martedì,Aprile 16 2024

Reggio, rebus Iv: Magorno chiamato a sciogliere le riserve (anche su Falcomatà)

Decise le nomine provinciali in tutta la Calabria tranne che in riva allo Stretto. Il neo segretario renziano in città per incontrare Lella Paita. E per fare chiarezza sul futuro del sindaco sospeso

Reggio, rebus Iv: Magorno chiamato a sciogliere le riserve (anche su Falcomatà)

«Italia Viva rilancia la propria presenza in Calabria con i nuovi coordinatori provinciali e cittadini». Ieri questa era la notizia diffusa con soddisfazione dai presidenti nazionali Teresa Bellanova ed Ettore Rosato, che assieme al coordinatore regionale Ernesto Magorno hanno provveduto alle nomine. Una notizia che interessa da vicino anche la città di Reggio Calabria visto che alla guida di Palazzo San Giorgio c’è un sindaco renziano – il facente funzioni Paolo Brunetti – e che il gruppo consiliare è cresciuto negli ultimi tempi con l’annunciato passaggio di Gianluca Califano al partito di Renzi che già contava in Consiglio la presenza di Deborah Novarro e Giovanni Latella.

Il Documento e la riunione di partito

Non sarà sfuggito a nessuno che tra le nomine dei coordinatori provinciali e cittadini di Italia viva, ieri mancassero proprio i rappresentanti reggini. Un fatto quantomeno strano visto che da circa una settimana i big del partito frequentano la nostra città (vedi la visita di Rosato invitato a partecipare ad un seminario su giustizia e Pnrr), e che per oggi è stato organizzato un incontro ufficiale con la presidente della Commissione Trasporti e infrastrutture alla Camera, Lella Paita, manco a dirlo, di Italia viva. Una sorta di riunione di partito organizzata dal sindaco Paolo Brunetti per presentare il Documento strategico sulle infrastrutture e la mobilità per il rilancio di Reggio Calabria e dell’area Metropolitana appena votato nel corso di in uno degli ennesimi teatrini andati in scena a Palazzo San Giorgio.

Si, perché il documento voleva, o doveva, rappresentare la richiesta unanime del Consiglio comunale di maggiore attenzione sui temi dell’alta velocità, del sempre più mortificato aeroporto e della Statale 106. Temi caldi che hanno letteralmente squagliato il civico consesso, mandando in frantumi il sogno del sindaco facente funzioni di presentare alla Paita i frutti di un lavoro di concertazione, e perché no, di mediazione, che hanno contraddistinto i primi cento giorni del suo mandato. Il centrodestra ha fiutato la “trappola” e con un atteggiamento all’apparenza di condivisione, ha rovinato i piani di Brunetti, nel frattempo recatosi alla Cittadella per partecipare alla riunione di insediamento del Comitato per il 50° dei Bronzi di Riace.

L’imbarazzo e le assenze

Ma questa è solo la fine – almeno per ora – di una storia che serve anche per spiegare la faida interna ad Italia viva in riva allo Stretto. Perché la nomina mancata dei coordinamenti provinciali e comunali, fa il paio con l’imbarazzo di Rosato manifestato di fronte ad una domanda postagli sul radicamento del partito in riva allo Stretto proprio lunedì scorso, quando arrivò al seminario accompagnato da Brunetti e Latella – ma non da Novarro – e ad attenderlo in Confindustria c’era Francesca Chirico, che del partito è l’attuale responsabile formazione del coordinamento regionale.

«Si, ci stiamo organizzando, stiamo lavorando – ha detto il presidente del partito – . ma soprattutto bisogna che la politica in questo tempo mette da parte qualsiasi tipo di polemica qualsiasi tipo di attività divisiva e si concentra sulla soluzione dei problemi che sono molto vivi nella carne delle famiglie. La situazione internazionale ci impone di essere persone serie fino in fondo, di mettere da parte qualsiasi attività divisiva e finalizzare tutte le nostre energie a far funzionare la pubblica amministrazione».
Una risposta in politichese che tradisce, appunto, un certo imbarazzo.

