mercoledì,Giugno 16 2021

Passa in commissione la mozione sul bilancio di genere, presentata da Angela Martino (Pd)

La consigliera: «Non è un nuovo bilancio, ma uno strumento di pianificazione e lettura del bilancio, sia in termini previsionali che in termini di rendicontazione»

Passa in commissione la mozione sul bilancio di genere, presentata da Angela Martino (Pd)

Passa in commissione bilancio del comune di Reggio, con 11 voti favorevoli, 5 astenuti, la mozione sull’adozione del bilancio di genere per tutti i documenti del comune di Reggio Calabria. Il documento è stato presentato alla commissione presieduta da Armando Neri, dalla consigliera del Pd Angela Martino. Nella votazione dalla minoranza è arrivato il voto favorevole della consigliera Filomena Iatì.

Il Bilancio di genere rappresenta uno strumento di analisi, rendicontazione e trasparenza del bilancio pubblico che, riclassificato e rianalizzato su criteri di genere, dà la possibilità di valutare l’azione amministrativa anche per gli effetti che produce su uomini e donne. L’origine del bilancio di genere affonda in una conferenza in Cina a fine anni Ottanta, nei primi anni del Duemila l’Unione europea ha invitato ad adottarli, e così è stato fatto in una serie di comuni italiani.

Chiarisce Martino «Non abbiamo una normativa nazionale anche se c’è un disegno di legge in discussione in senato. Ma ciò non impedisce ai comuni di adottarlo. Si tratta di un lavoro per cui la sinergia con l’apparato burocratico è fondamentale. Non vogliamo mettere un fiocco rosa sul bilancio, non ci interessa».

Un lavoro che richiede tempi per analisi preliminare a altrettanto per l’adozione graduale e negli anni. Fondamentale è stata l’analisi del contesto per capire i bisogni, come già successo con i piani di zona e di cui il resoconto è arrivato ed è stato presentato nella medesima commissione.

«La finalità – afferma la consigliera proponente – è riuscire a limitare il gap esistente nelle spese tra i due generi, non vuol dire parità assoluta che io ritengo un’utopia, ma riuscire ad abbassare il dislivello che esiste che tra i centri di costo noi dedichiamo tendenzialmente alla popolazione maschile  atteso che le esigenze sono diverse».

Di preciso, aggiunge Martino «Non è un nuovo bilancio ma uno strumento di pianificazione e lettura del bilancio, sia in termini previsionali che in termini di rendicontazione. Abbiamo già approvato i bilanci sociale e partecipativo, questo, a differenza dei precedenti due, l’ho proposto anche in termini di pianificazione e programmazione ossia nel bilancio previsionale dovremo tenere conto di dare un taglio di genere».

Un bilancio che riguarda tutti i documenti contabili dell’ente. Si tratta di una modifica che investirà tutti i regolamenti di contabilità dell’ente, l’obiettivo è vedere il bilancio di genere a consuntivo nel 2022 e il primo previsionale nell’anno successivo.

«Ho ritenuto di presentare la proposta perché intanto rientrava nelle linee di mandato del sindaco, coerente col nostro programma elettorale, l’ho proposta ad inizio mandato (la consigliere è subentrata solo sei mesi fa, nds) ci vuole tempo per valutarla, per efficientarla dentro l’ente perché non deve appesantire l’adozione dei documenti di bilancio ma essere un plusvalore. Inoltre è un metodo votato a rendere più efficienti le spese per arrivare ad un’allocazione più precisa, pertinente e logica delle risorse, quindi le spese non aumentano, anche perché non potremmo permettercelo, ma dovrebbero essere meglio individuate e meglio collocate nei tetti di spesa del bilancio, c’è anche una finalità di utilità dal punto di vista economico».

«Ho spiegato – chiude la consigliera – nella relazione introduttiva che tengo molto al contributo della minoranza. L’atto è emblematico di forze progressiste e del Pd, ma ciò non toglie che questo strumento, una volta strutturale nell’ambito dell’ente possa servire a uttti. Ho chiesto alla minoranza un contributo fattivo poiché si tratta di una mozione aperta sulla quale si può discutere. Sarà importante il voto in consiglio comunale. Anche in quella sede – ricorda la consigliera – potranno essere presentati gli emendamenti.

Il regolamento prevede ora che la mozione, con esito positivo o negativo che sia, venga esaminata in consiglio nei prossimi 30 giorni.

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