giovedì,Aprile 15 2021

Calabria zona rossa, Granato: «Spirlì permetta di riaprire a parrucchieri ed estetisti»

La senatrice di Alternativa c’è – Misto afferma che queste categorie dovrebbero essere aperte anche per contrastare il fenomeno dell’abusivismo sempre più dilagante

Calabria zona rossa, Granato: «Spirlì permetta di riaprire a parrucchieri ed estetisti»

A favore di parrucchieri ed estetisti si schiera anche la senatrice Bianca Laura Granato (Alternativa c’è – Misto). «Nella nostra regione – afferma – che resta sempre indietro in ogni classifica e graduatoria anche quando si tratta di adeguarsi a provvedimenti discutibili, succede che si fa a gara per invocare, e ottenere, una ordinanza per tenere aperte le attività di toelettatura per animali di compagnia in zona rossa. Ma non si spende una parola per parrucchieri ed estetisti. E non che le acconciature nei nostri amici a quattro zampe siano meno importanti di una bella messa in piega.

Ironia a parte, c’è da indignarsi davanti al fatto che i titolari di queste attività debbano rimanere chiusi: a tutela di clienti e dipendenti, si sono dotati di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettosi delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie». La Granato sostiene che «i saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non hanno rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti. Allora perché non aprire una concreta riflessione su fatto che parrucchieri ed estetisti dovrebbero essere aperti anche in zona rossa, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo sempre più dilagante ma anche e soprattutto per sottolineare una volta di più quanto questi negozi siano sicuri?

Siamo contenti che attività come quelle che si occupano della tolettatura degli animali domestici possano riaprire, ma vista l’ordinanza che proroga la zona rossa al 21 aprile, dovremmo allargare il raggio d’azione ad altre imprese che sono in grado di lavorare in sicurezza: la chiusura di queste attività che hanno già subito lunghe chiusure incassando scarsi ristori rappresenterebbe una condanna a morte per molte imprese del settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto. Il presidente Spirlì – conclude la senatrice – tra una diretta Facebook ed una intervista televisiva pensi anche questo».

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