lunedì,Gennaio 25 2021

Chiusura della struttura Polispecialistica Territoriale di Pellaro, Crea: «Davvero il Comune non sapeva?»

Il referente dell'Ancadic «Nel ricordare che il provvedimento di agibilità di una struttura è rilasciato dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune in cui ricade l’opera, ci chiediamo quando e se è venuta a conoscenza l’Amministrazione comunale dei problemi di agibilità»

Chiusura della struttura Polispecialistica Territoriale di Pellaro, Crea: «Davvero il Comune non sapeva?»

Riceviamo e pubblichiamo

Dalle dichiarazione rilasciate dal Consigliere del Comune di Reggio Calabria, Giuseppe Marino, riportate dalla Stampa, leggiamo che l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria avuta la notizia della possibile chiusura della struttura polispecialistica di Pellaro ha scritto una lettera ai commissari dell’ASP per avere chiarezza sulla vicenda. Qualora la notizia, si legge, come si augura l’Amministrazione comunale fosse priva di fondamento, si dovrà valutare la opportunità di procedere nei confronti di tutti coloro che diffondendo notizie false, procurando allarme e tensione sociali, in un momento molto delicato per la nostra comunità messa a dura prova dalla pandemia Covid-19. Tra questi ovviamente è inclusa l’ANCADIC che lo scorso 21 novembre ha sollevato formalmente il problema informando le competenti istituzioni tra cui il Sindaco del Comune di Reggio Calabria dal quale attendiamo una formale ed esaustiva risposta.

Certamente non sono le Segnalazioni di chi ha sollevato il problema a procurare allarme ma venuti a conoscenza dei problemi di agibilità della struttura sono gli utenti, compreso il  personale amministrativo e i  medici che per anni hanno frequentato e continuano a frequentare a qualsiasi titolo la struttura sanitaria.

Orbene le dichiarazione del Consigliere comunale farebbero pensare che l’Amministrazione comunale di questa possibile chiusura non ne fosse a conoscenza. A nostro avviso non sarebbe proprio così dal momento che tale ipotesi di chiusura più volte nel corso di questi anni è stata sollevata per via dei problemi di agibilità, come leggiamo nell’articolo stampa. Orbene, ancor prima di quanto prevede la norma di legge, la logica delle cose vuole che se una struttura non è agibile non può essere frequentata dall’uomo. Nel ricordare che il provvedimento di agibilità di una struttura è rilasciato dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune in cui ricade l’opera, ci chiediamo quando e se è venuta a conoscenza l’Amministrazione comunale dei problemi di agibilità visto che anche nell’articolo si evidenzia che il problema di agibilità era noto e atavico ovvero leggiamo” ipotesi che più volte nel corso di questi anni è stata sollevata, per via dei problemi di agibilità”.

Che significa procurato allarme? l’Amministrazione comunale conosceva i problemi o aspetta che glieli sollevano i cittadini. Prima di usare questa espressione la figura istituzionale aveva l’obbligo di informarsi profondamente in modo veritiero e non fare ipotesi. Sul resto della lettera siamo favorevolmente d’accordo su una soluzione alternativa quantomeno per il tempo necessario per eseguire i lavori escludendo il disagio dei cittadini e l’eventuale paventato accorpamento alla struttura di via Padova per l’osservanza del DPCM del non affollamento.

La Stampa farebbe bene a pubblicare o ripubblicare le nostre note stampa, chiare e precise da anni e mai contestate non per la conoscenza della Redazione giornalistica ma per i tanti cittadini. 

Vincenzo CREA

Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”