domenica,Giugno 20 2021

Emergenza abitativa, l’osservatorio: «Nessun segnale concreto a garanzia del diritto all’abitare»

«Dopo l’incontro del 21 maggio scorso con il sindaco Falcomatà e altri rappresentanti dell’Amministrazione si sperava in un cambio di rotta per la politica della casa, ma purtroppo ancora nessun esito positivo all’orizzonte. Sono anche trascorsi i 20 giorni, previsti dall’Assessore R. Albanese, per l’avvio delle prime assegnazioni degli alloggi a favore delle famiglie vincitrici

Emergenza abitativa, l’osservatorio: «Nessun segnale concreto a garanzia del diritto all’abitare»

«Dopo l’incontro del 21 maggio scorso con il sindaco Falcomatà e altri rappresentanti dell’Amministrazione si sperava in un cambio di rotta per la politica della casa, ma purtroppo ancora nessun esito positivo all’orizzonte. Sono anche trascorsi i 20 giorni, previsti dall’Assessore R. Albanese, per l’avvio delle prime assegnazioni degli alloggi a favore delle famiglie vincitrici del bando 2005 e di quelle vincitrici della graduatoria di emergenza abitativa». Questa la posizione dell’osservatorio sul disagio abitativo che continua ad interrogarsi.

«Da domani il Sindaco comincerà a firmare le prime assegnazioni e, se non domani, quando? È auspicabile che l’Amministrazione dia questa informazione alla città e soprattutto alle circa 1000 famiglie vincitrici del bando 2005 e alle 28 vincitrici della graduatoria definitiva per le emergenze abitative. Gli impegni assunti dal Comune per il diritto fondamentale all’abitare, non possono ancora essere disattesi. Ne va della credibilità della Politica e delle Istituzioni.

Resta anche aperto il nodo Ex Polveriera.L’Associazione Un Mondo di Mondi ha ampiamente documentato il diritto all’alloggio dei primi quattro nuclei familiari ma l’assessore Rocco Albanese continua a dichiarare, senza fornire alcun dato, che due dei quattro nuclei non hanno diritto alla casa. Dove dovrebbero andare dunque le due famiglie escluse per motivi più consoni alla ripicca che al diritto secondo legge? Il Comune dovrebbe garantire il diritto alla casa nel rispetto delle leggi che tutelano la dignità umana. Negare questo diritto avrebbe delle implicazioni giuridiche, sociali ma anche etiche.

Si attendono novità anche sulla gestione economico-finanziaria del settore alloggi erp, sul completamento della norma sui cambi alloggi, sulle verifiche relative al mantenimento dei requisiti degli assegnatari e sull’acquisto di nuovi alloggi con il finanziamento degli 11 milioni del Decreto Reggio. L’Assessore Albanese in questi giorni ha denunciato sui media l’illegalità dilagante nel settore alloggi popolari. Una verità che paradossalmente è in gran parte un effetto diretto delle azioni che lo stesso Comune dovrebbe realizzare per legge e non realizza. Nel vuoto fatto di assenza di verifiche e gestione trasparente del patrimonio, l’Amministrazione comunale coltiva l’illegalità diffusa del settore. Tra tutte le azione omesse, quella del controllo sistematico sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari è quella che più di tutte impedirebbe le occupazioni senza titolo degli alloggi da parte di coloro che non ne hanno bisogno e diritto.

Il mancato utilizzo, da parte del Comune, delle entrate del settore alloggi per garantire la manutenzione straordinaria ha reso molti alloggi comunali assegnati inabitabili, costringendo qualche assegnatario perfino ad abbandonare l’alloggio e generando da parte dello stesso Ente comunale una violazione del contratto di locazione regolato dalla legge vigente.L’applicazione incompleta, dopo 25 anni, della norma sui cambi alloggio che regola un importante istituto, è un’altra omissione con la quale il diritto all’alloggio adeguato viene negato. In ogni caso, le associazioni e i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo rinnovano, l’invito al Sindaco Falcomatà a modificare insieme la politica degli alloggi popolari, secondo la prassi dell’ascolto attivo tra le parti. È un invito pubblico in nome della trasparenza di intenti.

L’Osservatorio continuerà intanto, insieme alle persone in condizioni di disagio abitativo a confrontarsi in piazza sul diritto fondamentale all’alloggio. Lo farà con tutti coloro che avranno la volontà di costruire “dal basso” una rivendicazione informata, consapevole, critica e costante».

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