sabato,Luglio 31 2021

Regionali Calabria, sei sindaci del reggino in rivolta contro il Pd: «E’ la fine del partito»

Belcastro, Campisi, Valenti, Alfarano, Arfuso e Penna non ci stanno: «Non siamo burattini. Mortificata un'intera classe dirigente locale»

Regionali Calabria, sei sindaci del reggino in rivolta contro il Pd: «E’ la fine del partito»

«La storia si ripete. È stata decretata scientemente la fine del PD Calabria (quel poco che era rimasto!). Assistiamo all’ennesimo errore politico nel metodo e nel merito». A scriverlo in una nota sono cinque sindaci del reggino iscritti al Partito Democratico. Si tratta di Caterina Belcastro (Caulonia), Giuseppe Campisi (Ardore), Enzo Valenti (Bivongi), Giuseppe Alfarano (Camini), Daniela Arfuso (Cardeto) e Mimmo Penna (Roccaforte del Greco).

«Un metodo che oggettivamente non lascia spazio alla condivisione – sostengono i primi cittadini – senza alcun coinvolgimento di chi sui territori lavora ogni giorno per dare risposte concrete, di chi ha un continuo rapporto con le comunità. Una scelta, quella fatta dai dirigenti nazionali, avallata da dirigenti regionali senza coraggio e incuranti degli interessi dei cittadini calabresi e del partito, francamente incomprensibile; una scelta frutto di una concezione del partito autoritaria lontana dal sentire del popolo della sinistra. La scelta è ricaduta su una persona sicuramente rispettabile, ma certamente sconosciuta al mondo della politica».

«Una scelta che delegittima e mortifica un’intera classe dirigente locale – attaccano gli amministratori locali – spazzata via per decisione presa dal Pd. Ormai da anni i dirigenti e gli amministratori rappresentano un corpo estraneo, un ostacolo ai processi decisionali del Partito Democratico in preda ad alchimie politiche lontane dalla base. Il sostegno politico al partito non può essere interpretato come obbedienza, come accettazione passiva di scelte calate dall’alto, qui non ci sono burattini! Un partito ormai completamente evaporato, inesistente, codardo, incapace di avere una visione, incapace di interpretare i bisogni e le esigenze dei cittadini. Avremmo voluto essere protagonisti del futuro di questa terra, con dignità e onore» concludono i sindaci reggini.

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