mercoledì,Aprile 17 2024

L’Udc riparte da Reggio: Cesa dice sì a un centrodestra unito

Convention regionale in riva allo Stretto con il segretario nazionale e il presidente De Poli. Ribadita l’esigenza politica di un «centro di ispirazione cristiana». Tassone: «Battiamoci per ricostruire la nostra identità»

L’Udc riparte da Reggio: Cesa dice sì a un centrodestra unito

«La nostra idea è quella di rilanciare un centro di area democratico Cristiana. Ma non solo questo. All’interno del centrodestra, in uno schema maggioritario, mettere insieme quell’idea che ha lanciato Salvini di unire il centrodestra in un unico grande soggetto politico in modo da poter affrontare la prossima competizione elettorale tutti uniti. Perché il centro-destra ha una caratteristica molto importante, è unito dalla difesa di alcuni valori che sono dietro proprio lo scudo crociato. La difesa dell’identità cristiana, del paese, la difesa della vita, la difesa della famiglia, uniscono molto il centrodestra ed è facile unire il centrodestra, ed io sono molto fiducioso che il centrodestra affronterà la prossima competizione elettorale in maniera coesa e vincente».

Così il leader nazionale dell’Unione di centro, Lorenzo Cesa, intervenuto a Reggio Calabria, ad un incontro dal titolo “Dai valori di una storia, creiamo il futuro”, organizzata dal responsabile nazionale della Formazione dello scudocrociato, il reggino Paolo Ferrara, che ha fatto convergere nella città dello Stretto le delegazioni delle province calabresi, nell’idea di rilanciare il partito anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
«Ridiamo forza ad un partito di centro, di ispirazione Cristiana – ha detto Cesa -. La Calabria è stata gestita e guidata da grandi democratici cristiani che hanno fatto anche grandi cose in questa regione. Bisogna tornare a fare grandi cose, fatte di concretezza e prestando attenzione alla persona. Quindi iniziare dalle fasce deboli, ma soprattutto creando opportunità di lavoro e sviluppo, e quindi ridando speranza soprattutto alle future generazioni giovani. Non si può assistere al fatto che se ne vadano decine di migliaia di giovani ogni anno da questa regione. Ecco, questa regione deve dare delle opportunità, e oggi lo si può fare con le risorse del Pnrr, e con le risorse ordinarie che ci sono oggi a disposizione della Regione».

Al proposito il leader nazionale dell’Udc ha ribadito che bisogna dare una mano alla nostra regione a cominciare dai trasporti e più in generale mettendo a frutto le opportunità offerte dal Piano di rilancio e resilienza: «Mi auguro che sia un momento importante per la Calabria. Servono persone competenti che spendano al meglio le risorse che arrivano dall’Europa. È un’occasione unica, e ultima, forse, per il nostro paese. Nel passato per i fondi ordinari purtroppo abbiamo mancato gli obiettivi, in questa regione un miliardo e 100 milioni di euro non sono stati utilizzati negli ultimi dieci anni, ci auguriamo, ma ne sono sicuro, che Occhiuto e tutta la Regione, tutti gli amministratori regionali, organizzeranno molto bene una squadra per poter gestire i fondi del Pnrr e non disperdere nemmeno un centesimo di quella risorse».

Di concretezza ha parlato anche il presidente nazionale dell’Udc, Antonio De Poli, secondo cui oggi più che mai c’è bisogno di concretezza e c’è bisogno di risposte serie e precise per dare la possibilità ai cittadini e alle aziende di poter guardare anche con ottimismo al proprio futuro.
«L’Udc della Calabria vuole ritornare in mezzo e tra la gente per capirne i bisogni e, al di là delle grandi chiacchiere o delle grandi urla in piazza, risolverli. Ripartiamo da Reggio per arrivare chiaramente in tutte le regioni e in tutte le province italiane per rifondare quella che era una presenza nel territorio e in tutti i comuni per poter riportare quello che è il nostro dna: l’attenzione verso le persone, le famiglie e verso le imprese. Ma ancor di più verso chi è senza lavoro».

Ma per dare quelle risposte che oggi i cittadini chiedono tutti i giorni, per De Poli «c’è bisogno di concretezza, e c’è bisogno di un area moderata che oggi è maggioranza culturale e valoriale di questo Paese, ma che ancora non riesce a unirsi con una leadership tale che può rappresentarla».
All’incontro ha partecipato anche il vice commissario regionale dello scudocrociato Flavio Cedolia, il commissario provinciale di Reggio Calabria Paolo Arillotta e il consigliere regionale Giuseppe Graziano che ha esaltato il lavoro del presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, non prima di aver salutato il passaggio allo scudocrociato dell’ex consigliere regionale Salvatore Bulzomì e accolto calorosamente Baldo Esposito che non ha voluto mancare all’appuntamento. Dal canto suo Paolo Ferrara ha rilanciato il senso e l’im portanza della formazione, con l’obiettivo di rigenerare il partito attraverso l’istituzione della Consulta nazionale cultura e formazione di cui è stato promotore.

Ad accendere la miccia della passione politica è stato però l’ex parlamentare Mario Tassone che ha lanciato il vero tema politico del momento sulla necessità di ricomporre un centro autorevole e identitario: «Oggi c’è bisogno di capire se c’è la volontà di riprendere un percorso che spinga per ricomporre la politica. Oggi non ci sono partiti, ci sono semplicemente delle formazioni, dei piccoli raggruppamenti e dei capi banda, non ci sono né leader né statisti, ma soltanto una prospettiva che guarda semplicemente al presente ma non si proietta al futuro perché non c’è nessuna visione della società. Cosa vogliamo fare? Vogliamo rimanere frazione? Delle monadi, dei gruppetti, dei centrini? Noi siamo centro e se c’è questa forza e questa volontà di guardare alla nostra identità perché noi, che proveniamo dalla Democrazia cristiana non ci battiamo per ricostruire e salvare la nostra identità?»

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