lunedì,Febbraio 26 2024

Legge Severino lasciata al destino referendario: si affievoliscono le speranze di modifica in Parlamento

Il sottosegretario alla giustizia, l’azzurro Francesco Paolo Sisto, con schiettezza e realismo allontana l’ipotesi di un intervento paventato da Enrico Letta: «In questa fase della legislatura abbiamo un parlamento già estremamente impegnato»

Legge Severino lasciata al destino referendario: si affievoliscono le speranze di modifica in Parlamento

La Legge Severino rimane un vulnus che difficilmente sarà sanato in tempi brevi. «Una ferita» per dirla con il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ieri ospite del coordinamento provinciale di Forza Italia e protagonista della conferenza stampa voluta dal deputato reggino e responsabile per il sud Francesco Cannizzaro sulle novità che riguardano il comparto della giustizia reggina e più in generale del Mezzogiorno.
In platea, oltre ai consiglieri regionali, metropolitani e comunali di Forza Italia c’era anche Giovanni Siclari, ex sindaco di Villa San Giovanni, salutato affettuosamente da Cannizzaro, che dopo l’elezione (era il 2017) venne sospeso per effetto della legge Severino, in quanto condannato in primo grado per abuso d’ufficio nell’ambito del caso “Bandafalò”, per aver concesso autorizzazioni a lidi e stabilimenti costruiti in area demaniale.

Indipendentemente da come si è sviluppata la vicenda personale giudiziaria dell’ormai ex sindaco, resta il tema caldo della Severino, diventato bollente dopo la sospensione del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, condannato ad un anno e quattro mesi con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito del Processo “Miramare”. Anche per lui scattò inesorabile la scure della Legge Severino che dispone la sospensione (18 mesi) già al primo grado di giudizio. Il tema della sproporzione tra la sospensione e l’entità del reato contestato (abuso d’ufficio) è da tempo al centro di un dibattito parlamentare che stenta ad arrivare ad una conclusione condivisa dalle forze politiche. Tanto che la Legge Severino è finita tra i quesiti referendari sulla giustizia voluti dai radicali e dalla Lega, che però ne chiede l’abrogazione totale.

Lo scorso 25 febbraio Falcomatà si è visto respingere – senza sorpresa per la verità – il ricorso che aveva proposto al Tribunale di Reggio che ha considerato non fondate le eccezioni sollevate. «Ciò che mi aspetto adesso – disse a caldo il primo cittadino sospeso – è che la politica si occupi degli aspetti ordinamentali, contribuendo a superare l’impasse che l’applicazione della Severino ha generato e sta generando in tante aree del nostro Paese». Lo stop al referendum però è arrivato proprio dal segretario nazionale dem, Enrico Letta, secondo cui le risposte al “vulnus” della Severino devono arrivare dal Parlamento.

Ma le parole di ieri del sottosegretario Sisto sembrano allontanare le previsioni di Letta e affossare le speranze di correggere la norma da parte di tanti sindaci e amministratori locali che speravano in una svolta.
«Parliamoci chiaro – ha detto Sisto rispondendo ad apposita domanda – un governo così largo ha molti pregi ma anche qualche difetto. Tra questi c’è che si corre il rischio che le peculiarità di ciascuna forza politica si annacquino nella larghezza del governo. Allora ciascuno ogni tanto prende qualche tema lo fa proprio e cerca di marcare la differenza con gli altri, è accaduto in tanti casi. Quindi se c’è qualche passaggio verso qualche posizione, molte volte deriva dalla necessità di differenziarsi, poi se il Parlamento sarà in condizione di occuparsene… non sono in condizione di dire se ci sarà un intervento legislativo e in che misura sarà possibile. Quello che posso confermare, al di là del tema referendario che conferma una sensibilità verso questi temi, è che c’è l’attenzione del Parlamento. Quale sarà la soluzione non so dirlo».

Una risposta che non lascia molto spazio alla possibilità di intervenire in Parlamento prima dello svolgimento dei Referendum che sono a forte rischio quorum, nonostante la probabile scelta di abbinarli alle amministrative previste in questo 2022 per quasi un migliaio di piccoli e medi comuni. D’altra parte Sisto ha spiegato che si, i referendum sono sempre ben accetti, in quanto espressione della democrazia diretta e un legittimo esercizio della costituzione, ma anche che rispondere si o no, è un altro tema che appartiene alla libertà di scelta di ciascuno e che afferisce poi alle diverse sensibilità. «Per quanto riguarda la legge Severino – ha aggiunto – si possono avere diverse idee, ci sono delle proposte in Parlamento, ma il tema è che in questa fase della legislatura abbiamo un parlamento già estremamente impegnato. Capite che gli ultimi eventi non aiutano anzi drammaticamente ci impongono scelte non facili. Non sono in condizione di dire se il Parlamento si occuperà della Severino prima dei referendum questo è un tema che neanche Nostradamus potrebbe risolvere. Posso dire che c’è una larga sensibilità, soprattutto dall’Anci, che rappresenta questo squilibrio della Severino rispetto alle differenze tra parlamentari ed altri tipi di amministratori che sono delle sensibilità che meritano certamente un approfondimento». Se bastasse la sensibilità, i sindaci e l’Anci possono mettersi l’anima in pace.

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