domenica,Ottobre 24 2021

Caso Lungomare, Davi all’attacco: «Falcomatà ha premiato chi smazzettava i De Stefano»

Il massmediologo e già candidato a sindaco critica la scelta dell'amministrazione sui Covid hotel

Caso Lungomare, Davi all’attacco: «Falcomatà ha premiato chi smazzettava i De Stefano»

Klaus Davi è tornato all’attacco con un lungo video sul suo profilo facebook. Nel mirino sono finiti Giuseppe Falcomatà, Tonino Perna e tutta la giunta che ha deciso di ‘premiare’ chi ‘premiava’ con buste da 10 mila euro i vari clan dei Tegano, dei Libri e dei De Stefano.

Il massmediologo critica la scelta dell’amministrazione che tra i Covid hotel selezionati risulta aver scelto anche il ‘Lungomare’ di proprietà di Carmelo Crucitti ; che è ampiamente citato nell’indagine Malefix della DDA di Reggio Calabria per i suoi presunti rapporti con i boss.Nel video  Davi legge una lunga informativa della Polizia di Stato- ripresa da molti giornali – soffermandosi in particolare su  un  passaggio secondo il quale il Crucitti  avrebbe distribuito ai clan  decine di migliaia di euro  provocando anche tensioni e gelosie fra i vari gruppi.

«Tutta la mia solidarietà per il popolo calabrese che si deve sorbire le prediche di politici, preti, uomini dello stato e perfino le mie sul fatto che bisogna denunciare e non collaborare con la mafia. Tutta la mia solidarietà perché qui si è premiato chi si è guardato bene dal denunciare, anzi. E lo si è fatto da sedi istituzionali, dallo scranno di Palazzo San Giorgio. Dove siede un assessore il cui padre è stato assassinato proprio dagli amici dei De Stefano e dei Libri. Proprio quelli che sono stati finanziati – secondo la Dda –  e che ora sono stati scelti dall’amministrazione comunale».

Quanto alla dichiarazione  del vice sindaco  Tonino Perna  “chi ha vinto la gara del Covid Hotel ha il certificato anti mafia” Davi ha replicato: «quanta poca considerazione per le vittime di sta gente. Si risolve la questione con la burocrazia. Questa è la finta antimafia parolaia, burocratica, cinica. Che consolazione per le vittime dei clan sapere che chi li finanziava aveva il ‘certificato’ sventolato da Perna” ha detto Davi.

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