirlì: «Vuoto legislativo per accesso al bonus»

L'ex assessore regionale al governatore facente funzione: «Si tratta di una vistosa disparità di trattamento»

Scuola, Fragomeni scrive a Spirlì: «Vuoto legislativo per accesso al bonus»

«È giusto e doveroso estendere aiuti a tutti i lavoratori che, a causa della chiusura totale delle scuole, si trovino nella oggettiva necessità di richiedere un aiuto esterno retribuito, un aiuto economico similare a quello già previsto per i lavoratori dipendenti (leggasi bonus babysitter). Ritengo sia un intervento davvero necessario in una regione, come la nostra, in cui si è arrivati alla decisione di chiudere tutte le scuole, comprese quelle dell’infanzia». Così Mariateresa Fragomeni, ex assessore regionale, in una lettera aperta al Presidente della Regione Calabria Spirlí, in merito all’ordinanza regionale sulla chiusura delle scuole.

«Egregio Presidente – si legge nella missiva – ho letto la recente ordinanza regionale con la quale, tra l’altro, fatte salve alcune situazioni particolari, nel caso ad esempio di alunni con disabilità, è stata prevista “la sospensione in presenza, di tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado”. Si tratta di un provvedimento senza dubbio coerente con il progressivo aumento dei contagi che, purtroppo, sta interessando la nostra regione. Premetto che non è mia intenzione entrare nel merito della decisione, dato che da ex assessore regionale, posso ben immaginare la difficoltà della situazione generale ed il livello di pressione che vi state trovando a gestire».

«Tuttavia, devo segnalare che – prosegue Fragomeni – questa ulteriore stretta sulla attività didattica in presenza, ha messo in evidenza un vero e proprio vuoto legislativo contenuto nel Decreto “Ristori bis”, nella parte in cui prevede, solo per i “lavoratori dipendenti impossibilitati a lavorare in smart working” un contributo Inps da utilizzare per i figli a casa da scuola. La norma, infatti, lascia scoperta tutta una serie di casi in cui entrambi i genitori lavorano, non in smart working, ma non sono dipendenti, né pubblici né privati». Per Fragomeni «Si tratta di una vistosa disparità di trattamento che, in condizioni normali, porterebbe senz’altro ad una pronuncia di incostituzionalità del decreto. Considerati però il momento e la tempistica particolari, sarebbe opportuno attivare un canale politico diretto con il Governo, in qualità di Presidente facente funzione, al fine di venire incontro, in tempi rapidi, alle contingenti istanze di una vasta fetta di lavoratori che operano in una regione obbiettivamente in grave difficoltà».