domenica,Ottobre 24 2021

Dal rischio dissesto ai brogli elettorali. Reggio diverrà mai una città normale?

L'esposto di Davi fa tremare di nuovo il Comune che dal 2012, anno dello scioglimento per infiltrazioni, non è riuscito più a rialzarsi

Dal rischio dissesto ai brogli elettorali. Reggio diverrà mai una città normale?

L’anno si chiude per Reggio con l’ennesimo scandalo grottesco che mette in imbarazzo un’intera comunità stufa di essere sulle prime pagine dei giornali nazionali soltanto per essere sbeffeggiata e, soprattutto, con l’ennesima spada di Damocle sul futuro del Comune.

Klaus Davi, insieme ai suoi legali, ha perfezionato e depositato l’esposto al Ministero dell’Interno con il quale denuncia le irregolarità che si sarebbero verificate alle ultime amministrative e chiede l’annullamento delle elezioni e  lo scioglimento del Consiglio comunale. Irregolarità che secondo l’ex candidato sindaco sarebbero molte di più rispetto a quelle fin qui indagate dalla Procura e che hanno portato al clamoroso arresto dell’ex capogruppo del Pd Antonino Castorina, che sarebbe riuscito nel miracolo di far votare anche i morti.

Sullo sfondo la possibilità di prassi che negli anni hanno consentite ritiro di deleghe e gestione dei presidenti di seggio in maniera assai superficiale se non spregiudicata e che chiama anche l’opera di vigilanza dello stesso sindaco Giuseppe Falcomatà che ha comunque incassato la fiducia del Pd che tramite Nicola Oddati gli ha riconfermato piena fiducia.

Dal centrodestra, invece, una levata di scudi che avrà ancora altre iniziative eclatanti, almeno secondo boati di corridoio, e che vorrebbe le immediate dimissioni di tutti. Senza neanche aspettare l’esito dei processi e delle eventuali verifiche amministrative. Per quella sorta di “garantismo” a corrente alternata che sa molto di strumentalizzazione e di strategia politica dal respiro corto. E che, non a caso, ha portato alla recente sconfitta di Antonino Minicuci in una sfida elettorale che soltanto questo centrodestra poteva riuscire a perdere.

Ai cittadini, purtroppo, non rimane che assistere a questo triste spettacolo dal loro lockdown, sperando di non avere ulteriori soprese con l’inizio dell’anno. Dopo aver evitato il dissesto al fotofinish, si spera, con l’ennesimo intervento straordinario del governo nazionale e non certo per capacità amministrative dei nostri rappresentanti, si pensava ad un periodo di relativa tranquillità.

Ad un “secondo tempo” per dirla con il primo cittadino migliore del primo. Ed, invece, la partita è ripresa come se non si fosse mai interrotta. Con i disservizi di sempre, la raccolta dei rifiuti che non funziona, i ricorsi contro la Tari, l’acqua assente al centro storico e un senso di scoraggiamento diffuso di cui gli amministratori si disinteressano completamente.

«Il 2021 sarà l’anno della rinascita» ha annunciato  Falcomatà nel suo messaggio di auguri. Ma è dal 2012, anno dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, che Reggio aspetta di rinascere. Sono passati dieci anni praticamente e di annunci francamente nessuno ha più voglia di sentirne. Neanche uno.

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