D’altra parte Rosato era in città già dal giorno prima e non è chiaro se gli appuntamenti conviviali a cui era stato invitato siano andati per come speravano i rappresentanti reggini di Italia Viva. Il che potrebbe spiegare l’imbarazzo del presidente del partito. L’antefatto racconta anche di un’assemblea regionale a Lamezia in cui si è registrato uno scontro tra il livello cittadino – guidato da Antonino Nocera – e quello provinciale, con quest’ultimo a denunciare una sorta di immobilismo del partito in città.

Il nodo Falcomatà

Insomma, dicono i soliti ben informati, “c’è chi lavora e chi vuole raccoglierne i frutti”. Il riferimento è a Brunetti che starebbe pensando di ricostruire il partito partendo proprio dal nuovo ruolo rivestito in città. Dall’altra parte ci sta Nocera che pur non candidandosi a Palazzo San Giorgio, ha costruito una lista da cui sono usciti eletti Brunetti e la Novarro (Latella è entrato per la nomina in giunta dell’attuale facente funzioni).

Dopo i fatti giudiziari che hanno coinvolto Giuseppe Falcomatà, è arrivato il colpo di scena della nomina di Brunetti, uomo di fiducia, per sostituirlo alla guida di Palazzo San Giorgio. Una nomina che ha messo in crisi i rapporti tra l’ex primo cittadino e il Partito democratico che non ha digerito la designazione di un renziano a palazzo di città e di un calendiano alla città Metropolitana.

I “maligni” sostengono insomma che Brunetti stia tenendo il posto caldo, per sé, e per Falcomatà, la cui agibilità all’interno del Pd è stata costretta in un angolino. Il “posto caldo” però non sarebbe solo a Palazzo San Giorgio – dove tornerebbe a fare il sindaco dopo la sospensione di 18 mesi – ma anche all’interno di Italia viva, dove ritroverebbe gli amici che no ha più tra i dem. D’altra parte, non si può pensare che Falcomatà sia stato così tanto sprovveduto da non aver pensato ad un piano “B” dopo le nomine che lo hanno messo all’indice. E se le strade che portano alle prossime politiche all’interno del Pd sembrano tutte sbarrate, una speranza potrebbe essere rappresentata dall’amico Renzi. Uno scenario che non fa una piega dal punto di vista politico ma che ovviamente deve trovare tutti d’accordo in riva allo Stretto.

Oggi, in città, è atteso anche il coordinatore regionale Ernesto Magorno. L’occasione potrebbe essere ghiotta per fare chiarezza all’interno del partito e magari procedere all’indicazione dei nuovi coordinamenti, o anche per confermarli. Ma all’insegna del più classico “state sereni” non può dirsi l’ultima parola. D’altra parte Magorno ha già fatto tanti scontenti in giro per la regione. E già oggi potremmo sapere se quella lista si allungherà.

La precisazione del coordinatore in carica

«Italia Viva nella provincia di Reggio Calabria è ben presente e ramificata già dal 2019 – ci tiene comunque a precisare Gianmarco Oliveri, coordinatore attuale del partito -, la nostra lista alle comunali reggine, messa in campo dai coordinatori cittadini Antonino Nocera e Cristina Arfuso ha sfiorato il 4% e ha prodotto due consiglieri comunali, Latella e Novarro, oltre che l’entrara in giunta dell’attuale sindaco f.f. Paolo Brunetti. Il coordinamento provinciale rappresentato da me e Lidia Chiriatti, è sempre presente sul territorio e attento alla crescita e radicamento del partito. Qualche settimana fa a testimonianza della capacità attrattiva del nostro partito e del valore del lavoro dei nostri coordinatori abbiamo aggiunto al nostro gruppo consiliare cittadino il consigliere Gianluca Califano e solo ieri ben 5 rappresentanti della nostra provincia sono entrati a far parte della segreteria regionale con incarichi di primo ordine quali sanità, giovani e formazione».

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