martedì,Ottobre 19 2021

Villa San Giovanni, Comune senza guida politica e sull’orlo del dissesto

La sindaca lascia dopo un’approfondita riflessione sul voto delle regionali in cui era candidata con la Lega: «Dimissioni motivate dal venir meno del gruppo di maggioranza». Ma i consiglieri resistono: «Andiamo avanti»

Villa San Giovanni, Comune senza guida politica e sull’orlo del dissesto

di Claudio Labate – Sarà un Commissario prefettizio a portare a termine la consiliatura forse più tormentata di sempre a Villa San Giovanni. Il sindaco facente funzioni, Maria Grazia Richichi, ha lasciato così, di punto in bianco dopo essersi misurata con le urne nella tornata elettorale degli scorsi 3 e 4 ottobre.

Dimissioni, le sue, che hanno il sapore di una sorta di resa dei conti all’interno della maggioranza di centrodestra che l’ha sostenuta dopo la sospensione di Giovanni Siclari, sindaco azzurro (fratello del senatore Marco, di recente condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per scambio elettorale politico-mafioso), accusato a dicembre del 2019 di corruzione, nell’ambito dell’operazione “Cenide” della Procura reggina sulla concessione dell’area di sosta alla Caronte&Tourist.

Richichi (Lega): «E’ venuta meno la maggioranza»

«Tali dimissioni sono motivate dal venir meno, da parte del gruppo di maggioranza, del supporto necessario per assicurare coesione ed efficacia all’azione amministrativa». Sono queste le parole utilizzate dall’ormai ex sindaca che, nella sua lettera di dimissioni – protocollate ieri mattina – ha anche parlato di motivi lavorativi. Dimissioni che però erano state anticipate da una severa riflessione rispetto all’andamento del voto.
«È emersa senza dubbio la fragilità di una squadra che si è mostrata poco coesa – aveva detto Richichi -. Fragilità caratterizzata da una dispersione dei voti, dovuta da un lato alla candidatura di un assessore della mia giunta e dall’altro dallo schieramento, da parte dell’esecutivo e di alcuni consiglieri, verso uno e più candidati della coalizione di centrodestra. Il rammarico è comunque vedere che si tende a dare maggiore consenso a candidati provenienti da altri comuni, scegliendo di non supportate fino in fondo chi si è speso per la città e per l’intera area dello Stretto da dieci anni».

Il voto a Villa San Giovanni

La Richichi si è candidata alla carica di consigliera nelle fila della Lega, racimolando a Villa San Giovanni 265 voti e risultando, nell’ambito del centrodestra, seconda solo a Giovanni Arruzzolo, campione di preferenze nella circoscrizione sud. Ma dopo di lei, distanziati di poche manciate di voti ci sono diversi politici di area, compreso l’assessore alla viabilità della sua giunta Massimo Morgante con 217 voti nella lista Noi per l’Italia. Insomma, un voto frastagliato, quello villese, che non ha permesso alla Richichi di sfondare quota 2000 preferenze, che gli assicurano la magra consolazione del quarto posto nella Lega (dietro a Giuseppe Gelardi, Stefano Princi e l’uscente Tilde Minasi) che alla fine dei conti è solo il quinto partito in città. Non un risultato da buttare via, ovviamente, ma per la sindaca facente funzioni ce n’è abbastanza per gettare la spugna.

Meglio di tutti nella cittadina dello Stretto ha fatto il medico Sandro Repaci, attuale sindaco del Comune di Campo Calabro, presidente dell’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto dal gennaio 2020, con una robusta esperienza amministrativa alle spalle anche a Villa: candidato con Luigi de Magistris ha portato a casa ben 500 preferenze. Ma non solo. Meglio della Richichi hanno fatto anche la democrat Patrizia Liberto, già presidente del Consiglio comunale, che di voti ne ha presi 326 (Il Pd a Villa San Giovanni è il primo partito).

Comune in quasi dissesto, i consiglieri: «Andiamo avanti»

Ma sulla scelta maturata da Maria Grazia Richichi, oltre al responso delle urne che ha sostanzialmente bocciato l’amministrazione villese, potrebbero esserci le condizioni in cui versa proprio il Comune dello Stretto, segnato dall’inizio di questa consiliatura da una serie innumerevole di colpi di scena. Basti pensare al Commissariamento della giunta, alle due commissioni di accesso, alle inchieste giudiziarie che lo hanno attraversato, provocando anche lo smantellamento dell’ufficio tecnico, e non ultimi i problemi del Bilancio.

Proprio in relazione a questi ultimi la Prefettura di Reggio Calabria, aveva nominato sul finire di agosto un commissario ad acta (il funzionario economico finanziario in servizio all’Ufficio del governo di Reggio Calabria, Rosa Romeo) con l’incarico di provvedere all’adozione dello schema di rendiconto 2020 e dello schema di bilancio di previsione 2021-2023 da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio comunale di Villa San Giovanni.

Insomma, difficoltà, forse ritenute insormontabili, o comunque non gestibili, per Richichi, con una maggioranza di cui mostra di non fidarsi più.
Ma i consiglieri superstiti di questa consiliatura resistono, e rilanciano: «Preso atto delle dimissioni del sindaco f.f. Maria Grazia Richichi i consiglieri comunali Caminiti, Santoro, Imbesi, Morgante, Porpiglia, Barbalace, Bellantone, Donato ed Aragona ritengono doveroso proseguire l’azione amministrativa regolarmente fino alla fine della consiliatura, portando a compimento – concludono – il mandato elettorale ricevuto».

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