lunedì,Giugno 27 2022

Rigassificatore, Occhiuto non dice al Consiglio che il Governo ha già dato il via libera

Il provvedimento licenziato lunedì dal Consiglio dei Ministri. Insieme alla piastra del freddo, resta il progetto principale per lo sviluppo retroportuale di Gioia Tauro

Rigassificatore, Occhiuto non dice al Consiglio che il Governo ha già dato il via libera

Ha giocato d’astuzia ieri il presidente della Giunta regionale. Soprattutto quando durante l’informativa al Consiglio regionale sulla “Vertenza Calabria”, ha inserito uno degli obiettivi da perseguire e che già da qualche tempo va ripetendo. Occhiuto ha infatti ricordato come i sindacati hanno chiesto al governo regionale un impegno nella direzione di lavorare col governo nazionale per semplificare i processi per sviluppare le energie rinnovabili – «la Calabria è una ricchezza. Produciamo tre volte l’energia che consumiamo», ha detto – riproponendo poi con forza anche il discorso del rigassificatore. Il tema era quello della Zes di Gioia Tauro e il Presidente ha confidato di non aver chiesto sul tema del rigassificatore l’adesione dei sindacati in considerazione della loro sensibilità sul tema. Che a dir la verità è molto sentito anche sul territorio al pari dell’inceneritore.

Dai cassetti polverosi il progetto del rigassificatore

Fatto sta che Occhiuto, chiedendo il sostegno di tutte le forze politiche, ha parlato del rigassificatore come di un progetto importante anche per sviluppare l’area retroportuale che richiede un grande Piano di attrazione di investimenti. Dai cassetti polverosi della Regione Occhiuto ha raccontato di aver ritrovato questo progetto che è in pancia a Sorgenia che oggi è una società che è di fatto di proprietà dello Stato perché è partecipata al 72% da F2i che è un fondo di Cassa depositi e prestiti, verificando che le autorizzazioni per fare il rigassificatore Gioia Tauro sono stranamente tutte quante operative. Si tratterebbe di un investimento che vale da un miliardo e tre a un miliardo e ottocento milioni di euro – ha rimarcato il capo dell’esecutivo -. Si tratterebbe di un impianto che produrrebbe un terzo del gas che attualmente l’Italia importa dalla Russia che ha collegato a sè la piastra del freddo che risulterebbe importante se non decisiva per l’area retroportuale. Piastra del freddo che sarebbe molto più grande di quella per esempio di Porto Empedocle, perché il rigassificatore di Gioia Tauro sarebbe il triplo di quello di Porto Empedocle visto che il porto del reggino può ospitare navi di stazza di gran lunga più importanti.
Un progetto in grado di costruire nell’area retroportuale un’enorme distretto dell’agroalimentare e, citando l’esempio più caro al presidente, in grado di surgelare la metà dei prodotti che si consumano in Italia se non in Europa.

Commissari per i rigassificatori, non per le rinnovabili

In realtà il progetto non è solo sulla carta. Si potrebbe dire che il presidente ha provato ad indorare la pillola, perché è impensabile che Occhiuto non sapesse (di certo all’ula non ha comunicato la “svolta” governativa) che già il giorno prima (2 maggio) il Consiglio dei ministri avesse dato il via libera alla realizzazione di nuova capacità di rigassificazione per il Paese.
«Al fine di potenziare la sicurezza energetica nazionale – recita la nota di Palazzo Chigi – e diversificare le fonti di approvvigionamento, le opere finalizzate all’incremento della capacità di rigassificazione nazionale e alla realizzazione di nuove unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione, nonché le connesse infrastrutture, costituiscono interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti. Per la celere realizzazione di tali opere, oggetto di un procedimento unico attivabile su richiesta dei soggetti interessati alla realizzazione delle opere, saranno nominati uno o più Commissari straordinari di governo».

Insomma, il più è fatto. Occhiuto adesso dovrà capire chi sarà il, o i Commissari che si occuperanno del dossier rigassificatore. Sperando di poter in qualche modo veder soddisfatte anche le velleità di semplificazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per quest’ultime il Governo ha infatti disposto che «si individuano ulteriori aree idonee ai fini dell’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e vengono ulteriormente semplificati i procedimenti relativi alla realizzazione degli impianti. Vengono introdotte misure per potenziare la produzione di energia rinnovabile per il settore agricolo e per semplificare i procedimenti di autorizzazione per ammodernare le linee elettriche esistenti. Sono previste misure per incrementare temporaneamente la produzione da fonti fossili».

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