sabato,Novembre 28 2020

Emergenza sanitaria, Saccomanno: «Non si tratta di colori partitici, ma di uomini che non sono stati mai liberi»

L'esponente leghista non ha dubbi: «La sanità è stata nel tempo saccheggiata da lobby di potere che, a volte anche con interessi della ‘ndrangheta, hanno ritenuto questa come un bancomat»

Emergenza sanitaria, Saccomanno: «Non si tratta di colori partitici, ma di uomini che non sono stati mai liberi»

Riceviamo e pubblichiamo

Le ultime vicende devono far riflettere i calabresi e chi oggi è nelle condizioni di selezionare una nuova classe dirigente. La Calabria ha urgente necessità di un vero cambiamento di rotta e di trasparenza, imparzialità e concreta onestà.

Dalla sanità alla depurazione un pasticcio pesantissimo e la dimostrazione di quanto inadeguata sia la linea intrapresa dal Governo e di quanto insipiente sia la classe dirigente regionale. Non si tratta di colori partitici, ma di uomini che non sono stati mai liberi da condizionamenti e da sollecitazioni. Caso più che emblematico quello della sanità! Vengono inviati, da quasi 11 anni, continui Commissari e per ultimo anche un generale dei Carabinieri in pensione, ma nulla è cambiato, anzi possiamo constatare il peggioramento della situazione.

Perché? La sanità è stata nel tempo saccheggiata da lobby di potere che, a volte anche con interessi della ‘ndrangheta, hanno ritenuto questa come un bancomat. Sono stati inviati da parte del Governo tantissimi Commissari, ma questi, molto probabilmente, hanno preferito voltarsi dall’altra parte. E nel frattempo, il sistema peggiorava e i debiti, fuori bilancio, aumentavano, Nessuno ha voluto vederci chiaro! Ora la situazione è degenerata. Quindi, i problemi sono tanti.

Vi è quello dell’organizzazione del sistema sanitario e quello di individuare le ruberie e i saccheggi eseguiti in oltre 20 anni, così come vi è quello ambientale e della depurazione con gli stessi problemi e senza bilanci da tanti anni. Entrambi i settori sono stati commissariati senza alcun risultato. Ma, a monte di tantissimi problemi, vi è la mancanza di uomini forti e incondizionabili. Quei pochi che hanno tentato di bloccare collusione e corruzione sono stati immediatamente isolati! Forse i tempi non erano maturi. Oggi si vedono spiragli di luce sia per l’azione concreta del dottor Nicola Gratteri e della sua Procura e sia perché la crisi economica e quella sanitaria hanno aperto gli occhi ai cittadini.

Non è più sopportabile che dinnanzi a questioni di estrema rilevanza ed importanza si possano tollerare ruberie ed insipienze. Ed allora bisogna tutti lavorare per un vero cambio di passo: il vero rinnovamento della classe dirigente, ma non per età o faccia, ma con una mentalità diversa e con una base di onestà pura e capacità di essere e rimanere impermeabili. Un appello, quindi, ai partiti che individuino persone che abbiano tali condizioni e ai cittadini di non sbagliare ancora una volta nelle scelte. La rinascita passa necessariamente da tale imprescindibile percorso.

Giacomo Francesco Saccomanno