domenica,Ottobre 17 2021

Brogli elettorali, un nuovo anno zero per la politica reggina. E il Pd fa spallucce

In Consiglio pronta la surroga di Castorina con Angela Martino, ma nessuno ha intenzione di affrontare la questione morale che mina la credibilità della politica

Brogli elettorali, un nuovo anno zero per la politica reggina. E il Pd fa spallucce

Continuare a scrollare le spalle e a nascondere la polvere sotto il tappeto non servirà a molto. Certo magari si potrà continuare a “vivacchiare” ancora per qualche tempo, ma non potrà certo risolvere problemi che stanno diventando enormi e inaccettabili.

La questione che pone la vicenda che ha portato agli arresti dell’ex capogruppo del Pd Antonino Castorina, proprio per la stessa natura delle contestazioni mosse e degli inquietanti meccanismi di gestione che lascia intravedere, è di una gravità assoluta. E, prima ancora delle eventuali responsabilità penali, lascia totalmente aperto il tema della selezione della classe dirigente, della formazione delle liste e della scelta delle figura apicali all’interno di un partito, per di più commissariato da tempo immemorabile sia a livello provinciale che regionale.

Sulla vicenda, ad esempio, non è arrivata nessuna parola dal commissario provinciale Giovanni Puccio, mentre quelle del commissario regionale Stefano Graziano lasciano perplessi. Graziano chiede chiarezza. Ma a chi? Forse il Pd farebbe bene, una vola e per tutte, ad affrontare insieme alle altre forze politiche, che poche ragioni hanno di criticare parte avversa, ad affrontare una volta e per tutte il tema centrale per la politica a queste latitudini e cioè quello di evitare infiltrazioni, garantire trasparenza e meritocrazia. Ed evitare che si possano allungare ombre anche sul voto, ultimo baluardo di chi ancora crede nella democrazia.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha annunciato che Castorina sarà sospeso. Del resto era inevitabile. In occasione della prossima seduta di Consiglio comunale fissata per il 18 dicembre sarà surrogata dalla prima dei non eletti Angela Martino. Ma Castorina non è un esponente del Pd qualunque. E’ stato il più votato alle ultime elezioni e nella passata consiliatura ha ricoperto il ruolo di capogruppo in Consiglio comunale e di assessore metropolitano al Bilancio. Era coordinatore regionale di “Energia Democratica” di Anna Ascani e componente della direzione nazionale democrat.

Castorina, peraltro, insieme a tanti altri esponenti che il Pd e Falcomatà hanno ricandidato era stato coinvolto anche nell’inchiesta Helios.

Chiaro che il garantismo va esercitato sempre e fino a sentenze definitive, così come per il processo Miramare che tiene sotto scacco l’esecutivo e lo stesso sindaco, ma sulla qualità, la trasparenza e il livello dell’azione politica il dibattito è inadeguato e in forte ritardo.

I cittadini, che ormai disertano l’appuntamento con le urne e non si sentono rappresentati da questa classe dirigente, non sopportano più neanche di finire all’attenzione dei media nazionali solo per vicende grottesche che, nella migliore delle interpretazioni, descrivono un politica di infimo livello e non all’altezza.

Sarebbe auspicabile che il prossimo Consiglio comunale, oltre alle sostituzioni di rito, affrontasse con serietà il dibattito provando, magari, a dare qualche segnale di discontinuità senza avere come unico scopo esistenziale quello di non mollare la poltrona. Anche a costo di scomodare i morti.

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