martedì,Maggio 21 2024

Authority ambiente, sindaci compatti: «No alla nuova legge di Occhiuto»

Anci Calabria, Autorità idrica e Metrocity si scagliano, anche con motivazioni diverse, contro il disegno di legge della giunta che crea un unico Ambito territoriale regionale per la gestione del settore idrico e dei rifiuti

Authority ambiente, sindaci compatti: «No alla nuova legge di Occhiuto»

La nuova “Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente” pensata dal presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto “non s’ha da fare”. Questo l’imperativo che proviene da nord a sud della Calabria, con cui i sindaci calabresi bocciano la proposta di legge licenziata dall’esecutivo lo scorso 21 marzo con la delibera n° 118 che è stata già trasmessa al Consiglio regionale per l’esame di merito della IV Commissione Ambiente e territorio e per quello economico finanziario da parte della II Commissione.
Dall’Autorità idrica calabrese, all’associazione dei sindaci, passando dalla città metropolitana di Reggio, il fronte è compatto e si oppone strenuamente alla nascitura Autorità Rifiuti e Risorse idriche Calabria.

Metrocity Reggio: «No all’Ato unico regionale»

Il disegno di legge della discordia ha provocato anche la reazione della Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana di Reggio Calabria che, riunitasi oggi pomeriggio, ha vergato all’unanimità un documento nel quale chiede, alla giunta regionale, «il blocco dell’iter legislativo» sulla creazione di un gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti e la fissazione urgente di un incontro per un confronto serrato. Un progetto che, per i sindaci metropolitani, «rischia di vanificare tre anni di sforzi e sacrifici, anche economici, della Città Metropolitana di Reggio Calabria e dei Comuni, che, dopo le difficoltà causate proprio dalla Regione e dal Commissariamento, complessivamente oltre 20 anni, hanno finalmente iniziato a gestire in maniera efficiente ed efficace il ciclo dei rifiuti e i malandati impianti per lungo tempo lasciati alla mercé di interessi privati, a spese dei cittadini».

I primi cittadini contestano l’accentramento della programmazione e della gestione del ciclo, a loro detta disposta «sol perché alcuni territori, che storicamente hanno rifiutato la realizzazione di impianti pubblici che servissero al sistema rifiuti, sono in grande difficoltà ed estremamente indietro nella creazione di un sistema di autogoverno e autosufficienza»
Nel documento licenziato dalla Conferenza, i sindaci sottolineano come la Città Metropolitana ha portato a compimento la redazione del Piano d’ambito, spinto sulla differenziata, assunto con autorevolezza nei confronti dei gestori la cura dell’impiantistica pubblica consegnata dalla Regione, avviato una seria programmazione dell’intero ciclo, anche partecipando ai bandi PNRR per la realizzazione di impianti moderni che conducano alla transizione ambientale ed energetica.

«La Città Metropolitana – continua il documento – è totalmente contraria alla scelta, espressa dalla giunta regionale con l’adozione delle linee guida per la redazione del piano d’ambito, confermata dalla recente pubblicazione di un avviso pubblico esplorativo, di puntare sul raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, che resterebbe l’unico su tutto il territorio regionale, a dispetto di quanto previsto inizialmente, che porterebbe alla combustione di oltre 270 mila tonnellate di rifiuti annue a fronte delle attuali 140 mila. Nella Piana di Gioia Tauro, che già paga un altissimo prezzo dal punto di vista ambientale, non dovranno essere inceneriti i rifiuti che gli altri territori non vogliono o non sono in grado di gestire e trattare».

«In ultimo, ma non meno importante – conclude il documento sottoscritto dai sindaci – è necessario evidenziare che la proposta di legge regionale va contro le disposizioni della Legge Delrio che individua tra le finalità istituzionali generali della Città Metropolitana la cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, e rappresenta un grave passo indietro, anche rispetto al recente passato, e attacco alla piena costituzione della Città Metropolitana che ancora attende che la Regione Calabria provveda alla cessione delle funzioni in materia di TPL, di Turismo e Agricoltura».

Anci: «Occorre un incontro urgente»

Già nelle scorse ore con una lettera a firma dei sindaci Anci Calabria, il Consiglio direttivo dell’associazione ha chiesto al presidente Roberto Occhiuto un incontro con la presenza anche dei presidenti degli Ambiti territoriali ottimali, una delegazione dell’assemblea dei sindaci dell’Autorità Idrica Calabria e i rappresentanti degli Ambiti socio-sanitari territoriali rispetto al disegno di legge “Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente”. Nella giornata di martedì scorso, 29 marzo – è scritto nella missiva inviata al presidente della Regione – si sono svolte due importanti riunioni alla Cittadella regionale: la prima, sulle tematiche relative ai servizi socio-sanitari, e la seconda – l’assemblea dei sindaci dell’Autorità Idrica della Calabria – altrettanto partecipata dai diversi primi cittadini che la compongono. «Da assemblee e riunioni è pervenuta, dai partecipanti e in modo pressoché corale – riporta il testo – la richiesta di un incontro urgente da pianificare a strettissimo giro a riguardo degli interventi e degli effetti che le iniziative della Regione produrranno sui predetti ambiti gestionali». Per i sindaci, infatti, la mancata interlocuzione e condivisione delle scelte che la Regione si appresta ad effettuare rappresenta l’elemento fondamentale delle contestazioni. In particolare è stato evidenziato come il lavoro svolto dai sindaci rispetto al tema dei rifiuti vede alcuni Ato, come quelli di Catanzaro e Reggio, molto avanti nel programma da realizzare.

Aic: «Svilito il progetto Acque pubbliche della Calabria»

E contestazioni non mancano anche per la parte del disegno di legge che riguarda più espressamente il settore idrico, già al centro di uno scontro istituzionale tra Occhiuto e L’Aic per via della mancata partecipazione al bando da 104 milioni di fondi del bando React eu, da parte della nuova Acque pubbliche della Calabria, che aspirava a rappresentare il gestore unico del settore idrico attraverso un processo a tappe che sembra essere stato stoppato proprio dal capo dell’esecutivo regionale che in delibera ha proprio previsto da una parte la soppressione dell’Autorità idrica della Calabria e dall’altra – considerata la rilevanza strategica per la Regione del servizio di interesse generale erogato dalla Sorical – l’autorizzazione a Fincalabra S.p.A. ad acquisire le azioni della società detenute dal socio privato. Per il presidente di Anci Calabria e dell’Autorità idrica, Marcello Manna, è d’altra parte necessario che il lavoro prodotto dai sindaci non sia mortificato così come rischia di fare il Ddl «che, in un sol colpo, cancella lo sforzo amministrativo prodotto dalla serietà e dal senso delle Istituzioni ampiamente dimostrato dagli stessi sindaci».

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