domenica,Giugno 26 2022

Reggio, notte fonda su una città senza alcuna guida

Dalla messa in discussione della nomina del Procuratore capo Giovanni Bombardieri allo scandalo dell'Università passando dall'arresto del presidente della Reggina e dalla sospensione del sindaco

Reggio, notte fonda su una città senza alcuna guida
È notte fonda a Reggio Calabria. In uno dei periodi più bui che la città abbia mai attraversato, a vacillare sono proprio quei punti fermi di cui la popolazione ha bisogno. Ultima, ma solo in ordine cronologico, la notizia che vedere messa in discussione la nomina del procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri.

Caso Bombardieri

Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto il ricorso dell’ex procuratore capo di Lucera Domenico Angelo Raffaele Seccia, attuale Pg in Cassazione, che aveva impugnato la delibera con cui l’11 aprile 2018, il Consiglio superiore della magistratura aveva nominato il magistrato Giovanni Bombardieri, procuratore capo di Reggio Calabria. Nel procedimento di secondo grado, quindi, i giudici amministrativi hanno ribaltato la decisione del Tar del Lazio che, nel 2021, aveva respinto il ricorso di Seccia. Secondo quest’ultimo, la decisione del Csm sarebbe stata inficiata. Il Consiglio di Stato gli ha dato ragione definendo la delibera «carente per non aver minimamente considerato l’esperienza del dottor Seccia nella trattazione dei procedimenti sui reati associativi, in cui il ricorrente ha svolto funzioni di coordinamento investigativo, in virtù dell’incarico di coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari». Ma questo è solo l’ultimo dei colpi bassi che la città di Reggio ha incassato quasi rassegnata al declino delle istituzioni. È una città ormai priva di punti di riferimento, annichilita e assuefatta da continue perdite di quelli che dovrebbero essere, almeno in teoria dei punti fermi per la società civile.

Scandalo Università Mediterranea, Reggina, Comune e sanità

Basti pensare che nel giro di un mese la città è stata costretta a rinunciare al rettore e ai vertici dell’Università Mediterranea e al presidente della squadra che da sempre è orgoglio e vessillo di tifosi e non. Il cuore amaranto della città è stato infranto dalla notizia dell’arresto del presidente Gallo ma ad aver paralizzato la città è stato il terremoto che ha sgretolato il vertice dell’università. A distanza di giorni, nonostante la nomina del nuovo rettore Feliciantonio Costabile, resta l’amaro in bocca nell’aver scoperchiato un presunto sistema che per lungo tempo ha condizionato la gestione degli incarchi nell’ateneo reggino. Ma è anche una città che fa i conti con l’assenza di una guida politica considerando la sospensione del sindaco Giuseppe Falcomatà. E così a Reggio si continua a tirare avanti, nave sanza nocchiere in gran tempesta, città allo sbando proprio durante il 50esimo anniversario che avrebbe dovuto portare in alto Reggio e i suoi Bronzi di Riace. Invece si continua a sprofondare. Dopo il commissariamento dell’Asp pensavamo di aver toccato il fondo, ma oggi, il sistema sanitario colabrodo sembra essere solo la punta dell’iceberg.

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