sabato,Luglio 2 2022

Regione, la maggioranza affossa la proposta dem sull’Azienda Dulbecco di Catanzaro

«Non sarà mai approvata» giurano i capigruppo di maggioranza che sferzano il candidato del centrosinistra Fiorita alle comunali del capoluogo

Regione, la maggioranza affossa la proposta dem sull’Azienda Dulbecco di Catanzaro

«È chiaro che la proposta di legge regionale Fiorita (sottoscritta dai consiglieri regionali del Pd), non sarà mai approvata in questa legislatura».

È secca e perentoria la replica dei capigruppo di maggioranza a Palazzo Campanella al candidato sindaco di Catanzaro per il centrosinistra Nicola Fiorita che nei giorni scorsi ha richiamato l’attenzione sulla legge di fusione per integrazione dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese -Ciaccio” con il Policlinico Universitario “Mater Domini”, da cui nascerà l’Azienda ospedaliera universitaria intitolata a Renato Dulbecco.

Il gruppo regionale del Pd, nei giorni scorsi ha depositato una proposta di modifica della legge con l’obiettivo di dare maggiore rappresentatività al “Pugliese Ciaccio” nella commissione che deve traghettare le due aziende alla fusione, ricevendo già un secco “no” da parte del presidente dell’Assemblea legislativa Filippo Mancuso che è anche il proponente della legge, ma anche del presidente Roberto Occhiuto. In un clima elettorale che si sta sempre più surriscaldando a Catanzaro, adesso sono i capigruppo di maggioranza – Arruzzolo (Fi), Loizzo (Lega), Neri (FdI), De Nisi (CI), Crino (Fa) e Graziano (Udc) – a chiarire che la richiesta dem non passerà non perché il Consiglio intenda penalizzare chicchessia, «secondo lo spauracchio agitato da Fiorita per catturare voti. Il nostro convincimento, infatti, è che dalla nascita dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco, nessuna delle professionalità interessate dovrà subire nocumento. I garanti di questa sinergia professionale, di mezzi e risorse, da farsi nell’interesse dei calabresi a cui occorre garantire il diritto alla salute, siamo prima di altri noi».

Ma la proposta non avrà successo, aggiungono i capigruppo, perché quella del Pd «punta ad una sorta di partecipazione perequativa nella Commissione paritetica incaricata di proporre al Commissario ad acta per la sanità e all’Università Magna Graecia, una bozza di ciò che dovrà essere il previsto Protocollo d’Intesa. Ossia, l’atto regolativo del core business della futura “Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco”» riferito soprattutto alle attività assistenziali universitarie e di ricerca che l’UMG dovrà assicurare alle prestazioni essenziali di spedalità, da consacrare nell’atto aziendale della stessa, che sarà redatto dal manager ad essa preposto. Solo questo, che è però tanto a garanzie dei Lea ospedalieri.

A definire il Protocollo d’Intesa sono stati chiamati a rappresentare la Regione: il prof. Ettore Jorio e il dott. Sergio Petrillo; e l’Università: il prof. Arturo Puija e l’avv. Ennio Apicella. Tutti – rispettivamente in rappresentanza degli unici soggetti istituzionali coinvolti: Regione e Università – chiamati a definire la bozza di lavoro che la Regione, per il tramite del Commissario ad acta (Occhiuto) e il Rettore (De Sarro)  per l’UMG, dovranno perfezionare con la loro firma.

«Nessuna rappresentanza delle Aziende ospedaliere catanzaresi. Ma solo e soltanto, quelle riferibili esclusivamente alle Istituzioni coinvolte per la preparazione degli atti sanciti dalla legge regionale 33/2021 proposta dal presidente Mancuso, dal Consiglio approvata e dal Governo vagliata positivamente. E che, paradossalmente, ora il Pd  chiede di implementare. E lo fa, confondendo le capre con i cavoli. Meglio, la ratio rappresentativa e la conseguente provenienza dei tecnici nominati».

Il centrodestra derubrica la proposta dem a polemica elettorale: «Oggi, abbiamo finalmente una legge regionale da cui, dopo aver superato il vaglio del Governo che nel passato di leggi scritte male ne ha bocciato due, Catanzaro si attende, una volta definite le incombenze previste, un rilancio per il suo obiettivo di “Città della Buona Salute e della Ricerca Scientifica”. E’ tempo di essere seri e responsabili: indietro non si torna! Ma è tempo anche di sistemare il tutto per mettere a terra, perché finalmente i calabresi ne godano, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Renato Dulbecco».

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